Trebbiano d’ Abruzzo DOC

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altTREBBIANO D’ABRUZZO
D.O.C.
D.M. 23/OTTOBRE/1992
Modifico D.D. 15/Maggio/2003

 

Art 1 La denominazione di origine controllata “Trebbiano d’Abruzzo” è riservata al vino bianco che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Art 2 Il vino a DOC “Trebbiano d’Abruzzo” deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti composti dai vitigni:
Trebbiano d’Abruzzo (Bombino bianco) e/o Trebbiano toscano minimo 85%
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca bianca non aromatici raccomandati e/o autorizzati per le province di Chieti, Teramo, L’Aquila e Pescara da sole o congiuntamente sino ad un massimo del 15%.
Art 3 Le uve destinate alla produzione del vino a DOC “Trebbiano d’Abruzzo” devono essere prodotte nella circoscrizione della regione Abruzzo e ottenute unicamente da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non sia superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri s.l.m. per quelli esposti a mezzogiorno e degradanti verso il mare con esclusione dei fondovalle umidi.
In particolare i territori interessati alla produzione del vino a DOC Trebbiano d’Abruzzo” comprendono:
in provincia di Chieti l’intero territorio dei comuni di:
Altino Archi Ari Arielli
Atessa Bomba Bucchianico Canosa Sannita
Casacanditella Casalanguida Casalincontrada Carpineto Sinello
Casalbordino Casoli Castel Frentano Celenza sul Trigno
Chieti Crecchio Cupello Filetto
Fossacesia Francavilla Fresagrandinaria Frisa
Furci Gissi Giuliano Teatino Lanciano
Lentella Miglianico Monteodorisio Mozzagrognia
Orsogna Ortona Paglieta Perano
Poggiofiorito Pollutri Ripa Teatina Rocca San Giovanni
San Buono Sant’Eusanio del Sangro San Giovanni Teatino
Santa Maria Imbaro San Martino sulla Marrucina
San Salvo San Vito Chietino Scerni Tollo
Torino di Sangro Torrevecchia Teatina Treglio
Vasto Villalfonsina Villamagna Vacri
E parte dei comuni di:
Roccamontepiano:
rimangono inclusi i territori comunali siti ad est della provinciale Serramonachesca- Roccamontepiano ed, a nord della strada vicinale, parte in carrareccia e parte brecciata, Roccamontepiano- Fara F. Petri, che tocca le quote 439, 442, 427, 385, 353, 302, 267 e 232.
Fara F. Petri:
la zona ad est del fiume Foro e del fosso Vesola-San Martino.
Guardiagrele:
zona est della strada provinciale che collega i territori comunali di Filetto con Casoli, passante per la stazione di Guardiagrele e di San Domenico;
Palmoli:
zona nord del fosso dell’Immerse e ad est del fosso di Fonte Carracina;
In provincia dell’Aquila l’intero territorio dei comuni di:
Acciano Anversa degli Abruzzi Balsorano
Bugnara Canestro Capestrano Castel di Ieri
Castelvecchio Subequo Civita d’Antino Civitella Roveto
Cocullo Corfinio Fagnano Alto Fontevecchio
Fossa Gagliano Aterno Goriano Sicoli Introqacqua
Molina Aterno Morino Ofena Pacentro
Poggio Picenze Pratola Peligna Pettorano sul Gizio
Prezza Raiano Rocca Casale San Demetrio nei Vestini
Sant’Eusanio Forconese San Vincenzo Valle Roveto
Secinaro Sulmona Tione Villa Sant’Angelo
Villa Santa Lucia Vittorito
In provincia di Pescara l’intero territorio dei comuni di:
Alanno Bolognano Bussi Cappelle sul Tavo
Castiglione a Casauria Catignano Cepagatti
Città Sant’Angelo Civitella Casanova Civitaquana Collecorvino
Cugnoli Elice Loreto Aprutino Manopello
Montesilvano Moscufo Nocciano Penne
Pianella Pietranico Picciano Pescara
Popoli Rosciano San Valentino Scafa
Spoltore Tocco Casauria Torre de’ Passeri Turrivalignani
Vicoli;
e parte dei territori dei comuni di:
Farindola:
zona ad est delle strade provinciali Penne-Arista bivio Cupoli-Farindola, Farindola-Montebello di Bertona;
Montebello di Bertona:
zona ad est delle strade provinciali Montebello-Farindola e Montebello-Vestea;
Frittoli:
zona ad est di una linea di delimitazione, con orientamento nord-sud, rappresentata dalla strada Frittoli-Vicoli, nel tratto che va dal confine comunale a Frittoli, dal sentiero che partendo dalla suddetta strada, nei pressi di Frittoli, tocca le quote 631, 547 e 614, ed un tratto della carreggiabile, sita ad est dell’abitato di San Vito, che va ad incontrare la carrareccia che passa per Fonte Canale e porta a Boragna. Da Boragna la delimitazione si identifica con il sentiero che porta a Pezzigliari e da qui prosegue fino al confine comunale a quota 542;
Corsara:
zona ad est di una linea di delimitazione, con orientamento nord-sud, rappresentata dal sentiero che partendo dal confine comunale a quota 542, nei pressi della quota 581 incontra e segue, sempre verso sud, la mulattiera che tocca la quota 561 e quindi a quota 572 prosegue con la carrareccia prima, e con la strada poi, che passa Corsara. Oltrepassata la chiesa riprende il sentiero e la mulattiera che passa per il cimitero e per la quota 719 ed a Colle Pizzuto incontra il limite comunale;
Pescosansonesco:
zona ad est di una linea di delimitazione, con orientamento nord-sud, rappresentata dalla mulattiera che partendo dal limite comunale, tocca le quote 661, 608, 579 e nei pressi dell’abitato di Pescosansonesco si immette sulla strada Pescosansonesco-Pescosansonesco
Vecchio per immettersi nuovamente, poco dopo, sulla mulattiera che passa nei pressi delle case site a quota 574. La delimitazione segue poi la suddetta mulattiera che, prima di giungere a cascinale Grotta, abbandona per congiungersi, nei pressi del km. 8,630, alla strada Pescosansonesco-Pescosansonesco Vecchio che segue per circa 250 metri dove incontra e segue il sentiero che, dopo aver toccato quota 410, giunge al limite comunale;
Lettomanopello:
zona a nord di una linea di delimitazione, con orientamento est-ovest, costituita dalla mulattiera che partendo dal fosso Pignataro giunge a quota 492 e prosegue, verso sud, per la carrareccia che porta a Madonna di Conicella. Da Madonna di Conicella segue verso ovest il canale che si immette sul fiume Lavinio, coincidente con il confine comunale;
Serramonacesca:
zona a nord della strada provinciale Manopello-Serramonacesca e del fiume Alento.
In provincia di Teramo l’intero territorio dei comuni di:
Alba Adriatica Ancorano Atri Basciano
Bellante Bisenti Campli Canzano
Castel Castagno Castellato Castiglione Messer Raimondo
Castilenti Cellino Attanasio Cermignano Civitella del Tronto
Colledara Colonella Controguerra Corropoli
Giulianova Giulianova Martinsicuro Montefino
Montorio al Vomano Morrodoro Mosciano Neretto
Notaresco Penna Sant’Andrea Pineto Roseto degli Abruzzi
Sant’Egidio Santo Omero Silvi Teramo
Torano Nuovo Tortoreto Tossiccia
E la frazione di Frignano in comune di Isola del Gran Sasso d’Italia.
Art 4 le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC “Trebbiano d’Abruzzo” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
Sono pertanto da considerarsi idonei unicamente i vigneti ubicati su terreni che rispondono alle condizioni di cui al primo comma dell’art 3.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva per ettaro di coltura specializzata non dovrà essere superiore a:
175 quintali/ettaro.
Di tale resa le uve destinate alla vinificazione del vino a DOC “Trebbiano d’Abruzzo” non dovranno essere superiori a:
140 quintali/ettaro
ed eventualmente a tale limite dovranno essere ricondotte attraverso un’accurata cernita.
Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70%.
Art 5 Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delimitata nel precedente art. 3. Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio dei comuni anche solo in parte compresi nella zona delimitata.
Il vino a DOC “Trebbiano d’Abruzzo” non può essere immesso al consumo prima del :
1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino DOC “Trebbiano d’Abruzzo” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di: 10,00%
Per il vino a DOC “Trebbiano d’Abruzzo” designabile con menzioni geografiche aggiuntive di cui all’art. 6 della legge n. 164/1992, un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di: 10,50%
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
E’ consentito solo l’arricchimento con mosto concentrato rettificato nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia.
Art 6 Il vino a DOC “Trebbiano d’Abruzzo”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: giallo paglierino;
profumo: vinoso, gradevole, delicatamente profumato;
sapore: asciutto, sapido, vellutato, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00%;
acidità totale minima: 4,50 grammi/litro
estratto secco netto minimo: 16,00 grammi/litro
Il vino a DOC “Trebbiano d’Abruzzo” designato con una menzione geografica aggiuntiva di cui all’art. 6 della legge n. 164/1992, deve assicurare
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50%
E’ facoltà del Ministero dell’Agricoltura e delle foreste di modificare, con proprio decreto, i limiti minimi sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7 nella presentazione e designazione del vino a denominazione di origine controllata “Trebbiano d’Abruzzo” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato ed altri similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non siano idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Le indicazioni tendenti a specificare l’attività agricola dell’imbottigliatore quali: viticoltore, cascina, tenuta, fattoria, podere ed altri termini similari sono consentite in osservanza delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia.
E’ consentito l’utilizzo delle menzioni geografiche aggiuntive di cui all’art. 6 della legge n. 164/1992 e riferite ai comuni, frazioni e località compresi nell’area di produzione di cui al precedente art. 3, nel rispetto delle condizioni stabilite dal decreto ministeriale 22/aprile/1992.
Nella designazione del vino DOC “Trebbiano d’Abruzzo” deve figurare l’annata di produzione delle uve.
Art 8 Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata “Trebbiano d’Abruzzo”, vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, è punito a norma degli articoli 28, 29, 30 e 31 della legge 10/febbraio/1992 n. 164

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Zona Trebbiano d’Abruzzo e contrassegnata dal colore Viola

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