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Cammino ad anello di 100 km che collega borghi minori del Piceno come Venarotta, Comunanza, Roccafluvione, Montegallo e Acquasanta Terme, attraversando un territorio di storia, natura e tradizioni locali.
Il Grande Anello dei Borghi Ascolani nasce durante il lockdown del 2020, su iniziativa dell'Associazione Le Marche Experience, e viene presentato ufficialmente nella primavera del 2021. L'intento dichiarato era rilanciare il turismo lento in un entroterra già provato dal terremoto del 2016: cento chilometri suddivisi in sette tappe, con partenza e arrivo ad Ascoli Piceno, attraverso i comuni di Venarotta, Comunanza, Roccafluvione, Montegallo e Acquasanta Terme. Il tracciato si svolge ai piedi di quattro sistemi montuosi distinti — il gruppo del Ceresa, i Monti Gemelli, i Sibillini e i Monti della Laga — disegnando un anello che tiene insieme geografie diverse senza mai allontanarsi dall'orbita storica della città.
Il filo conduttore del percorso non è paesaggistico ma difensivo: il cammino segue la rete dei castelli che nel Medioevo proteggevano l'antico stato ascolano, trentadue fortezze soggette alla sua giurisdizione. Ruderi, eremi e borghi murati scandiscono le tappe con una continuità che trasforma la camminata in una lettura del territorio per strati sovrapposti. La settima tappa, che conduce all'Eremo di San Marco, e la quinta, che tocca l'Abbazia di San Benedetto in Valledacqua, sono tra i tratti dove questa stratificazione si fa più leggibile.
La dimensione gastronomica del cammino non si esaurisce nei prodotti che il Piceno esporta con successo — l'oliva ascolana tenera DOP, i formaggi pecorini, i salumi di montagna — ma si manifesta nel rapporto tra quei prodotti e il contesto in cui vengono ancora lavorati. Percorrere a piedi la distanza tra Ascoli e i suoi borghi satelliti significa incontrare quella produzione nel luogo in cui ha senso: i pascoli d'altura da cui proviene il latte dei pecorini, i querceti che hanno storicamente alimentato l'allevamento del suino, le olivete terrazzate che caratterizzano i versanti collinari del Piceno. La lentezza del passo restituisce proporzioni che la strada asfaltata comprime.
Le stagioni consigliate sono la primavera e l'autunno, e la scelta non è casuale: coincidono con i momenti di maggiore attività nelle campagne circostanti, quando la raccolta delle olive o la produzione casearia stagionale rendono visibili processi che in altri periodi rimangono latenti. Il cammino dispone anche di una guida edita da Giaconi Editore, disponibile in italiano e in inglese, che accompagna il percorso con note storiche e letterarie. Una credenziale dedicata, sul modello dei grandi cammini europei, certifica il completamento delle tappe.
Giuseppe Barberis · Public domain — Wikimedia Commons
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