Perugia: Fontana Maggiore

Fontana Maggiore - Perugia

Perugia è una città dove l’acqua è un elemento importante quasi quanto la pietra. Basti pensare ai pozzi etruschi, a cominciare da quello Sorbello, a poche decine di metri dalla Fontana Maggiore, che costituiva probabilmente la principale fonte di approvvigionamento idrico della città, destinato a rifonrnire Perugia anche in caso d’assedio. L’acqua accumulata nelle cisterne o portata in città attraverso un acquedotto che risale addirittura alla seconda metà del Duecento, veniva poi distribuita attraverso una fitta rete di fontane che soddisfacevano le esigenze idriche dei vari quartieri. L’opera idraulica, realizzata con la collaborazione di fra’ Bevignate e di Domenico Veneziano, fu adattata nella prima metà dell’Ottocento in caratteristica via pensile che collega il centro al borgo Sant’Angelo. La magnificenza cittadina era in ogni caso celebrata non da una ma da ben due fontane monumentali: oltre alla Fontana Maggiore ai piedi del Duomo, una seconda fontana, completata nel 1281 sotto la documentata autorità di un maestro quale Arnolfo di Cambio, era collocata circa a metà dell’attuale corso Vannucci. Della complessità monumentale di questa fonte ci si può fare un’idea solo attraverso i documenti che attestano l’impegno di numerose e svariate figure professionali e l’acquisto di materiali diversi sia per la parte architettonica che per l’arredo della vasca. Ma lo splendido monumento ebbe vita breve: già agli inizi del secolo successivo venne demolita per motivi pratici e di rinnovamento urbanistico cittadino. Di questa fontana scomparsa restano soltanto frammenti scultorei in marmo bianco di Carrara, tre rilievi e due sculture ora alla Galleria Nazionale dell’Umbria.

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