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Borgo medievale incastonato tra le Dolomiti Lucane, con case aggrappate alla roccia e vicoli che sembrano scolpiti nella pietra. Considerato tra i borghi più belli d'Italia, è ancora lontano dal turismo di massa.
Castelmezzano si trova a 924 metri di quota, nel cuore della Basilicata, incastonato tra i pinnacoli di arenaria delle Dolomiti Lucane — denominazione che non rimanda a un'analogia superficiale, ma a una morfologia davvero affine: torri rocciose, pareti verticali, canyon profondi che segnano il territorio del Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Il paese conta poco più di ottocento abitanti e appartiene alla provincia di Potenza. La sua posizione non è il frutto di una scelta casuale: i primi insediamenti risalgono all'epoca normanna, quando la roccia stessa offriva protezione naturale contro le incursioni.
L'impianto urbano medievale è rimasto sostanzialmente integro. Le abitazioni non si appoggiano alla parete rocciosa: in molti casi ne sono un prolungamento, costruite con la stessa pietra, sullo stesso piano inclinato, secondo una logica costruttiva che non distingue nettamente tra architettura e geologia. I vicoli si inerpicano attraverso gradini scavati direttamente nella roccia, si restringono, si biforcano, si aprono su terrazze improvvise. Questo tessuto connettivo — scale, passaggi coperti, archi bassi — è il risultato di secoli di adattamento collettivo a un territorio che non concedeva pianura.
La chiesa madre, dedicata a Santa Maria dell'Olmo, si trova nel nucleo più antico del borgo. Poco distante, i resti del castello normanno occupano uno sperone roccioso che domina la valle del Basento. Dell'impianto originario rimangono tracce parziali, sufficienti però a restituire la scala della struttura difensiva che diede al paese la sua funzione strategica nel sistema di controllo del territorio lucano durante il Medioevo.
Castelmezzano è gemellato con Pietrapertosa, borgo di analoga origine che sorge su un altro sistema di pinnacoli a pochi chilometri di distanza. I due centri sono collegati da sentieri escursionistici che attraversano la formazione rocciosa, e nella stagione estiva anche da un sistema di fune — il cosiddetto Volo dell'Angelo — che permette di attraversare la valle sospesi su un cavo d'acciaio. Questa infrastruttura, per quanto recente, non ha alterato la natura del luogo: il paesaggio tra i due borghi resta selvatico, dominato dalla vegetazione spontanea e dalla roccia.
Il borgo è incluso nel circuito dei Borghi più Belli d'Italia. La sua distanza dai principali assi viari — la strada provinciale che lo raggiunge è stretta e tortuosa — ha contribuito a preservarlo da una pressione turistica intensa, mantenendo vivo un equilibrio tra presenza di visitatori e continuità della vita locale. Castelmezzano non è un borgo museo: le case sono abitate, le stagioni scandiscono ancora il ritmo del paese, e la pietra che lo sostiene è la stessa da cui è nato.
Paolo Santarsiero · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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