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Caltagirone è uno dei principali centri italiani per la produzione di ceramica artigianale, con una tradizione che affonda le radici nell'epoca araba e normanna e si esprime ancora oggi nelle botteghe dei maestri ceramisti.
Caltagirone sorge sui Monti Erei, nel cuore della Sicilia orientale, a un'altitudine che le consente di dominare visivamente le pianure di Catania e Gela. Il nome stesso della città porta in sé la traccia della sua vocazione: dall'arabo Qal'at al Ghiar, che si traduce approssimativamente come "città dei vasi", una denominazione che non è metafora ma descrizione precisa di un rapporto millenario tra questo territorio e la lavorazione dell'argilla. Le cave di argilla locali hanno alimentato per secoli le fornaci dei ceramisti, rendendo la produzione non un'importazione culturale ma una risposta diretta alla geologia del luogo.
Le radici della ceramica calatina affondano nel Neolitico, ma è tra il periodo arabo e quello normanno che la tradizione acquisisce i caratteri stilistici che ancora oggi la distinguono. Le influenze si sono stratificate nel tempo senza cancellarsi: i motivi geometrici di derivazione islamica convivono con le cromie intense del barocco siciliano, in una sintesi che non è sincretismo decorativo ma sedimentazione storica. Il giallo, il blu cobalto e il verde ramina sono i colori più ricorrenti, applicati su una maiolica bianca che funge da fondo neutro per narrazioni figurative e ornamentali di grande complessità.
Il processo di lavorazione segue fasi precise che i maestri ceramisti tramandano nelle botteghe del centro storico. L'argilla viene modellata al tornio o a mano, lasciata essiccare, sottoposta a una prima cottura, poi smaltata e decorata con pigmenti minerali prima di tornare in forno per la cottura definitiva. È in questa seconda fase che i colori si fissano e acquistano la luminosità caratteristica delle maioliche di Caltagirone. Il Museo della Ceramica, ospitato nel parco della Villa Comunale, conserva testimonianze che documentano questa continuità tecnica dall'epoca medievale fino al Novecento.
La città stessa è attraversata dalla ceramica come da un materiale strutturale. La Scalinata di Santa Maria del Monte, con i suoi 142 gradini rivestiti da pannelli in maiolica che illustrano motivi ornamentali di epoche diverse, è l'espressione più visibile di questo rapporto tra architettura urbana e produzione artigianale. Nel 2002, il riconoscimento UNESCO delle città tardo-barocche del Val di Noto ha incluso Caltagirone in un perimetro di tutela che riguarda l'insieme del patrimonio costruito, di cui la ceramica è parte integrante e non accessoria.
Carlo Pelagalli · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons
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