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Borgo marinaro del Golfo del Paradiso, con le alte case colorate a picco sul porto e i sentieri del Parco di Portofino che si aprono verso calette raggiungibili solo a piedi.
Sul versante orientale del Golfo del Paradiso, a una ventina di chilometri da Genova, Camogli si presenta come un paese costruito in verticale: le case alte anche otto o nove piani, strette l'una all'altra e dipinte in ocra, rosso mattone, giallo senape, scendono direttamente sull'acqua del porto. Questa densità non è casuale. Il nome stesso del borgo — che la tradizione popolare riconduce a *ca' de mòggë*, "case delle mogli" — richiama i secoli in cui gli uomini erano quasi sempre in mare e le donne reggevano la vita del paese. La marineria camogliese raggiunse nel XIX secolo una dimensione ragguardevole: la flotta locale era tra le più consistenti del Mediterraneo, e il borgo era conosciuto nei porti di mezza Europa.
Oggi quella storia si legge nell'architettura più che nei documenti. Il porto, raccolto e protetto da un molo, conserva le barche dei pescatori accanto alle imbarcazioni da diporto senza che le une sembrino fuori posto rispetto alle altre. La basilica di Santa Maria Assunta, che sovrasta il lungomare, e il castello della Dragonara, medievale e arroccato sullo scoglio a chiudere il porto a nord, definiscono una scena urbana che non ha subito stravolgimenti significativi nel Novecento. La scala del centro storico rimane quella di un paese, non di una città, e questo ha conseguenze concrete sul modo in cui ci si muove: a piedi, lentamente, su caruggi che salgono per gradini.
Il confine tra il borgo e il Parco Naturale Regionale di Portofino è poroso. I sentieri del parco partono praticamente dall'abitato e conducono lungo la costa verso calette che non hanno accesso stradale. San Fruttuoso di Camogli — con la sua abbazia benedettina del X secolo, il chiostro medievale e il Cristo degli Abissi sommerso a diciotto metri di profondità — è raggiungibile solo via mare o percorrendo a piedi i sentieri che attraversano il bosco di lecci e pini marittimi. Questa condizione di isolamento relativo ha preservato il sito in modo che pochi luoghi costieri italiani possono vantare.
La rigenerazione che Camogli offre non è quella delle strutture o dei servizi, ma quella del ritmo. Il tempo qui si misura con le maree, con la luce che cambia sul porto nel tardo pomeriggio, con la cadenza dei traghetti che collegano il borgo a Portofino e a Genova. Chi arriva cercando quiete trova un paese che funziona per i propri abitanti prima che per i visitatori, e questo equilibrio — fragile come tutti gli equilibri — è probabilmente la sua risorsa più difficile da replicare altrove.
Benjamin Smith · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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