Crisi: settore manifatturiero in Ue sale oltre le attese, bene l’Italia

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Cresce più del previsto il settore manifatturiero in Eurolandia ad ottobre con Germania e Italia a fare da traino. E’ quanto emerge dalla stima finale dell’indice Pmi (Purchasing Managers’ Index) calcolato da Markit per Reuters. Bene anche l’Italia, in crescita nel settore.

A trainare il comparto manifatturiero nell’eurozona è stata la Germania con l’indice Pmi salito a 56,6 punti dalla precedente stima di 56,1. Ma a sorpresa è migliorata anche la crescita del settore manifatturiero italiano con l’indice in rialzo a 53 punti dai 52,6 punti della stima precedente. Il report stagionale evidenzia una domanda particolarmente vivace da parte dell’estremo oriente ma in alcuni casi di un aumento delle commesse anche da parte di clienti europei, Germania in testa – si legge nel rapporto mensile Markit/Adaci.

Si mantiene intanto a 49,8, per quanto in decisa ripresa da settembre, il sottoindice relativo alla voce occupazione, a riflesso della mancata sostituzione del personale in uscita. Proseguono e si intensificano intanto le pressioni sui prezzi, con la voce input al massimo degli ultimi quattro mesi in risposta principalmente ai rincari delle materie prime.

Intanto  anche sul piano finanziario dedicato alle PMI che vogliono entrare sui mercati borsistici mondiali arriva una buona notizia da Milano. Infatti quest’anno verrà realizzato un approfondimento, grazie alla collaborazione tra Università Bocconi e la Borsa Italiana, che quantificherà il peso e la rappresentatività del mercato azionario sul sistema economico italiano e valuterà i benefici della potenziale crescita del numero delle PMI quotate.

Nel contempo, saranno organizzate delle giornate di formazione rivolte ai vertici delle aziende in via di quotazione, con l’obbiettivo di arricchire le imprese di quegli strumenti manageriali essenziali per affrontare con successo l’ingresso nel mercato azionario. Infine, verranno coinvolti gli studenti più meritevoli dell’Università Bocconi, per la realizzazione di casi aziendali esemplificativi che dimostrino come la scelta di quotarsi abbia agito, per le PMI italiane, come volano di crescita e sviluppo.

L’accordo siglato con una delle più prestigiose Università europee conferma la convinzione di Borsa Italiana che siano gli investimenti in cultura, e nello specifico nella cultura dell’equity, ad avere il potenziale per far crescere il sistema economico e finanziario del nostro Paese nel medio termine, ha commentato Raffaele Jerusalmi, Amministratore Delegato di Borsa Italiana. ”Le PMI – ha sottolineato Bruno Pavesi, consigliere delegato dell’Univeristà Bocconi – rappresentano una forza trainante dell’economia italiana.

Fonte: Ansa –  M&F

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