Nocciola di Giffoni (IGP)

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Disciplinare di produzione della Indicazione Geografica Protetta “Nocciola di Giffoni”
Regione: Campania Riconoscimento CE:  Reg. CE n.2325/97
Art. 1
L’indicazione geografica protetta “Nocciola di Giffoni” è riservata ai frutti che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
Art. 2
L’indicazione “Nocciola di Giffoni” designa esclusivamente il frutto del biotipo corrispondente alla cultivar di nocciolo “Tonda di Giffoni”; prodotto nel territorio definito nel successivo articolo 3.
Art. 3
La zona di produzione della “Nocciola di Giffoni” comprende l’intero territorio dei seguenti comuni: provincia di Salerno: Giffoni Valle Piana, Giffoni Sei Casali, San Cipriano Piacentino, Fisciano, Calvanico, Castiglione del Genovesi, Montecorvino Rovella.
Sono interessati parzialmente i territori dei seguenti comuni: provincia di Salerno: Baronissi, Montecorvino Pugliano, Olevano Sul Tusciano, San Mango Piemonte, Acerno.
Tutta l’area di produzione sopra descritta è riportata su cartine I.G.M. della Regione Campania in scala 1:25.000 nell’allegato A) che fa parte integrante del presente disciplinare. Le delimitazioni delle aree per i comuni il cui territorio è parzialmente interessato alla coltura “Nocciola di Giffoni” sono riportate nell’allegato B) che fa parte integrante del presente disciplinare.
Art. 4
Le condizioni ambientali di coltura dei noccioleti destinati alla produzione della “Nocciola di Giffoni” sono quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire al prodotto che ne deriva le specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti di impianto e le distanze di impianto e le forme di allevamento devono essere quelli in uso generalizzato nella zona e riconducibili alle coltivazioni cosiddette a “cespuglio policaule” (ceppaia) o al “vaso cespugliato” o ad “alberello”, con una densità per ettaro non superiore a 660 piante. Sono ammesse anche forme di allevamento diverse quali: la “siepe” (cespuglio binato) e la “Y”, sempre che condotte con raziocinio e nel rispetto delle specifiche caratteristiche di qualità del prodotto.
Il numero di piante ad ettaro non può, in ogni caso, superare il limite di 1.000.
Le cure colturali e la raccolta devono essere quelle generalmente e tradizionalmente usate e, in special modo per i nuovi impianti, devono essere atte a non modificare le caratteristiche qualitative dei frutti di cui all’art. 6.
Negli impianti di cui sopra è ammessa la presenza di altre varietà di nocciolo nella misura del 10% ai fini dell’idonea impollinazione.
La produzione unitaria massima consentita di “Nocciola di Giffoni” è fissata in 40 quintali ad ettaro in coltura specializzata, pur con le variabili annuali in funzione dell’andamento climatico.
Fermo restando il limite massimo sopra indicato la resa per ettaro di noccioleto in coltura promiscua dovrà essere calcolata in rapporto alla superficie effettivamente investita a nocciolo.
Le nocciole raccolte devono presentarsi sane, prive di residui antiparassitari, come per legge; difetti ammessi: impurità 0,5%, vuote 1%, avariate 1%, raggrinzite 2%, cimiciato 2%, riferiti al peso.
L’eventuale conservazione della “Nocciola di Giffoni”, al fine di dilazionarne la commercializzazione, deve avvenire in locali puliti, privi di odori, asciutti e ben areati.
Art. 5
I controlli sulla sussistenza delle condizioni tecniche di idoneità di cui all’art. 10 del Reg. CEE 2081/92, saranno curati dalla Regione Campania che vi provvederà attraverso le proprie strutture tecniche e/o attraverso organismi che rispondano ai requisiti di cui alle vigenti norme in materia.
Gli impianti idonei alla produzione della “Nocciola di Giffoni” sono iscritti nell’apposito e corrispondente Albo attivato, tenuto e aggiornato dalla Regione Campania, direttamente con i propri uffici competenti per territorio o attraverso gli organismi di cui al primo comma del presente articolo.
Copia di tale Albo sarà depositata presso tutti i comuni compresi nel territorio di produzione.
Gli organi tecnici preposti sono tenuti a verificare, anche attraverso opportuni sopralluoghi, i requisiti per l’iscrizione all’Albo di cui sopra.
Nell’Albo, oltre alle generalità dei proprietari dei noccioleti o dei conduttori di questi, dovranno essere indicati: – gli estremi catastali degli appezzamenti interessati; – la loro ubicazione; – le superfici dei noccioleti.
Art. 6
Il prodotto recante la I.G.P. “Nocciola di Giffoni” all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche merceologiche: Forma della nucula: subsferica; Dimensioni della nucula: medie, con calibri non inferiori a 18 mm; Guscio: di medio spessore (1,11-1,25 mm) presenta colore nocciola più o meno intenso con striature color marrone più scuro; Seme: di forma subsferica, con rara presenza di fibre, calibro non inferiore a 13 mm; ottima pelabilità, non inferiore all’85%; Polpa: di colore bianco, consistente e aromatica; Resa alla sgusciatura: non inferiore al 43%; Umidità relativa al seme dopo l’essiccazione: non superiore al 6%.
Art. 7
La commercializzazione della “Nocciola di Giffoni” deve avvenire secondo le seguenti modalità: (a) per prodotto in guscio: in sacchi di tessuto e/o altro materiale idoneo; (b) per prodotto sgusciato: in sacchi di carta o di tessuto, in scatole di cartone o in altri materiali idonei; (c) per prodotto in pasta e/o crema: in fusti di materiale idoneo.
In tutti i casi i contenitori con i quali avviene la commercializzazione dovranno essere sigillati in modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto senza la rottura del sigillo.
Sui contenitori stessi dovranno essere indicate, in caratteri di stampa delle medesime dimensioni, le diciture “Nocciola di Giffoni” e “Indicazione Geografica Protetta”, oltre agli estremi atti ad individuare: – nome, ragione sociale ed indirizzo del confezionatore; – annata di produzione delle nocciole contenute – peso netto all’origine.
Dovrà figurare, inoltre, il simbolo grafico di cui all’allegato C, relativo alla immagine artistica, del logotipo specifico ed univoco da utilizzare in abbinamento inscindibile con l’Indicazione Geografica.
Dovrà figurare, inoltre, la dizione “prodotto in Italia” per le partite destinate all’esportazione.
Art. 8
Alla Indicazione Geografica Protetta di cui all’art. 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: tipo, gusto, uso, selezionato e similari.
È tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento ad aziende, nomi, ragioni sociali, marchi privati, consorzi, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Tali indicazioni potranno essere riportate in etichetta con caratteri di altezza e di larghezza non superiori alla metà di quelli utilizzati per indicare l’Indicazione Geografica Protetta.
Art. 9
Chiunque produce, pone in vendita, utilizza per la trasformazione, o comunque distribuisce per il consumo, con la denominazione I.G.P. “Nocciola di Giffoni” un prodotto che non risponda alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, è punito a norma di legge.

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