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Supermercato Tutto Market di Curiale Giuseppe
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SUPERMERCATO TUTTO MARKET

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macellerie Macelleria Salumeria Marianelli

La Macelleria Salumeria Marianelli, di Marianelli Raffaele, è una piccola bottega di paese a conduzione familiare che propone carni di qualità provenienti dall’ azienda agricola di famiglia e produce salumi nel proprio laboratorio artigianale senza l’utilizzo di alcun tipo di additivo.


Situata a San Lorenzo in Campo, provincia di Pesaro-Urbino ( Marche ), la Macelleria Salumeria Marianelli offre ai propri clienti il meglio dei propri prodotti effettuando un’accurata selezione degli stessi e seguendo interamente il ciclo produttivo delle carni: dalla coltivazione della terra all’ allevamento degli animali sino alla lavorazione delle stesse a mano.

Proprio per le dimensioni familiari dell’azienda e la scelta di operare solo con animali del territorio interni all’azienda stessa, la produzione è limitata e stagionale.


La Macelleria Salumeria Marianelli porta avanti le antiche ricette e i preziosi insegnamenti ricevuti nel tempo dalla tradizione di una cultura agricola in cui nasce e si sviluppa. L’esperienza che la caratterizza è rivolta a tutte le diversi fasi della produzione: dalla coltivazione della terra all’ allevamento degli animali sino allo vendita delle carni. Il colore e il sapore dei nostri prodotti sono il miglior testimone della loro genuinità.


Entrando nel negozio potrete degustare ed assaporare prodotti alimentari di ogni tipo che permettono ai nostri clienti di riscoprire i sapori di un tempo, nonchè rallegrare la vostra giornata immersi in un’atmosfera familiare ricca di suoni, profumi e tradizioni ormai persi nella società odierna.


Acquistare carni e salumi presso la Macelleria Salumeria Marianelli significa sapere quello che mangiate!


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agroalimentare Torronificio Crobe

Dal 1955 il torronificio di riferimento a Buddusò

Il Torronificio Crobe nasce nel 1955 a Pattada per iniziativa di Giovanni, nonno dell'attuale titolare Danilo. Giovanni, nato a Milis, era emigrato a Pattada per la vendita delle arance e veniva chiamato "su milesu".


Giovanni ha appreso la tecnica per la produzione del torrone dai fratelli Mongiu: la lavorazione veniva eseguita tutta manualmente nei paiuoli di rame. Poi il torrone veniva portato alle feste con il pullman: il banco veniva preso in prestito e l'alloggio era assicurato dalle vecchie conoscenze. Quindi Giovanni rientrava a Pattada.

Questo sistema venne adottato finché il suocero non gli comprò un piccolo furgone, così che potesse portare con sé la sua bancarella.


Queste sono le origini di un torronificio ormai divenuto un punto di riferimento per molti clienti di Sassari.


Torroni e dolci di qualità

Nel 1969 il Torronificio Crobe si è spostato a Buddusò, in provincia di Sassari. Negli anni '70 è stata acquistata una torroneria, a cui se ne sono aggiunte altre due entro il 2003. Danilo ha iniziato a lavorare a tempo pieno con il padre nel 1990, divenendo autonomo nel 1997.

Oggi il torronificio propone, oltre al torrone, dolci sardi, che possono essere spediti anche all'estero dal laboratorio artigianale di Buddusò.


L'esperienza accumulata in quasi un secolo di attività nel settore alimentare e la passione artigianale tramandata di padre in figlio ha reso l'azienda un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano provare il vero torrone artigianale italiano. Potrai inoltre vedere Danilo partecipare a tante fiere e feste, non solo in Sardegna, ma anche in Lombardia, Veneto e molte altre regioni.


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aziende agricole Azienda Agricola Scalzi Mario

L Azienda Agricola SCALZI si occupa direttamente di tutte le fasi della trasformazione:coltivazione, raccolta, molitura e imbottigliamento

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ristorazione Cantina di Quistello

La Cantina Sociale di Quistello è nata nel 1928. Sono passati dunque 90 anni da quando un gruppo di
viticoltori la costituì.


Ci piace però pensare che la nostra Cantina fonda le sue radici in una storia ben più antica. Una storia fatta tanto di contadini quanto di poeti. Una storia che rimanda a tempi davvero lontani!


La zona di produzione del Lambrusco Mantovano è infatti una zona di antichissime tradizioni viticole e gastronomiche e per trovare le prime tracce di “Labrusca” o “Lambrusca”, come erano inizialmente chiamati i vigneti da cui deriva il nostro vino, è necessario volgere lo sguardo al passato.


A pochi km a sud est di Mantova, ad esempio, sorge un importante abitato etrusco del VI_IV sec a.C: il Parco Archeologico del Forcello. Il Forcello, che si trova nel Comune di Bagnolo San Vito, ha restituito una ricchezza e varietà di reperti davvero eccezionale. E tra questi non sono mancate preziosissime anfore da trasporto per vino.


Questi ritrovamenti supportano la tesi secondo cui il vino locale fu a lungo oggetto di esportazione.
La via marittima adriatica che giungendo dall’Egeo, sfruttava gli scali portuali di Adria e Spina, permetteva infatti di raggiungere in maniera abbastanza agevole la pianura padana, attraverso i percorsi
fluviali.
La “Labrusca” fu conosciuta oltre che dagli Etruschi anche dai Romani. Alcuni precisi riferimenti di scrittori latini nelle loro opere possono essere considerati, in tal senso, dei preziosi documenti, sulla presenza di questo vitigno e su come esso fosse conosciuto anche dalla popolazione Romana.


E’ di quasi 2000 anni fa, ad esempio, la citazione della “Vitis Labrusca” nella quinta Bucolica del poeta mantovano Virgilio che fu, evidentemente, un testimone prezioso e diretto della presenza del vitigno lambrusco nel territorio mantovano!


A tutt’oggi non è possibile risalire con precisione a quando sia stata presa in considerazione la coltivazione della vite Labrusca nel modo in cui viene concepita nei giorni nostri!
Di certo la coltivazione della vite assume un valore fondamentale alla fine del secolo XI con i monaci benedettini nei territori dell’abbazia di Polirone a San Benedetto Po. I monaci stabilivano agli affittuali il pagamento di un tributo annuo (la preménda). L’economista Ugo Ruberti rese noto come i contadini, utilizzassero l’uva dei vigneti del Lambrusco per assicurarsi un vino di alta qualità molto apprezzato dai monaci per il gusto, il profumo ed anche il colore intenso. ( Del resto già Plinio il Vecchio nella Naturalis
Historia scrive “… la vitis vinifera le cui foglie, come quelle della vite Labrusca, diventano di colore
sanguigno prima di cadere…”…)


A Ugo Ruberti, studioso quistellese, esperto d’agricoltura e viticoltura, si deve la scoperta del vigneto autoctono Grappello Ruberti. Testimonianze storiche di questo vitigno sono presenti dai primi del ’900, quando il famoso ampelografo Dal Masso dichiarò in un convegno del 1939 che per moltissimo tempo il Grappello Ruberti era stato l’unico vitigno coltivato in questa zona.
Nel 2013 il ministero dell’Agricoltura ha ufficialmente riconosciuto il Grappello Ruberti come vitigno la cui uva autoctona “è diffusa soprattutto nell’Oltrepò mantovano e in particolare nell’area della Cantina sociale di Quistello”!


Quella che in maniera semplice vi abbiamo raccontato non è che una parte di una storia davvero suggestiva che abbraccia secoli, popolazioni e territori!
E’ la storia di un vino che amiamo e a cui dedichiamo il nostro lavoro con impegno e passione consapevoli del privilegio che abbiamo nel portare avanti questa storia tanto lunga quanto speciale.


Produzione Cantina di Quistello:
Vini Rossi frizzanti: 80 Vendemmie Rosso (Lambrusco IGP di Quistello), 80Vendemmie Rosato (Lambrusco IGP di Quistello), Gran Rosso del Vicariato di Quistello (Lambrusco IGP di Quistello), Lambrusco Mantovano DOP (Lambrusco Mantovano DOP).

Vini Bianchi frizzanti: Gran Bianco di Quistello (IGP bianco Quistello), Dolce del Vicariato di Quistello (IGP bianco Quistello), Bianco Trebbiano ((IGP bianco Quistello).

Spumante Metodo Classico Brut: 1.6 Armonia

Mosti Cotti: Vin Cot, (riduzione di mosto di Grappello Ruberti di Quistello DE.CO. di Quistello).