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Borgo raccolto del Montefeltro inserito nel Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, affacciato sulla valle del fiume Mutino con il profilo del Monte Carpegna a dominare il paesaggio. Offre un'atmosfera appartata lontana dai circuiti più frequentati.
Frontino è il comune più piccolo della provincia di Pesaro e Urbino. Poche centinaia di abitanti, uno sperone calcareo che scende verso la valle del Mutino, il profilo del Monte Carpegna che chiude l'orizzonte a nord. Il borgo appartiene al Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello, un'area protetta che prende il nome dalle due formazioni tabulari di arenaria — il Sasso Simone e il Simoncello — che emergono dal paesaggio appenninico con una geometria quasi artificiale, come altopiani sospesi nel vuoto. Questo angolo del Montefeltro, tra le province di Pesaro-Urbino e Arezzo, rimane distante dai percorsi più battuti della regione, pur conservando una stratificazione storica e naturale di rilievo.
Il castello di Frontino conserva l'impianto medievale: strade lastricate con i ciottoli del Mutino, la Torre civica e il Torrione che segnano ancora i limiti delle mura. Nelle immediate vicinanze, il convento francescano di Montefiorentino — tra i più estesi delle Marche — custodisce la cappella dei Conti Oliva, esempio di committenza nobiliare rinascimentale in un contesto rimasto sostanzialmente intatto. Il mulino di Ponte Vecchio, restaurato di recente, ospita oggi il Museo del pane. Più insolita è la presenza del Museo Franco Assetto, dedicato all'artista torinese considerato un precursore della pop art italiana, che donò al borgo anche una fontana nella piazza a nord: una presenza incongrua per posizione geografica, che dice qualcosa della capacità di questi luoghi di attrarre legami imprevisti.
Il parco che circonda Frontino si estende su circa 4.800 ettari tra boschi di cerro e roverella, praterie d'altura e affioramenti rocciosi. I due Sassi — Simone e Simoncello — raggiungono rispettivamente i 1.204 e i 1.221 metri di quota e costituiscono l'elemento morfologico più riconoscibile dell'intera area. La rete sentieristica permette di raggiungere le sommità e di percorrere i crinali, dove la vegetazione si dirada e il paesaggio si apre verso la Valmarecchia e, nelle giornate limpide, verso la costa adriatica. In località Pian dei Prati è attivo un parco faunistico che presenta le specie animali tipiche dell'Appennino centrale. Il tartufo nero cresce nei boschi del territorio, e il Bustreng — dolce tradizionale a base di uova e latte — appartiene alla cucina locale con una continuità che risale alle cucine contadine del Montefeltro.
Frontino è riconosciuto tra i Borghi più belli d'Italia e ha ottenuto la certificazione Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Questi riconoscimenti registrano una qualità diffusa dell'ambiente costruito e naturale, senza che il borgo abbia subito trasformazioni significative legate al turismo di massa. La strada che sale da Carpegna o da Pietrarubbia percorre versanti boscosi e non incontra infrastrutture di rilievo: il territorio si presenta ancora nei termini in cui lo ha definito la geologia e, sopra di essa, la storia minore di un Montefeltro che non coincide con Urbino.
Toni Pecoraro · Public domain — Wikimedia Commons
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