SCUOLA L.R. ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. DE CHIRICO
CATEGORY: ACCADEMIESei il proprietario? Richiedi l'ID anticontraffazione! Certifica che la tua Azienda è in possesso dei requisiti richiesti per l’inserimento in Eccellenze Italiane e richiedere l’erogazione di un ID Anticontraffazione, che sarà impresso sul certificato e sulla vetrofania che provvederemo a consegnarti e potrai poi esporre al pubblico.
ECCELLENZE CORRELATE
E’ una questione di stileDomenico, dopo aver frequentato brillantemente l’istituto alberghiero inizia la sua carriera come pastaio presso pastifici di prestigio campani ed emiliani.
Nel 1970 inaugura la propria attività: un laboratorio con annesso punto vendita, diventando ben presto, grazie alla sua passione per la lavorazione artigianale della pasta, uno dei più conosciuti artigiani pastai della regione.
Insignito di famosi premi e attestati oggi si presenta come uno dei migliori maestri pastai campani per la qualità dei suoi prodotti, la serietà e la competenza.
Ed ancora oggi, 43 anni dopo, la passione batte forte nel cuore di Domenico, forte come fosse il primo giorno.
Riforniamo numerosi e prestigiosi clienti in tutta la Campania e nella Costiera Amalfitana tra cui ristoranti, locali, pub e hotel.
Azienda Agricola Flammini, conduzione familiare situata a Castelnuovo di Avezzano (AQ), nel territorio della Marsica. L’attività nasce dalla passione per la terra e per la tradizione contadina, con l’obiettivo di offrire prodotti agricoli genuini e legati al territorio. L’azienda è specializzata nell’allevamento di bovini e nella produzione di carne proveniente dai propri allevamenti. Gli animali appartengono a razze italiane come Chianina e Marchigiana, e le carni sono certificate IGP “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale”, garanzia di qualità e tracciabilità.
Casari da quattro generazioni
La famiglia Cibrario
Da sessant’anni la nostra famiglia si dedica con amore e passione ad un mestiere antico, che affonda le sue radici nella secolare tradizione casearia della Valle di Susa.
È il 1963 quando nonno Giuseppe e nonna Alfredina giungono a Chiomonte con le prime, poche mucche per dedicarsi, tra molti sacrifici e difficoltà, ma anche con tanta determinazione, all’allevamento, alla pastorizia e alla produzione di formaggi, nella splendida cornice incontaminata dell’Alta Val di Susa.
Scopri una tradizione di famiglia che va avanti da quattro generazioni con passione e amore per la natura.
Qualità e rispetto per la natura
Tecnologia a supporto della tradizione
Da allora molto è cambiato: l’azienda è cresciuta, i capi di bestiame si sono moltiplicati, le tecniche di produzione si sono modernizzate e si avvalgono oggi di tecnologie innovative e all’avanguardia. Ciò che è rimasto invariato è il nostro amore per la natura, la passione per un lavoro spesso duro, ma profondamente gratificante, e la volontà di continuare a migliorarsi ogni giorno.
Un’arte tramandata da generazioni
Una filiera organizzata per portare in tavola la genuinità
Oggi è principalmente il giovane Giuseppe, insieme a papà Marco, ad occuparsi della mandria, dell’allevamento, della gestione dei pascoli e della fienagione.
A gestire il caseificio sono invece principalmente Marinella, Debora e Sabrina, le donne della famiglia, che con amore e passione si dedicano quotidianamente a seguire ogni fase della realizzazione delle tome, dei formaggi e degli yogurt.
Scopri i nostri prodotti con una filiera sostenibile a Km zero.
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La mia filosofia
Roberto Bargazzi
L’ANTICO METODO DI LAVORAZIONE DI MIO PADRE RENDE QUESTO VINO SEMPLICE, MA DI GRANDE QUALITÀ E CARATTERE. UN METODO NATURALE, COSÌ COME SI FACEVA “UNA VOLTA”.
La Tradizione
La Caminà è un’azienda vitivinicola fondata negli anni cinquanta da mio padre Gino, dal quale ho ereditato anche la passione per il vino. Nulla ho modificato di quegli insegnamenti e dell’importanza della manualità dei gesti che, associati ad una più attuale ricerca del gusto, hanno prodotto questi vini. Sarò lieto di aprire le porte della mia cantina per farvi assaporare un prodotto semplice, ma di grande qualità e carattere.
A presto!
Roberto Bargazzi
Le Vigne
I nostri vigneti dominano i colli piacentini della Val d’Arda, in localita’ Bacedasco Basso, definita “Terra del vino”, per la ricchezza di tradizioni legate proprio alla sua produzione. Questi terreni sono riconosciuti, infatti, per la coltivazione delle uve di Barbera e Bonarda, che insieme concorrono alla produzione del Gutturnio, vino rosso rubino frizzante adatto ai nostri piatti di tradizione ma anche ad un cibo reso piu’ contemporaneo e leggero dai mutati stili di vita, e le uve di Ortrugo e Malvasia che danno origine a vini bianchi, freschi e frizzanti, ideali per piatti unici, anche appartenenti ad altre culture gastronomiche.
Una storia di famiglia, di terra e di vino dal 1880
La storia dell'Azienda Ricci è la storia di un'azienda a conduzione familiare, fatta di personaggi, aneddoti ed esperienze che rappresentano un vero tesoro da custodire gelosamente e da tramandare di generazione in generazione.
Ebbe inizio nel lontano 1880 quando il bisnonno Benedetto e sua moglie Adele arrivarono in Maremma dalla montagna aretina. Da operaio di fiducia divenne proprietario di quei terreni coperti di boschi e acquitrini che trasformati in terreni fertili, ottimi per l’allevamento di bestiame e la semina di cereali, diventarono l’Azienda San Benedetto, quella che ora è Azienda Ricci.
Con nonno Quinto incomincia invece la storia dei nostri vigneti.
Da quel 1880 ad oggi tante cose sono cambiate, la produzione di uve si è moltiplicata come anche quella di seminativi. Inizialmente le uve erano vendute solo a grandi aziende per la produzione di vini importanti, ma ora una parte diventano i Vini Ricci.
La storia, i valori e la tradizione della famiglia Ricci vanno avanti con i fratelli Stefano e Andrea. Quella famiglia che 140 anni fa arrivò dalla montagna aretina oggi è divenuta il fiore all’occhiello della Maremma toscana.
Affermati nel campo dell’agricoltura e della viticoltura, hanno intrapreso tra i primi il percorso innovativo dell’energia green, adesso hanno potenziato anche il ramo turistico del brand familiare, con l’acquisto del Resort Le Querciolaie dei Ricci.
Nel futuro dell’Azienda c’è Flavio, enologo e sommelier.
Dopo gli studi superiori all’Istituto Tecnico Agrario di Grosseto consegue la laurea triennale in Viticoltura ed Enologia all’Università di Firenze, si specializza in marketing grazie al corso “Wine Export Management Pro” e diventa Sommelier AIS.
L’esperienza acquisita lavorando in cantine importanti del territorio lo porta poi a rivolgere l’attenzione all’azienda di famiglia, del quale diventa esperto enologo.
A Flavio si deve la nascita delle ultime due etichette di Azienda Ricci, il Merlot Baffone e l’Ansonica Donna Ilia.
La drogheria U Spessià propone prodotti sfusi e confezionati valorizzando sia le specialità della tradizione ligure sia spezie ed erbe aromatiche provenienti da tutto il mondo.
Offre inoltre un vasto assortimento di delizie al cioccolato.
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Questa azienda agricola è ricca di storia. Anche perché si tramanda ormai di generazione in generazione da qualche secolo, con dati certi arriviamo al 1840 e a condurre questa azienda dopo generazioni sono stati i miei nonni Alfonso e Elvira e molta di questa passione per il mondo agricolo probabilmente la devo a loro.
Vivevano di un agricoltura molto più povera, meno tecnologica ma sicuramente più sana e con uno stile di vita più sereno. Si lavorava la terra con aratri attaccati a 2 o 4 buoi che instancabilmente continuavano a tirare per tutto il giorno, per trebbiare il grano c’era molta più mano d’opera, e quando si finiva il proprio campo si andava da quello del vicino e così via. Si chiamava “scambio aiuto” si falciava tutto a mano con delle falci sotto un sole ardente, si mangiava fino a 5 volte al giorno (anche perché si lavorava fino a più di 15 ore al giorno) il più delle volte direttamente nei campi. A tutto pensavano le donne che in enormi ceste sulla testa portavano il pranzo e quant’altro. C’era un solo bicchiere col quale bevevano tutti. Anche il mais si raccoglieva a mano e poi la sera tutti insieme lo sgranocchiavano. Le piante invece venivano tagliate e raccolte in fascine che poi, una volta seccate, venivano usate per riscaldarsi e per cucinare. Apparentemente sembra assurdo e impossibile ma era la realtà ed era normale ed era più sano ed era più sereno ed era più pulito e soprattutto erano tutti più felici. L’espressione che più ho sentito in questi miei 40 anni di vita in questo mondo agricolo è stata: era una festa.
Però dopo l’avvento della tecnologia in agricoltura, tutto è cambiato. Al posto dei buoi per arare la terra adesso ci sono dei potenti trattori, le nuove mietitrebbie con un solo giorno fanno il lavoro che prima avrebbero fatto 20 persone per un mese. Lo scambio aiuto si è trasformato in assunzioni, contributi, TFR ecc. La parola d’ordine è diventata CORRERE, essere sempre più veloci e produttivi a discapito della condivisione dello stare insieme, della salute e della serenità. Basti pensare che con soli 2 ettari di terra, i miei nonni si potevano considerare ricchi in tutti i sensi. Oggi per poter portare a casa uno stipendio decente, proporzionato al sacrificio, un imprenditore agricolo deve coltivare almeno 100 ettari di terra. I margini di guadagno sono talmente bassi che si è costretti a fare solo tanta quantità di prodotto ortofrutticolo. Purtroppo però per poter fare una grande produzione si è costretti a ricorrere a trattamenti preventivi sulle colture con fitofarmaci, fitosanitari (fungicidi, insetticidi, diserbanti ecc). In molti casi ahimè, tutto questo non basta perché a dettare il prezzo finale di un prodotto agricolo non è l’agricoltore ma bensì il mercato. Un mercato influenzato da 1000 problemi come ad esempio la sovrapproduzione, l’importazione dei prodotti agricoli da altri paesi, la concorrenza sleale degli stessi, l’andamento climatico e così via arrivando cosi, il più delle volte a fine stagione a non coprire nemmeno i costi di produzione.
In sintesi la modernità in agricoltura ha portato meno sacrificio fisico ma ha reso schiavi i suoi agricoltori, schiavi di un sistema che ti toglie tutto ciò che di bello c’è in questo mondo. Meno reddito, più stress, maggiore inquinamento, più veleno sulle nostre tavole e quindi meno salute, e allora dopo gli ultimi 20 anni passati a rincorrere un progresso sempre più deludente ci siamo accorti che la strada per il futuro era una sola: TORNARE INDIETRO.
Nasce cosi una nuova idea di azienda agricola che da oltre 100 ettari di terreno passa a 25 ettari, che al posto della chimica preferisce la natura, che decide di commercializzare i propri prodotti in un punto vendita aziendale, determinando un prezzo che dia più dignità all’agricoltore ma, allo stesso tempo per effetto della VENDITA DIRETTA, anche molto più vantaggioso per il consumatore finale. Frutta e verdura di stagione della nostra azienda agricola, sempre fresca, raccolta più volte al giorno e coltivata in un territorio unico con un microclima fantastico lambiti dal mare e protetti dalla montagna. Il tutto rigorosamente a KM0 rispettando la natura e l’ambiente in cui viviamo.
La nostra è sempre stata un azienda a conduzione familiare e lo è anche oggi. Dopo la scomparsa di mio nonno a prendere le redini è stato mio padre Franco, che con il sostegno di una moglie esemplare Giuseppina, a sua volta mi ha passato la gestione di questa azienda che oggi conduco. Con me c’è mia moglie Laura, insegnante, che mi sostiene e mi da forza anche quando la stanchezza prende il sopravvento. A completare la nostra vita e la nostra familia ci sono le nostre 2 bambine, Giorgia e Caterina.
Vallese Mirco
L’azienda
Zarpellon Agricoltura
Zarpellon Agricoltura è una realtà commerciale che fa del servizio tecnico in campo la propria mission. Con un team di agronomi e laureati in agraria preparati e motivati affianca l’azienda agricola nelle scelte tecniche e commerciali.
Dal 2005 lavoriamo a fianco degli agricoltori, specialmente nel settore viti-vinicolo, fornendo le soluzioni migliori per l’impianto del vigneto, per la gestione agronomica, la nutrizione e la difesa delle piante.
Con uno staff efficiente e preparato assicuriamo la tempestiva assistenza tecnica in campo, la consegna puntuale dei materiali e dei prodotti e la disponibilità costante verso le esigenze del cliente.
Siamo un’azienda dinamica, attenta alle nuove tecnologie disponibili per la produzione in campo e ai prodotti più innovativi che il mercato ci offre. Questo approccio ci permette di adottare delle linee di difesa in vigneto che rispettano i disciplinari più restrittivi, assicurandoci allo stesso tempo il migliore risultato alla raccolta.
Il posto giusto dove scegliere il piacere di gustare il meglio della qualità casearia!
Società Agricola I Tre Fratelli Srl è un'azienda dedicata alla produzione e distribuzione di prodotti agricoli di alta qualità, con un forte legame con la tradizione e il territorio. Grazie a una gestione familiare e un’attenzione particolare alla sostenibilità, l'azienda garantisce materie prime genuine e controllate, nel rispetto della natura e delle tecniche agricole più avanzate.
Produzione e Qualità
La società si occupa della coltivazione e trasformazione di prodotti agricoli selezionati, con una particolare attenzione a:
- Colture tradizionali e biologiche, nel rispetto dell’ambiente e delle stagioni.
- Tracciabilità e controllo della filiera, per offrire alimenti sani e sicuri.
- Innovazione agricola, con tecniche avanzate per migliorare resa e qualità senza compromettere la naturalità dei prodotti.
Missione e Filosofia
L'azienda si distingue per l’impegno nella promozione di un'agricoltura responsabile e sostenibile, garantendo:
- Rispetto della biodiversità, con pratiche agricole che preservano la fertilità del suolo.
- Uso responsabile delle risorse idriche, minimizzando l’impatto ambientale.
- Valorizzazione delle produzioni locali, per offrire sapori autentici e genuini.
Prodotti e Mercati
La Società Agricola I Tre Fratelli opera sia sul mercato nazionale che internazionale, fornendo prodotti freschi e trasformati destinati a:
- Grande distribuzione e mercati locali.
- Settore della ristorazione e agroalimentare.
- Privati e aziende alla ricerca di eccellenze agricole.
Con un forte radicamento nella tradizione e uno sguardo sempre rivolto all'innovazione e alla qualità, I Tre Fratelli Srl rappresenta un punto di riferimento nel settore agricolo, garantendo eccellenza e genuinità in ogni prodotto.
La Lodos Farm è più di un semplice produttore agricolo, è uno stile di vita, fondato sulla passione per la terra e il rispetto delle risorse naturali.
Tradizione e innovazione si fondono per offrirvi prodotti freschi rispettando l’ambiente.
Il Nostri Prodotti
Se sei attento all’origine, al gusto e alla sostenibilità del prodotto che porti sulla tua tavola, sei nel posto giusto!
Le nostre coltivazioni seguono infatti le regole della buona pratica di coltivazione sia in termini di stagionalità, territorialità che di tradizione.
Ai nostri prodotti dedichiamo tutta la cura possibile al fine di soddisfare le tue esigenze.
Da 4 generazioni produttori di olio extravergine di oliva
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IL NOCINO DI ZENO
Negli anni Venti, nel periodo pionieristico del motociclismo, il piccolo Zeno accompagnava sempre suo padre Aderito, valente pilota nei circuiti di gara.
Zeno teneva stretta in mano una noce come portafortuna e, quando Aderito tornava vincitore con la coppa in mano, correva felice a piantare quella noce nei pressi della Pieve di Fosdondo.
Quando Aderito concluse la sua straordinaria carriera agonistica, Zeno raccolse il frutto di quegli alberi ormai cresciuti e ne ricavò un nocino, per assaporare di nuovo quei momenti indimenticabili.
Il risultato fu un infuso nato da una ricetta quasi magica, capace di custodire, ancora oggi dopo più di un secolo, il profumo delle vittorie.
Le gare
Negli anni Venti il numero di gare motociclistiche era impressionante: non c’era festa senza una corsa. Bastavano gli striscioni della partenza e del traguardo, qualche balla di paglia, il permesso dei Carabinieri… e il gioco era fatto.
Aderito correva con una G.D., considerata all’epoca l’espressione più avanzata della tecnica motociclistica. Grazie alle numerose affermazioni sportive, quella moto era diventata la più ambita dai piloti e dal pubblico.
Un nocino diverso
Il nocino non era un semplice infuso di mallo di noce: era molto di più.
Era il liquore della tradizione emiliana, quello in cui ogni famiglia si riconosceva attraverso una propria ricetta segreta.
In questo clima competitivo, il giovane Zeno concepì un’idea audace: creare un nocino nuovo che superasse tutti gli altri, così come suo padre aveva superato gli avversari nelle gare in moto.
Nacque così “Il Nocino migliore del mondo”.
Assaggiandone un bicchiere, l’elemento trasgressivo si manifesta nei primi istanti: il contesto in cui è nato apre a qualcosa di trascendente, a un risveglio quasi metafisico che crea il desiderio di appartenere a quel luogo — Fosdondo.
Zeno Masoni
Nel 1955 Zeno partì per gli Stati Uniti. Il suo lungo viaggio ebbe inizio dalla stazione di Fosdondo.
Riuscì a salire sull’ultima corsa che quel treno avrebbe mai effettuato: al suo ritorno dall’America, la ferrovia non esisteva più. Si chiudeva così un’epopea straordinaria, iniziata e finita nello stesso luogo.
Quando la perfezione cancella il brivido
Esce un nuovo modello di moto: la più veloce di sempre, dicono.
Da zero a cento in un lampo, numeri così piccoli da non riuscire nemmeno a sentirli davvero.
Nei circuiti dell’epoca di Aderito si limavano i secondi; oggi la perfezione si misura in millisecondi.
Ma cos’è la perfezione, se non la morte delle emozioni?
Un tempo c’era la lotta, la fatica dell’uomo prima di affrontare una curva. I motori ruggivano. L’errore era possibile. Il coraggio necessario.
Oggi i motori sussurrano, soffocati dal progresso.
Cambiano marcia prima ancora che tu lo chieda, veloci più del pensiero, ma senza anima nella corsa.
La chiamano evoluzione.
Eppure l’evoluzione non ha pietà: affina, taglia, leviga solo ciò che serve.
E le emozioni, si sa, non sono mai state considerate necessarie.
Così resti con tanti cavalli, ma ti senti vuoto: uno spettro di fibra di carbonio che rincorre numeri infinitesimali, privi di significato.
Alla fine del giro — o forse quel giro è già finito da tempo — resta solo il silenzio.
Il Nocino di Zeno, invece, è un giro che non finirà mai,
perché custodisce dentro di sé le emozioni di un tempo che non muore.
