
Piccoli edifici lapidei scavati nel fianco della montagna nella frazione Megolo di Pieve Vergonte, storicamente usati per la conservazione del vino in quota.
Nella frazione di Megolo, che si articola nelle sue tre parti — Megolo di Fondo, Megolo di Mezzo e Megolo di Cima — lungo il versante della Val d'Ossola nel comune di Pieve Vergonte, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, si conserva un sistema di costruzioni in pietra che la tradizione locale chiama cantinitt. Il nome è già una sintesi: piccole cantine, al diminutivo, come a ridurne la presenza nel paesaggio. Eppure questi manufatti, ricavati direttamente nel fianco della montagna o addossati alla roccia viva con murature a secco, costituiscono una delle testimonianze più coerenti dell'architettura rurale alpina ossolana.
La logica che li governa è elementare nella concezione e raffinata nell'esecuzione. La roccia, a quella quota e in quella posizione, mantiene una temperatura pressoché costante nel corso dell'anno, oscillando entro una fascia ristretta che protegge i liquidi dalla fermentazione incontrollata e dal calore estivo. Le comunità che abitavano queste frazioni vi conservavano il vino — in particolare il Prunent, vitigno autoctono dell'Ossola a bacca rossa, coltivato sui terrazzamenti della bassa valle — sfruttando ciò che la geologia offriva senza alcun intervento meccanico. L'accesso avviene attraverso piccole aperture architravate, dimensionate al minimo necessario, che limitano gli scambi termici con l'esterno.
Dal punto di vista costruttivo, i cantinitt combinano la roccia naturale con la muratura in pietra locale, spesso senza legante o con malta povera, secondo tecniche tramandate per generazioni e adattate alle specificità del terreno. Non si tratta di strutture isolate ma di un sistema diffuso, distribuito nel tessuto della frazione in modo che ogni famiglia potesse disporre del proprio spazio di conservazione in prossimità dell'abitato. Questa prossimità distingue i cantinitt di Megolo dalle più note ghiacciaie o dai depositi di fondovalle: sono parte integrante della vita quotidiana del villaggio, non infrastrutture periferiche.
Il Piano Paesaggistico Regionale del Piemonte ha riconosciuto questi manufatti come elementi di archeologia rurale degni di tutela, inserendoli nel quadro delle testimonianze del paesaggio agrario storico alpino. Il riconoscimento formale non ha tuttavia modificato la condizione materiale del sito, che resta in uno stato di conservazione variabile, con alcune strutture ancora integre e altre segnate dal tempo e dall'abbandono progressivo delle pratiche vitivinicole di montagna che ne giustificavano l'uso.
Megolo e i suoi cantinitt si collocano così in una zona di confine tra memoria attiva e documento storico. La viticoltura ossolana, pur ridotta rispetto ai secoli passati, non è del tutto scomparsa, e il Prunent continua a essere vinificato da alcune aziende agricole della zona, mantenendo vivo il legame tra il territorio e le sue pratiche. I cantinitt rimangono, in questo contesto, un punto di osservazione privilegiato su come le comunità alpine abbiano saputo leggere il territorio e tradurne le caratteristiche in soluzioni costruttive di lunga durata.
Paolo Monti · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
Attività certificate Made in Italy vicine a questo luogo.
Macelleria Simonetta
Beura Cardezza (VB) · 10.3 km

Azienda Agricola ''La Ghiviola'' Di Ragozzi Agnese
Vocca (VC) · circa 20 km
Riva Lake Verbania - Food&Drink
Pallanza (VB) · 22.9 km

RISTORANTE RESIDENCE USIGNOLO
Trarego Viggiona (VB) · 24.8 km

Parnisari Arms Srl
Lesa (NO) · 27.8 km

LUMA LOUNGE BEACH BAR CHEF SALVATORE BORRELLI
Cannero Riviera (VB) · circa 31 km