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Oltre ai piatti tradizionali come il ragù alla bolognese, il pesto alla genovese e la richiestissima carbonara, il Ristorante Rialto è noto per la sua pizza napoletana preparata con farina italiana e condita con ingredienti stagionali sempre freschi e genuini tra i quali primeggia il tartufo di qualità, importato direttamente dall’Abruzzo.

Il signor Salvatore, proprietario di ben quattro ristoranti in Germania è un grande promotore del “mangiare sano” all’estero. Ci rivela che ci tiene tanto a tutelare l’autentico Made in Italy scegliendo per i suoi clienti prodotti eccellenti e vini di qualità. Lo asserisce in questa interessante intervista in cui grazie alla sua esperienza, ci racconta quali sono i punti di forza del suo ristorante e quali le difficolta che un ristoratore italiano può avere nel diffondere il Made in Italy in Germania.

Com’è nata l’idea di diffondere il Made in Italy in Germania?

Sono in Germania da tantissimi anni e il campo della ristorazione è per me una missione di vita. Ho fatto tanta esperienza qui all’estero. Ho creato con tanti sacrifici quattro ristoranti in Germania che mi danno tante soddisfazioni. Ci tengo tanto a diffondere l’autentico Made in Italy nella mia attività di ristoratore.

Che tipo di riscontro ha avuto la cucina italiana sul popolo tedesco?

All’inizio abbiamo riscontrato molti problemi perché molti tedeschi non conoscevano le nostre pietanze. Ad esempio, confondevano le lasagne con i dolci. Fortunatamente in questa zona di turisti e con il passare degli anni i tedeschi hanno ampliato le loro conoscenze sull’arte culinaria Made in Italy e ora le cose stanno progredendo.

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Come definirebbe la cucina del Ristorante Rialto?

La nostra è una cucina mediterranea, genuina e preparata con prodotti freschi e di qualità. Cerchiamo di migliorarci sempre di più. Prepariamo anche pietanze veloci perché in una zona turistica come questa i tedeschi hanno poco tempo a disposizione per mangiare. Non sono abituati come noi italiani a mangiare un primo, un secondo, frutta e dessert.

Quali sono gli ingredienti Made in Italy che non devono assolutamente mancare nella cucina del Ristorante Rialto?

Di tedesco non acquistiamo quasi niente. Non possiamo fare a meno della farina, la pasta, il tartufo…tutti eccellenti ingredienti italiani.

Cosa significa “mangiare sano” nel suo ristorante?

Per noi “mangiare sano” significa scegliere il meglio dei prodotti italiani per tutelare la salute e il benessere dei nostri clienti. Alla base vi deve essere un’attenta ricerca e selezione.

Quali sono i piatti più richiesti dalla sua clientela?

Siamo costantemente in evoluzione. Fino a qualche tempo fa molto richiesti erano gli spaghetti alla bolognese. Oggi gettonati sono gli spaghetti alla carbonara. Abbiamo introdotto due varianti, quella tradizionale con l’uovo e il guanciale e quella “alla tedesca” con panna e prosciutto cotto.

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Com’è strutturata la carta dei vini del suo ristorante?

Il vino è uno dei prodotti Made in Italy più venduti in Germania. Io scelgo per i miei clienti solo vini di qualità che garantiscono il giusto equilibrio tra qualità e prezzo. Siamo forniti di Barolo, Brunello, Lambrusco e vini provenienti direttamente da Alba da un mio caro fornitore.

Secondo lei un bravo chef quali capacità e competenze deve possedere?

Deve avere capacità organizzative. Deve conoscere la cucina italiana. Purtroppo al giorno d’oggi, qui in Germania, è difficile trovare uno chef serio e competente. Non è facile trovarne uno bravo. Un bravo chef deve saper valorizzare gli ingredienti che utilizza per preparare le pietanze. Deve essere fantasioso e amare questo lavoro. Non deve pensare solo ed unicamente al guadagno come fanno molti giovani che decidono di intraprendere questa professione.

Come fa a gestire quattro ristoranti?

Non è semplice mi creda. Ci vuole molto spirito di organizzazione e bisogna saper contare su una squadra competente e collaborativa. Il lavoro di squadra è di fondale importanza nel mio lavoro. Bisogna saper delegare.

Che tipo di pizza si può gustare nel suo ristorante Rialto?

Da noi si può gustare la vera pizza napoletana. Abbiamo due pizzaioli che provengono da Napoli. La lievitazione della nostra pizza è di circa trentasei ore ed è condita con ingredienti freschi e genuini. È con la mozzarella, non con il formaggio come fanno parecchi ristoratori qui in Germania.  La farina viene dall’Italia. Ci tengo molto alla qualità della nostra pizza. È e resterà il nostro cavallo di battaglia!

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Quali consigli darebbe ad un giovane ristoratore che vuole diffondere il made in Italy all’estero?

In questo periodo storico è difficile qui. Un mio maestro diceva che per fare una buona gastronomia ci vuole un’ottima location. Deve e trovarsi in un punto strategico e ambito. Contare su uno chef bravo e garantire qualità e gusto inimitabile.

Quanto è importante per lei l’estetica nella presentazione di un piatto?

L’occhio vuole la sua parte ma il piatto deve essere buono. Non bisogna curare eccessivamente l’estetica a discapito della qualità di ciò che si mangia come fanno erroneamente molti chef.

Quanto l’apporto dei social l’agevolano nella promozione del suo ristorante?

I social media sono utili ma spesso non sono veritieri e questo a me non va bene. Il vecchio passaparola è sempre più efficace.

Qual è secondo lei la principale difficoltà per un ristoratore italiano all’estero?

Trovare la location giusta e funzionale per il proprio ristorante. In base alla mia esperienza posso dire che una zona piena di turisti è l’ideale per la propria attività di ristorazione all’estero. Importante è poi trovare del personale serio e qualificato sul quale poter contare e affidarsi.

La parte più soddisfacente del suo lavoro?

La soddisfazione del cliente e i periodi in cui si guadagna molto bene per l’afflusso dei turisti in questa zona strategica.

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ID Anticontraffazione: 9536Mariangela Cutrone


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