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Oliena è uno dei centri storici della Sardegna dove la lavorazione della filigrana in argento si tramanda come pratica artigianale radicata nella cultura locale. I manufatti, spesso legati all'abbigliamento tradizionale, rappresentano un patrimonio di oreficeria ancora vivo.
Oliena sorge ai piedi del monte Corrasi, nel cuore della Barbagia, a una decina di chilometri da Nuoro. Il paese conta circa settemila abitanti e si colloca in un territorio segnato da rilievi calcarei, doline e boschi fitti, dove la presenza umana ha lasciato tracce continue dall'epoca romana fino a oggi. È in questo contesto di isolamento relativo e di identità tenace che la lavorazione della filigrana in argento ha trovato le condizioni per sopravvivere come pratica viva, non come residuo museale.
La tecnica consiste nel torcere e intrecciare fili d'argento di sezione ridottissima fino a formare strutture traforate, geometriche o floreali, saldate poi con precisione millimetrica. Il lavoro si svolge interamente a mano, con strumenti elementari — pinze, pinzette, piccoli crogioli — e richiede anni di apprendistato prima che il gesto diventi fluido e controllato. I manufatti prodotti a Oliena sono in larga parte destinati al costume tradizionale barbaricino: bottoni detti *lacos*, spille da petto, orecchini a cestino, fibbie per cinture. Ogni elemento ha una collocazione precisa nell'abito, e la sua forma risponde a codici estetici consolidati nel tempo, non a mode contingenti.
La trasmissione del mestiere è avvenuta storicamente all'interno delle famiglie, da orafo a figlio o nipote, con un apprendistato che cominciava in età giovane e si svolgeva direttamente in bottega. Questo canale di trasmissione ha garantito la continuità della tecnica ma ha anche reso la pratica vulnerabile: quando una famiglia abbandonava il mestiere, il sapere rischiava di disperdersi con essa. Oggi i laboratori attivi nel centro storico di Oliena sono pochi, gestiti da artigiani che lavorano su commissione o per la vendita diretta, spesso affiancando alla produzione tradizionale pezzi di interpretazione più contemporanea.
Il legame tra la filigrana e il costume non è decorativo ma strutturale. Indossare un abito tradizionale completo di Oliena senza i suoi ornamenti in argento significherebbe presentare qualcosa di incompleto, come un testo a cui mancano le parole chiave. Le occasioni in cui il costume viene ancora portato — feste religiose, processioni, celebrazioni civiche — sono anche le occasioni in cui la filigrana torna visibile nella sua funzione originaria, non come oggetto da vetrina ma come parte di un sistema di segni che la comunità riconosce e condivide. In questo senso, la sopravvivenza dell'artigianato è intrecciata con la sopravvivenza delle pratiche collettive che gli danno senso.
Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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