Toscano o Toscana IGT

TOSCANO TOSCANA
I.G.T.
D.M. 9/Ottobre/1995
Modificato D.M. 26/Febbraio/1996
Modificato D.M. 22/Gennaio/1998

Art 1 La indicazione geografica tipica “Toscano o Toscana”, accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti ed ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.
Art 2 La IGT “Toscano o Toscana” è riservata ai seguenti vini:
bianco
bianco frizzante
bianco abboccato
rosso
rosso novello
rosso abboccato
rosato
rosato abboccato
I vini ad IGT “Toscano o Toscana” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni a bacca bianca o rossa raccomandati e/o autorizzati nelle rispettive province di cui all’articolo 3.
La IGT “Toscano o Toscana”, con la specificazione di uno dei seguenti vitigni raccomandati e/ o autorizzati per ciascuna provincia, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale per almeno l’85% dai corrispondenti vitigni.
Chardonnay
Canaiolo nero
Trebbiano
Alicante
Malvasia
Aleatico
Cabernet Sauvignon
Pinot grigio
Pinot mero
Sangiovese
Ciliegiolo
Vermentino
Verdello
Cabernet Franc
Syrah
Merlot
Sauvignon
Traminer
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore analogo, raccomandati e/o autorizzati per le rispettive province fino ad un massimo del 15%.
I vini ad IGT “Toscano o Toscana” con la specificazione di uno dei vitigni di cui al presente articolo, possono essere prodotti anche nella tipologia:
frizzante per i vitigni a bacca bianca,
novello per i vitigni a bacca rossa.
Abboccato per tutti i vitigni.
Art 3 La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con la IGT “Toscano o Toscana” comprende l’intero territorio amministrativo delle province:
Arezzo Firenze Grosseto Livorno Lucca
Massa Carrara Pisa Pistoia Prato Siena
nella regione Toscana.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltivazione dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all’articolo 2 devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, per i vini ad IGT “Toscano o Toscana” accompagnata o meno dal riferimento al nome del vitigno, non deve essere superiore a:
Toscano o Toscana bianco 14,50 tonnellate/ettaro
Toscano rosso e rosato e bianco frizzante 13,50 tonnellate/ettaro
Le uve destinate alla produzione dei vini ad IGT “Toscano o Toscana” seguita o meno dal riferimento del vitigno, devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
tutte le tipologie 9,00% vol.
Nel caso di annate particolarmente sfavorevoli, detti valori possono essere ridotti dello 0,50%.
Art 5 Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.
I vini ad IGT “Toscano o Toscana” anche con la specificazione del nome del vitigno, nella tipologia abboccato, devono avere all’atto dell’immissione al consumo un residuo massimo di zuccheri di:
25,00 g/l.
La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 75% per tutti i tipi di vino.
Art 6 I vini ad IGT “Toscano o Toscana” anche accompagnati con la specificazione del vitigno, all’atto dell’immissione al consumo devono avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo di:
Toscano o Toscana bianco 9,50% vol.;
Toscano o Toscana rosso 9,50% vol.;
Toscano o Toscana rosso novello 11,00% vol.;
Toscano o Toscana rosato 9,50% vol.
Art 7 Alla IGT “Toscano o Toscana” è consentito utilizzare il riferimento al nome di due vitigni.
I vitigni di cui al precedente comma devono essere compresi tra quelli elencati nell’art 2 del presente disciplinare di produzione come utilizzabili singolarmente nella designazione e presentazione dei relativi vini ad IGT.
Il riferimento al nome di due vitigni, nella designazione e presentazione dei vini ad IGT “Toscano o Toscana” è consentito a condizione che:
il vino derivi esclusivamente da uve prodotte dai due vitigni ai quali si può fare riferimento;
il quantitativo di uva prodotta da uno dei due vitigni deve essere comunque superiore al 15% del totale;
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, di ciascuno dei due vitigni interessati non superi il corrispondente limite fissato dall’articolo 4 del presente disciplinare di produzione;
il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve ottenute da ciascuno dei due vitigni non sia inferiore al corrispondente limite fissato dall’articolo 4 del presente disciplinare di produzione;
il titolo alcolometrico volumico totale minimo del vino ottenuto, all’atto dell’immissione al consumo, non sia inferiore, in caso di limiti diversi fissati per i due vitigni interessati, al limite più elevato di essi;
l’indicazione dei vitigni deve avvenire in ordine decrescente rispetto all’effettivo rapporto delle uve da essi ottenute.
Art 8 Alla IGT “Toscano o Toscana” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l’acquirente.
Ai sensi dell’art 7, punto 5 della legge 10/02/1992, n. 164, l’IGT “Toscano o Toscana” può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti, coltivati nell’ambito del territorio delimitato nel precedente articolo 3, ed iscritti negli Albi dei vigneti dei vini a DOC, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare la IGT di cui trattasi, abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.

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