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Percorso a piedi di circa 500 km in 19 tappe che collega Cagliari a Oliena attraversando altopiani basaltici, gole fluviali e boschi di roverella, dedicato alla figura del vescovo di Suelli del X secolo.
Dalla periferia meridionale di Cagliari, città natale del santo, il Cammino di San Giorgio Vescovo si allunga verso nord attraverso quasi cinquecento chilometri di Sardegna interna, articolato in diciannove tappe che raggiungono Oliena, nel cuore della Barbagia nuorese. Non è un percorso costruito intorno a un paesaggio uniforme: il tracciato attraversa altopiani basaltici, gole fluviali, boschi di roverella e territori dove la presenza umana si fa rada, quasi discreta. I comuni che scandiscono il cammino — Osini, Ussassai, Esterzili, Orroli, tra gli altri — appartengono a quella Sardegna che non si offre alla prima occhiata e che conserva una propria misura del tempo.
La figura cui il cammino è dedicato è quella di Giorgio, vescovo della Ecclesia Barbariensis con sede a Suelli, vissuto intorno all'anno mille. Il nome stesso di Suelli, paese del Campidano di Cagliari noto anche per il nuraghe Piscu, rimanda nella sua etimologia sarda al titolo episcopale. Di Giorgio si sa poco in termini strettamente documentari: la tradizione lo descrive come un evangelizzatore delle comunità barbaricine, e la devozione che ha lasciato dietro di sé si misura nel numero di chiese campestri e santuari rurali a lui intitolati lungo l'intera dorsale del percorso. Il cammino non ricostruisce una biografia, ma segue le tracce di un pellegrinaggio antico, reale o leggendario che fosse.
Il paesaggio che accompagna il camminatore per gran parte del tracciato appartiene alla Sardegna meno frequentata, quella dell'entroterra lontana dai circuiti costieri. Gli altopiani basaltici della Giara e del Sarcidano cedono progressivamente il passo alle gole scavate dai fiumi, poi ai boschi che salgono verso le quote della Barbagia. È una successione di ambienti che richiede adattamento fisico e attenzione: i tratti più impegnativi alternano sentieri su roccia a strade bianche, e la distanza tra un centro abitato e l'altro impone una pianificazione attenta delle soste. La rete di accoglienza nei borghi attraversati è parte integrante dell'esperienza, non un dettaglio logistico.
Arrivare a Oliena, punto terminale del cammino, significa concludere una traversata che ha attraversato zone tra le meno popolate d'Italia. Il paese, ai piedi del Supramonte, è noto per le sorgenti di Su Gologone e per i calcari che segnano il paesaggio circostante. Ma per chi percorre il cammino intero, Oliena è soprattutto il punto in cui la distanza percorsa acquista un peso concreto, misurabile in giorni e in variazioni di terreno. Il Cammino di San Giorgio Vescovo rimane uno dei pochi itinerari italiani in grado di offrire questa proporzione tra lunghezza, isolamento e continuità narrativa — religiosa, geografica, storica — senza che nessuno dei tre elementi prevalga sugli altri.
Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons
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