Decollano i marchi di qualità Dop, Igp e Stg, l’Italia mantiene il primato

marchi_europei
Grazie alla recentissima elezione della pesca a polpa bianca prodotta a Bivona, in provincia di Agrigento, nell’empireo delle produzioni tutelate dall‘IGP, il nostro paese riconferma la propria leadership per il numero di riconoscimenti di qualità agroalimentare conferiti dall’Unione europea (Ue).

In base al report 2013 promosso dall’Istat, i marchi DOP e IGP italiani crescono ormai a ritmo vertiginoso e hanno conquistato la vetta dei 264; ci rincorrono con notevole distacco i nostri vicini d’oltralpe: la Francia si attesta a 207 riconoscimenti e la Spagna segue subito dopo a quota 162.

I settori che si accaparrano il maggior numero di riconoscimenti sono gli ortofrutticoli e cereali (101 prodotti), i formaggi (47), gli oli extravergine di oliva (43) e le preparazioni di carni (37).
Le carni fresche e gli altri settori comprendono, rispettivamente, cinque e 28 specialità.

Unapproved Parmigiano-Reggiano wheel on shelf
Le regioni trainanti sono l’Emilia-Romagna e il Veneto, annoverando nel paniere rispettivamente 39 e 36 prodotti d’eccellenza.
Il fatturato al consumo realizzato in Italia e all’estero ha superato i 13 miliardi, metà dei quali derivano dal tris inossidabile Grana Padano, Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma.

Prosciutto di Parma
Unica nota dolente della segnalazione è il fenomeno dell'”italian sounding” che nel comparto alimentare continua imperterrito a danneggiare le nostre casse per un mancato introito di più di 60 miliardi di euro.
Proliferano purtroppo in giro per il mondo le imitazioni e le contraffazioni che ingannano i consumatori facendo leva sui nomi più fantasiosi e pittoreschi, evocando l’italianità pur senza avere nessun legame con la realtà produttiva nazionale.

 

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