Antica Macelleria Canzone
CATEGORY: MACELLERIESei il proprietario? Richiedi l'ID anticontraffazione! Certifica che la tua Azienda è in possesso dei requisiti richiesti per l’inserimento in Eccellenze Italiane e richiedere l’erogazione di un ID Anticontraffazione, che sarà impresso sul certificato e sulla vetrofania che provvederemo a consegnarti e potrai poi esporre al pubblico.
ECCELLENZE CORRELATE
E’ una questione di stileSpecialità di suino nero allevato allo stato semibrado, di produzione propria, freschi e stagionati.
Le migliori etichette della Cantina Mascarello.
Oggi come ieri un’attenta selezione delle uve, vinificazioni tradizionali, equilibrio delle sensazioni percettive sono i capisaldi dell’attività della Cantina Mascarello: poche e semplici regole considerate inalterabili e necessarie, nonostante l’evolversi dei tempi e del mercato.
Dalla Cantina Mascarello i migliori vini Piemontesi direttamente a casa vostra, senza intermediari.
La nostra storia
La Mascarello Michele & Figli C. Valletti S.n.c è un’azienda con sede in La Morra, nel cuore delle Langhe. La Cantina è nata nel 1927 per volontà di mia nonna Maria, raro esempio d’imprenditoria femminile, in un periodo in cui il ruolo della donna era principalmente quello di moglie e madre.
Da allora, è una azienda a conduzione familiare, che ha proseguito l’attività nello spirito della tradizione e degli insegnamenti tramandati.
Dalla fine degli anni ’80 sino ai giorni nostri, l’azienda è stata guidata da mio padre Umberto, il quale ebbe l’intuizione di rivolgersi esclusivamente ad una clientela di piccoli consumatori, curando sempre di più la qualità del vino e del servizio e portando così l’azienda ad un livello superiore.
Il 2020 è stato un anno di cambiamenti, perchè insieme a mia madre Caterina, ho acquistato interamente le quote dell’azienda in cui sono cresciuto. L’obiettivo mio e di tutti i miei collaboratori è di lavorare alla ricerca continua di una qualità dei vini sempre superiore, al fine di poter così essere apprezzati da una clientela certo numerosa, ma scelta. Lo scopo che mi sono prefisso è quello di poter dare continuità all’attività di famiglia, trasmettendo i valori e gli insegnamenti ricevuti a mio figlio Pietro che rappresenta la quarta generazione, con la speranza che la tradizione di famiglia continui.
Il 17 Gennaio 2022 il Mise ha iscritto La Mascarello Michele & Figli C. Valletti S.n.c al registro dei Marchi Storici d’Interesse Nazionale. Nel ringraziarVi per la fiducia accordataci, cogliamo l’occasione per invitarVi come graditi ospiti presso la nostra Cantina Storica, situata nel centro di La Morra.
Fabio Mascarello
Una filosofia che non cambia
Oggi come ieri un’attenta selezione delle uve, vinificazioni tradizionali, equilibrio delle sensazioni percettive sono i capisaldi dell’attività della Cantina Mascarello: poche e semplici regole considerate inalterabili e necessarie, nonostante l’evolversi dei tempi e del mercato.
Non abbiamo mai smesso di dedicare estrema attenzione ai processi di vendemmia, vinificazione ed invecchiamento di ogni vino. Mantenere invariata la qualità dei metodi di produzione tradizionale: è questa la sfida che da quasi un secolo portiamo avanti, senza compromessi.
Produciamo vini classici piemontesi sin dal lontano 1927. Da allora quattro generazioni si sono succedute in Cantina e in vigna, mantenendo sempre lo stesso attaccamento alla terra, la nostra terra di Langa.
Visitare la settecentesca Casa Mascarello e le sue storiche Cantine vuol dire percorrere la storia del vino e delle Langhe. Saremo lieti di accompagnarVi in un percorso sotterraneo nel cuore di La Morra, lungo il quale il nostro vino riposa in poderose botti di rovere: qui potrete degustare i nostri vini nel luogo in cui pazientemente invecchiano.
Il team
Il cambio di passo voluto da Fabio Mascarello ha portato in azienda un rinnovo generazionale con l’assunzione in varie mansioni di ben 14 under 30, portando a 50 il numero di dipendenti. La fiducia nei giovani diventa un atto concreto e l’avvicinarsi delle nuove generazioni al lavoro legato alla terra è un messaggio di speranza.
Un’azienda che si distingue
Diversa dalla maggior parte delle Cantine di Langa e di Roero per le modalità con cui conquista i propri clienti, l’azienda conserva nella Cantina storica del centro di La Morra le tradizioni di accoglienza e ospitalità.
E la casa di nonna Maria, dove si respira l’atmosfera giusta e si possono ammirare i paesaggi incantevoli delle colline Unesco e, nel contempo, apprezzare le degustazioni e gli assaggi delle etichette Mascarello.
Partner conferitori
Oltre alle vigne di proprietà, viticoltori storici e nuovi giovani produttori di La Morra e dintorni sono i conferitori delle uve e i partner della Cantina Mascarello. L’enologo Davide Benaglia segue, supervisiona e affianca i lavori in vigna: la cura dei vigneti diventa un lavoro di squadra e il prodotto non può che essere di qualità superiore. La filosofia dell’azienda è da sempre la ricerca delle uve migliori per produrre e imbottigliare vini che lasciano il segno.
Centro Carni Ardea, nel litorale laziale tra Marina di Ardea e Tor San Lorenzo, specializzata nella vendita di prodotti alimentari e carne. Macelleria e punto vendita alimentare, dove vengono proposte diverse preparazioni di carne e prodotti pronti per la cucina quotidiana.
Macelleria Simonetta Leader nella distribuzione carne
Ora supportiamo la cittadinanza mettendo a disposizione la struttura di Macelleria Simonetta , la più grande macelleria dell'Ossola, per trasferire il servizio di consegna a domicilio normalmente utilizzato dai ristoratori ai privati cittadini. Senza sovraprezzi. la carne dei migliori ristoranti della provincia direttamente a casa tua.
Insieme a tutti gli affettati, formaggi e prodotti locali.
Questa azienda agricola è ricca di storia. Anche perché si tramanda ormai di generazione in generazione da qualche secolo, con dati certi arriviamo al 1840 e a condurre questa azienda dopo generazioni sono stati i miei nonni Alfonso e Elvira e molta di questa passione per il mondo agricolo probabilmente la devo a loro.
Vivevano di un agricoltura molto più povera, meno tecnologica ma sicuramente più sana e con uno stile di vita più sereno. Si lavorava la terra con aratri attaccati a 2 o 4 buoi che instancabilmente continuavano a tirare per tutto il giorno, per trebbiare il grano c’era molta più mano d’opera, e quando si finiva il proprio campo si andava da quello del vicino e così via. Si chiamava “scambio aiuto” si falciava tutto a mano con delle falci sotto un sole ardente, si mangiava fino a 5 volte al giorno (anche perché si lavorava fino a più di 15 ore al giorno) il più delle volte direttamente nei campi. A tutto pensavano le donne che in enormi ceste sulla testa portavano il pranzo e quant’altro. C’era un solo bicchiere col quale bevevano tutti. Anche il mais si raccoglieva a mano e poi la sera tutti insieme lo sgranocchiavano. Le piante invece venivano tagliate e raccolte in fascine che poi, una volta seccate, venivano usate per riscaldarsi e per cucinare. Apparentemente sembra assurdo e impossibile ma era la realtà ed era normale ed era più sano ed era più sereno ed era più pulito e soprattutto erano tutti più felici. L’espressione che più ho sentito in questi miei 40 anni di vita in questo mondo agricolo è stata: era una festa.
Però dopo l’avvento della tecnologia in agricoltura, tutto è cambiato. Al posto dei buoi per arare la terra adesso ci sono dei potenti trattori, le nuove mietitrebbie con un solo giorno fanno il lavoro che prima avrebbero fatto 20 persone per un mese. Lo scambio aiuto si è trasformato in assunzioni, contributi, TFR ecc. La parola d’ordine è diventata CORRERE, essere sempre più veloci e produttivi a discapito della condivisione dello stare insieme, della salute e della serenità. Basti pensare che con soli 2 ettari di terra, i miei nonni si potevano considerare ricchi in tutti i sensi. Oggi per poter portare a casa uno stipendio decente, proporzionato al sacrificio, un imprenditore agricolo deve coltivare almeno 100 ettari di terra. I margini di guadagno sono talmente bassi che si è costretti a fare solo tanta quantità di prodotto ortofrutticolo. Purtroppo però per poter fare una grande produzione si è costretti a ricorrere a trattamenti preventivi sulle colture con fitofarmaci, fitosanitari (fungicidi, insetticidi, diserbanti ecc). In molti casi ahimè, tutto questo non basta perché a dettare il prezzo finale di un prodotto agricolo non è l’agricoltore ma bensì il mercato. Un mercato influenzato da 1000 problemi come ad esempio la sovrapproduzione, l’importazione dei prodotti agricoli da altri paesi, la concorrenza sleale degli stessi, l’andamento climatico e così via arrivando cosi, il più delle volte a fine stagione a non coprire nemmeno i costi di produzione.
In sintesi la modernità in agricoltura ha portato meno sacrificio fisico ma ha reso schiavi i suoi agricoltori, schiavi di un sistema che ti toglie tutto ciò che di bello c’è in questo mondo. Meno reddito, più stress, maggiore inquinamento, più veleno sulle nostre tavole e quindi meno salute, e allora dopo gli ultimi 20 anni passati a rincorrere un progresso sempre più deludente ci siamo accorti che la strada per il futuro era una sola: TORNARE INDIETRO.
Nasce cosi una nuova idea di azienda agricola che da oltre 100 ettari di terreno passa a 25 ettari, che al posto della chimica preferisce la natura, che decide di commercializzare i propri prodotti in un punto vendita aziendale, determinando un prezzo che dia più dignità all’agricoltore ma, allo stesso tempo per effetto della VENDITA DIRETTA, anche molto più vantaggioso per il consumatore finale. Frutta e verdura di stagione della nostra azienda agricola, sempre fresca, raccolta più volte al giorno e coltivata in un territorio unico con un microclima fantastico lambiti dal mare e protetti dalla montagna. Il tutto rigorosamente a KM0 rispettando la natura e l’ambiente in cui viviamo.
La nostra è sempre stata un azienda a conduzione familiare e lo è anche oggi. Dopo la scomparsa di mio nonno a prendere le redini è stato mio padre Franco, che con il sostegno di una moglie esemplare Giuseppina, a sua volta mi ha passato la gestione di questa azienda che oggi conduco. Con me c’è mia moglie Laura, insegnante, che mi sostiene e mi da forza anche quando la stanchezza prende il sopravvento. A completare la nostra vita e la nostra familia ci sono le nostre 2 bambine, Giorgia e Caterina.
Vallese Mirco
Una storia di famiglia, di terra e di vino dal 1880
La storia dell'Azienda Ricci è la storia di un'azienda a conduzione familiare, fatta di personaggi, aneddoti ed esperienze che rappresentano un vero tesoro da custodire gelosamente e da tramandare di generazione in generazione.
Ebbe inizio nel lontano 1880 quando il bisnonno Benedetto e sua moglie Adele arrivarono in Maremma dalla montagna aretina. Da operaio di fiducia divenne proprietario di quei terreni coperti di boschi e acquitrini che trasformati in terreni fertili, ottimi per l’allevamento di bestiame e la semina di cereali, diventarono l’Azienda San Benedetto, quella che ora è Azienda Ricci.
Con nonno Quinto incomincia invece la storia dei nostri vigneti.
Da quel 1880 ad oggi tante cose sono cambiate, la produzione di uve si è moltiplicata come anche quella di seminativi. Inizialmente le uve erano vendute solo a grandi aziende per la produzione di vini importanti, ma ora una parte diventano i Vini Ricci.
La storia, i valori e la tradizione della famiglia Ricci vanno avanti con i fratelli Stefano e Andrea. Quella famiglia che 140 anni fa arrivò dalla montagna aretina oggi è divenuta il fiore all’occhiello della Maremma toscana.
Affermati nel campo dell’agricoltura e della viticoltura, hanno intrapreso tra i primi il percorso innovativo dell’energia green, adesso hanno potenziato anche il ramo turistico del brand familiare, con l’acquisto del Resort Le Querciolaie dei Ricci.
Nel futuro dell’Azienda c’è Flavio, enologo e sommelier.
Dopo gli studi superiori all’Istituto Tecnico Agrario di Grosseto consegue la laurea triennale in Viticoltura ed Enologia all’Università di Firenze, si specializza in marketing grazie al corso “Wine Export Management Pro” e diventa Sommelier AIS.
L’esperienza acquisita lavorando in cantine importanti del territorio lo porta poi a rivolgere l’attenzione all’azienda di famiglia, del quale diventa esperto enologo.
A Flavio si deve la nascita delle ultime due etichette di Azienda Ricci, il Merlot Baffone e l’Ansonica Donna Ilia.
Dal campo a casa tua: arrivi freschi quotidiani!
Qualità e natura a km zero.
Ci trovi a Luni, Via Aurelia 78.
Vieni a scoprire il gusto vero!
MACELLERIA LO SCALCO
Dal 1955 macellai a San Miniato
San Miniato è un paese al centro della Toscana ricco di storia, perfettamente equidistante da Firenze e dal mare, crocevia di cultura e di tradizioni culinarie. Qui la Macelleria Lo Scalco da tre generazioni propone ai propri clienti i migliori tagli di carne provenienti dai piccoli allevamenti del territorio, una vasta selezione di bistecche, tutte rigorosamente italiane e un vasto reparto gastronomia con piatti prodotti con la migliore materia prima, cucinata nei laboratori della macelleria. Il fiore all’occhiello della macelleria Lo Scalco è la norcineria, la produzione artigianale di prosciutti crudi, spalle, salami e tutti i salumi tipici toscani, mai uguali l’uno all’altro, perché prodotti in piccole quantità selezionando le materie prime sul territorio di San Miniato, rispettando le tradizioni norcine tramandate di generazione in generazione.
Da qualche anno accanto alla macelleria è stato aperto un piccolo ristoro dove poter gustare la ricca selezione di bistecche, le tartare di mucco pisano, una selezione di piatti della tradizione e i salumi artigianali, scegliendoli direttamente dal banco della macelleria, accompagnati da una grande cantina, con una vasta selezione di vini toscani e italiani.
Orari di apertura:
Lunedì:
08:00 - 15:00
Martedì:
08:00 - 20:00
Mercoledì:
08:00 - 20:00
Giovedì:
08:00 - 15:00
Venerdì:
08:00 - 20:00
Sabato:
08:00 - 20:00
Domenica:
Chiuso
La nostra storia...
Da generazioni la famiglia Gottardi tramanda l’amore per la terra e in modo particolare per la viticoltura eroica di montagna. Le campagne della Valle di Cembra sono state in passato l’unica fonte di sostentamento per le famiglie contadine.
Una terra la nostra che richiedeva sacrificio ma che era l’unica fonte di sostentamento per le famiglie contadine.
Nel tempo i cembrani hanno saputo valorizzare le zone più impervie della Valle di Cembra estraendo quello che viene chiamato l’oro rosso, il porfido che ha dato un forte impulso economico al territorio.
La nostra famiglia ha portato avanti entrambi i settori: mentre i nonni coltivavano la terra, i figli hanno intrapreso il lavoro del “posador” di porfido in Italia e all’estero.
Ma non hanno dimenticato le radici contadine: infatti le nuove generazioni hanno investito sul rinnovo e la diversificazione delle varietà di uva puntando sulla produzione di qualità. Ed è con tenacia e orgoglio che Franco e Carlo hanno dato vita alla Tenuta Gottardi una azienda che da vita alle nostre produzioni realizzando vini e spumanti.
La mia filosofia
Roberto Bargazzi
L’ANTICO METODO DI LAVORAZIONE DI MIO PADRE RENDE QUESTO VINO SEMPLICE, MA DI GRANDE QUALITÀ E CARATTERE. UN METODO NATURALE, COSÌ COME SI FACEVA “UNA VOLTA”.
La Tradizione
La Caminà è un’azienda vitivinicola fondata negli anni cinquanta da mio padre Gino, dal quale ho ereditato anche la passione per il vino. Nulla ho modificato di quegli insegnamenti e dell’importanza della manualità dei gesti che, associati ad una più attuale ricerca del gusto, hanno prodotto questi vini. Sarò lieto di aprire le porte della mia cantina per farvi assaporare un prodotto semplice, ma di grande qualità e carattere.
A presto!
Roberto Bargazzi
Le Vigne
I nostri vigneti dominano i colli piacentini della Val d’Arda, in localita’ Bacedasco Basso, definita “Terra del vino”, per la ricchezza di tradizioni legate proprio alla sua produzione. Questi terreni sono riconosciuti, infatti, per la coltivazione delle uve di Barbera e Bonarda, che insieme concorrono alla produzione del Gutturnio, vino rosso rubino frizzante adatto ai nostri piatti di tradizione ma anche ad un cibo reso piu’ contemporaneo e leggero dai mutati stili di vita, e le uve di Ortrugo e Malvasia che danno origine a vini bianchi, freschi e frizzanti, ideali per piatti unici, anche appartenenti ad altre culture gastronomiche.
La nostra passione
Stagionatori dal 1974
Una passione che negli anni è diventata sempre più forte, sempre più vera e reale, che ci ha portato negli anni a selezionare con cura e dedizione i prodotti migliori del nostro teritorio. Con il passare del tempo la nostra passione è diventata un lavoro e stile di vita che ci porta a lavorare duramente per cercare di offrire sempre il meglio ai nostri clienti.
Le nostre origini
Come è nata questa tradizione di famiglia
Tutto iniziò quando il giovane Marusco iniziò a collaborare con una storica signora, che produceva e vendeva porchetta con il suo furgoncino nelle piazze più belle della Toscana, e sua moglie Maria venne assunta come dipendente presso la ditta Cingottini che aveva anche un piccolo punto vendita nel Corso Rossellino a Pienza, quando la città ideale, divenuta poi Patrimonio Mondiale dell’Unesco, non era ancora così visitata dai turisti
Nasce Marusco e Maria
Il vero cacio di Pienza
La giovane coppia che aveva già 3 figli rilevò l’attività investendo anche nel settore ambulante. Passarono gli anni e Marusco e Maria si specializzarono nella selezione e nella stagionatura del Pecorino di Pienza. “Il Cacio” conosciuto per la sua delicatezza dovuta alle erbe spontanee come l’assenzio e il barbabecco che nascono nella Val’ d’Orcia.
Acquista i prodotti
Un'accurata selezione di prodotti gastronomici della Val d'Orcia selezionati con cura e sapienza da Marusco e Maria. Vendiamo salumi, vini, pasta, dolci, olio, miele, confetture e formaggio dal 1974 a Pienza
TECNOLOGIA, TRADIZIONE E PASSIONE
La nuova cantina coglie a pieno la dedizione con cui la famiglia Bulgarini segue ogni fase di produzione del suo vino. Questo moderno locale è stato concepito per lavorare in maniera agevole e confortevole, in quanto gli ampi spazi lo consentono in maniera piena. Il vino custodito nei vasi vinari d’acciaio inox viene mantenuto alla giusta temperatura durante tutte le fasi della lavorazione al fine di preservare le sue qualità organolettiche. I macchinari utilizzati per la lavorazione sono perlopiù di nuova generazione e consentono il rispetto e la cura necessaria che un vino di qualità richiede. Vengono inoltre osservati i tempi necessari affinchè il vino raggiunga il giusto affinamento prima di essere messo in commercio. La continua ricerca di nuove tecnologie e la qualità che viene messa sempre al primo posto, sono i punti di forza dell’azienda agricola Colli Vaibò.
La Famiglia
La storia della famiglia Bulgarini: da chi nasce Colli Vaibò.
Gianfranco e Diego Bulgarini sono il cuore dell’azienda vinicola Colli Vaibò.
Gianfranco si occupa della supervisione dei vigneti con meticolosità e scrupolosità: dalla potatura invernale al momento della raccolta.
Diego Bulgarini, invece, si occupa della cantina e di tutte le fasi che hanno inizio con la vendemmia, della commercializzazione dei prodotti e partecipa personalmente a fiere di settore e di marketing.
Il tratto distintivo del team di Colli Vaibò è l’attenzione per i particolari. Ogni lavorazione svolta dal personale avviene sotto la supervisione di Gianfranco e Diego, ed ogni vino prima di essere imbottigliato viene da loro approvato.
Una produzione a chilometro zero con vendita dal produttore al consumatore.
Il caseificio Biddeci vende i propri prodotti all'ingrosso ed al dettaglio ed è disponibile per eventi e show cooking.
IL NOCINO DI ZENO
Negli anni Venti, nel periodo pionieristico del motociclismo, il piccolo Zeno accompagnava sempre suo padre Aderito, valente pilota nei circuiti di gara.
Zeno teneva stretta in mano una noce come portafortuna e, quando Aderito tornava vincitore con la coppa in mano, correva felice a piantare quella noce nei pressi della Pieve di Fosdondo.
Quando Aderito concluse la sua straordinaria carriera agonistica, Zeno raccolse il frutto di quegli alberi ormai cresciuti e ne ricavò un nocino, per assaporare di nuovo quei momenti indimenticabili.
Il risultato fu un infuso nato da una ricetta quasi magica, capace di custodire, ancora oggi dopo più di un secolo, il profumo delle vittorie.
Le gare
Negli anni Venti il numero di gare motociclistiche era impressionante: non c’era festa senza una corsa. Bastavano gli striscioni della partenza e del traguardo, qualche balla di paglia, il permesso dei Carabinieri… e il gioco era fatto.
Aderito correva con una G.D., considerata all’epoca l’espressione più avanzata della tecnica motociclistica. Grazie alle numerose affermazioni sportive, quella moto era diventata la più ambita dai piloti e dal pubblico.
Un nocino diverso
Il nocino non era un semplice infuso di mallo di noce: era molto di più.
Era il liquore della tradizione emiliana, quello in cui ogni famiglia si riconosceva attraverso una propria ricetta segreta.
In questo clima competitivo, il giovane Zeno concepì un’idea audace: creare un nocino nuovo che superasse tutti gli altri, così come suo padre aveva superato gli avversari nelle gare in moto.
Nacque così “Il Nocino migliore del mondo”.
Assaggiandone un bicchiere, l’elemento trasgressivo si manifesta nei primi istanti: il contesto in cui è nato apre a qualcosa di trascendente, a un risveglio quasi metafisico che crea il desiderio di appartenere a quel luogo — Fosdondo.
Zeno Masoni
Nel 1955 Zeno partì per gli Stati Uniti. Il suo lungo viaggio ebbe inizio dalla stazione di Fosdondo.
Riuscì a salire sull’ultima corsa che quel treno avrebbe mai effettuato: al suo ritorno dall’America, la ferrovia non esisteva più. Si chiudeva così un’epopea straordinaria, iniziata e finita nello stesso luogo.
Quando la perfezione cancella il brivido
Esce un nuovo modello di moto: la più veloce di sempre, dicono.
Da zero a cento in un lampo, numeri così piccoli da non riuscire nemmeno a sentirli davvero.
Nei circuiti dell’epoca di Aderito si limavano i secondi; oggi la perfezione si misura in millisecondi.
Ma cos’è la perfezione, se non la morte delle emozioni?
Un tempo c’era la lotta, la fatica dell’uomo prima di affrontare una curva. I motori ruggivano. L’errore era possibile. Il coraggio necessario.
Oggi i motori sussurrano, soffocati dal progresso.
Cambiano marcia prima ancora che tu lo chieda, veloci più del pensiero, ma senza anima nella corsa.
La chiamano evoluzione.
Eppure l’evoluzione non ha pietà: affina, taglia, leviga solo ciò che serve.
E le emozioni, si sa, non sono mai state considerate necessarie.
Così resti con tanti cavalli, ma ti senti vuoto: uno spettro di fibra di carbonio che rincorre numeri infinitesimali, privi di significato.
Alla fine del giro — o forse quel giro è già finito da tempo — resta solo il silenzio.
Il Nocino di Zeno, invece, è un giro che non finirà mai,
perché custodisce dentro di sé le emozioni di un tempo che non muore.
