Questa attività non fa parte del network EccellenzeItaliane
Sei il proprietario? Richiedi l'ID anticontraffazione!
Certifica che la tua Azienda è in possesso dei requisiti richiesti per l’inserimento in Eccellenze Italiane e richiedere l’erogazione di un ID Anticontraffazione, che sarà impresso sul certificato e sulla vetrofania che provvederemo a consegnarti e potrai poi esporre al pubblico.
  GAMBA VIA CESARE BATTISTI 20
10010 CAREMA (TO)
0125811329
Recommend an Excellence Se conosci un’attività che reputi eccellente, puoi segnalarcela e fare in modo che ottenga il giusto riconoscimento
Report
Foto
agribusiness American Fast Food Beerhouse
Birreria - Paninoteca - Pizzeria

Foto
butchers Macelleria Entrecote

Piccola gastronomia

Carni di razze autoctone italiane provenienti da allevamenti bradi nel rispetto del benessere animale.


Siamo iscritti al consorzio 5R delle razze appenniniche le carni che troverete sono: Chianina igp, Podolica, Fassona Piemontese, Limousine Toscana con queste carni siamo arrivati alla frollatura di 90 giorni.


I salumi sono artigianali del salumificio Giuberti Amerio di Collecchio : prosciutto di Parma, Culatta, fiocco, spalla s. Secondo,salame di Felino Igp.

Foto
farms Giovinotto Wines

Siamo un Azienda condotta da giovani imprenditori ma portatori di una pluriennale storia che si tramanda e si perpetua di generazione in generazione, siamo figli e ambasciatori della terra di sicilia, terra conquistata che conquista, Terra dei ciclopi che così Omero apostrofava nella famosa Odissea

“E arrivammo alla terra dei Ciclopi superbi e senza legge, i quali, fidando negli dei immortali, non piantano, non arano mai: nasce tutto senza semina e senza aratura, il grano, l’orzo e le viti che fioriscono di grappoli sotto la pioggia di Zeus. Davanti al porto non troppo vicina né troppo lontana dalla terra dei Ciclopi c’è un’isola piatta e selvosa, dove vivono capre che belano, potevano fare bella quest’isola che non è sterile e darebbe frutti ad ogni stagione. Vi sono dei prati, lungo le rive del mare, morbidi e freschi; viti perenni che potrebbero starvi a dimora”.

Il tipo di coltivazione descritta da Ulisse, quella della vite, delle olive  e degli agrumi sono ancora oggi presente nella provincia siciliana e sono tutte coltivazioni tipiche del paesaggio mediterraneo tipico .
Il territorio in provincia di Catania e’ costituito da un’orografia molto varia. Della zona fanno parte sia la pianura più estesa della Sicilia , la Piana di Catania, sia il monte Etna. La Piana di Catania è un bassopiano alluvionale fra i monti Iblei a sud e l’Etna a nord, creato dal fiume Simeto e dai suoi affluenti Dittaìno  e Gornaluga. Fin dai tempi romani fu nota per la sua fertilità .Ora la piana è in gran parte coltivata ed è rimasto poco spazio per il pascolo. Lungo la costa gli agrumeti sono molto diffusi, i seminativi nell’ entro terra, i vigneti sulle prime pendici vulcaniche. 

Foto
agribusiness Le Delizie Di Re Carlo

Gustosi prodotti alla nocciola ed al cioccolato artigianali e genuini. Ecco perchè i nostri prodotti sono sempre uguali, ma mai identici.

Foto
farms L'Oro Antico - Oleificio Fratelli Mosci Olio Extravergine d'oliva "L'oro antico" la grande tradizione contadina marchigiana!
Foto
farms Azienda Agricola Terre De' Guerriero

L’azienda agricola terre de’ GUERRIERO con il Fiano DOCG TORRECONE vuole essere una piccola azienda che rispetta le tradizioni e l’ambiente con un prodotto di qualità.

L’azienda è condotta nel rispetto delle tecniche di gestione integrata con attenzione al numero di trattamenti e ai prodotti da usare.

Particolare attenzione viene messa nella tecnica di vinificazione che tutela il prodotto con le sue caratteristiche e conserva l’influenza del microclima.

Foto
dairies Fior D'Agerola

Fu nel 1840 che Gennaro Fusco, antenato degli attuali proprietari, maestro casaro di provata esperienza, decise di aumentare la produzione e di allargare la distribuzione alla città di Napoli. L'eco della bontà dei formaggi e latticini dei Monti Lattari, e in particolare di Agerola, giungeva, infatti, nella Capitale del Regno delle Due Sicilie, ma non era facile soddisfare la richiesta crescente, soprattutto a causa della difficoltà dei collegamenti. Gennaro, raccogliendo la sfida e seguendo l'intuizione che lo avrebbe condotto ad ampliare la diffusione dei suoi prodotti, riuscì a rispondere alla domanda del mercato napoletano, guadagnandosi in breve tempo l'apprezzamento e la stima delle maggiori famiglie cittadine, che contribuirono ad accrescerne la fama.

I figli Giuseppe, Maria e Tommaso, coinvolti nell'azienda di famiglia, contribuirono attivamente al successo della stessa. Nel tempo, pur con gli ammodernamenti richiesti dalle esigenze dell'attuale industria alimentare, l'azienda casearia ha conservato i metodi di lavorazione artigianale, presentandosi, oggi, come una delle realtà maggiormente ancorate alla tradizione, anche per la capacità di mantenere intatto il sapore e la qualità che da sempre distinguono i latticini e i formaggi agerolesi. E' risaputo che l'intero territorio dei Monti Lattari (nome che deriva da Lactari Montes, vale a dire monti produttori di latte) fin dall'antichità remota, in epoca precristiana, forniva un latte di altissima qualità, grazie al fatto che i bovini ivi allevati allo stato brado o semibrado pascolavano liberamente nutrendosi delle erbe profumatissime tipiche del posto e di fogliame misto, fra cui cascame di castagno, che ne rendeva il latte particolarmente nutriente e gradevole quanto a sapore e odore. Gli abitanti di Agerola furono fra i primi a sfruttare questa risorsa naturale, facendo dell'allevamento la loro fonte primaria di sostentamento e associando ad esso la lavorazione del latte, trasformato in ricotte e formaggi il cui pregio divenne in breve noto in tutta l'Italia meridionale. Attraverso i secoli quest'arte antica è stata tramandata di padre in figlio, e i segreti relativi ai processi di lavorazione sono giunti fino agli odierni maestri casari costituendo un patrimonio di saperi alla base di un'Arte del Sapore tuttora ineguagliata. I Maestri Casari dell'azienda Fior d'Agerola hanno appreso quest'arte dai loro predecessori, e la praticano fedelmente, in specie nelle fasi di filatura e mozzatura del fiordilatte e di filatura e pezzatura dei provoloni e caciocavalli, custodendone il segreto che rende la pasta dei formaggi squisitamente morbida e delicata. Difatti, anche se gli odierni disciplinari igienico-sanitari relativi alla lavorazione dei prodotti caseari richiedono l'impiego di macchinari per alcune fasi, altre rimangono affidate alle abili mani dei casari.

La scelta di impiegare latte esclusivamente di provenienza campana e comunque, ove questo non dovesse essere disponibile in quantità sufficiente, proveniente dalle regioni lucane dell'Italia Meridionale, garantisce, inoltre, prodotti di altissima qualità, ampiamente riconosciuta nell'ambito delle convenzioni di settore. Grazie all'assoluta freschezza (il latte, consegnato entro 24 ore dalla mungitura, viene immediatamente lavorato), alle qualità organolettiche e nutrizionali che, per la loro ricchezza, costituiscono oggetto di studio e ricerca specialistica, al gusto unico per sapore e morbidezza al palato e al profumo, i latticini e i formaggi di Fior d'Agerola si inseriscono a pieno titolo nel numero dei prodotti tipici territoriali che esprimono una precisa identità, diventando simbolo del territorio stesso

Foto
Food & Wine La Bottega Del Gusto
Foto
roasting plants Costa Leone Srl Artigiana

Torrefazione Artigianale - Esperienza e tecnica nell’espresso - Nel mondo del caffè dal 1944


In una piccola cittadina mineraria nel sud della Sardegna, Iglesias, il cognome Cossu era già negli anni ‘40 sinonimo di un buon caffè. È proprio qui, infatti, che inizia la nostra storia, nella rinomata caffetteria “Nino Cossu”. Il figlio Luigi impara da Nino l’arte del caffè che lo incuriosisce a tal punto da portarlo a Trieste per perfezionarsi, frequentando corsi di degustazione e tostatura all’Accademia del Caffè Italiano. Così, più di vent’anni fa, Luigi, da vita ad una torrefazione artigianale, riuscendo a fissare lo standard di alta qualità che caratterizza la nostra ricetta, creata con i migliori caffè crudi del mondo. Da allora è stata fatta molta strada e la piccola torrefazione è diventata un impianto all’avanguardia in grado di portare il nostro caffè a livelli eccelsi, conquistando numerosi estimatori.


I migliori caffè verdi, che arrivano nella nostra azienda in sacchi di Juta, sono immediatamente caricati nei silos con lo scopo di conservare inalterate le qualità e di non esporre i chicchi all’umidità o ad altre condizioni avverse che potrebbero alterarne il pregio. Dai “silos del crudo” il caffè passa alla nostra tostatrice, dove flussi di calore e il meccanismo a tamburo rotante consentono una cottura uniforme del caffè, che arriva ai 200°C per i caffè più dolci e fino ai 220°C per quelli più corposi.


Il Caffe - Lavorazione

Il caffè ha per noi occidentali tre secoli di storia, ma in Oriente era diffuso come bevanda a tutti i livelli sociali fin dai tempi piu antichi. I primi dati sicuri risalgono all'800, ma di una misteriosa bevanda nera e amara se ne trova traccia già in molte leggende arabe.
La pianta del caffè nasce in Africa in una regioe dell'Etiopia (Kaffa) e di li si diffuse nello Yemen, in Arabia ed in Egitto, dove ebbe uno sviluppo enorme ed entrò nel costume popolare come abitudine quotidiana. Verso la fine del 1500 le prime imprese comerciali diffusero in Europa il caffè, introducendo cosi anche in Occidente questa nuova bevanda.

Foto
farms Societa Agricola Siddura Srl

Dalla Sardegna la storia di Siddùra, otto vini per raccontare un'isola


Dalla fusione tra l'esperienza di un industriale tedesco e la profonda conoscenza del territorio e del mercato di un imprenditore sardo, è nata l’azienda vinicola Siddùra, che fin da subito ha dimostrato di voler fare sul serio proponendo sul mercato una linea con otto vini di altissima qualità. La tenuta è immersa in una valle circondata dal granito, protetta dai forti venti di maestrale e accarezzata dalla brezza marina. La cantina è nata intorno al suo fulcro: un edificio modello anfiteatro che sfrutta le potenzialità geotermiche.


Siddùra, Sardegna in Purezza – Vini nobili e generosi per natura –

Lo slogan dell’azienda, “Sardegna in purezza“ rappresenta la filosofia imprenditoriale dell’azienda che ama combinare tradizione e innovazione. Un matrimonio felice che genera vini di alta qualità, ricchi di fascino.


Alcune curiosità…

Siddùra investe molto nella comunicazione: è tra prime cantine social a livello internazionale: il pubblico viene raggiunto attraverso numerosi canali, tradizionali e 2.0


La rivoluzione: vini bianchi che vengono lavorati come se fossero rossi

Siddùra ha fatto proprio un concetto rivoluzionario: creare un Vermentino longevo che migliora dopo un anno di invecchiamento. In sostanza l'azienda applica ai vini bianchi lo stesso tipo di lavorazione che subiscono i rossi.


La coltivazione tradizionale con metodi innovativi

Siddùra ha creato dei sistemi che incidono sulla qualità del prodotto e investito in un sistema di irrigazione innovativo, ideato in Israele, che consente di dare alle piante l’acqua di cui esse necessitano. Il controllo avviene attraverso una rete di sondine collegate ad un cervellone.

Dalla fusione tra l'esperienza di un industriale tedesco e la profonda conoscenza del territorio e del mercato di Massimo Ruggero, amministratore delegato sardo, è nata l’azienda vinicola Siddùra, che fin dai primi anni ha dimostrato di voler fare sul serio proponendo sul mercato una linea con sette vini di altissima qualità, ai quali successivamente si è aggiunto il passito, moscato giallo, Nùali. Il valore aggiunto, riconosciuto dai proprietari, è il “terroir”. La tenuta è immersa in una valle circondata dal granito, protetta dai forti venti di maestrale e accarezzata dalla brezza marina. Il connubio tra i fattori climatici e la specificità del terreno a disfacimento granitico conferiscono ai vini una mineralità particolare che, già negli anni ’70, era nota agli anziani proprietari terrieri. La cantina è nata intorno al suo fulcro: un edificio modello anfiteatro, completamente interrato, che sfrutta le potenzialità geotermiche del luogo e vanta un innovativo sistema di controllo per la fermentazione dei singoli serbatoi. Oggi, con le opere di ammodernamento, realizzate senza modificare il microclima, la tenuta si estende per duecento ettari. I vigneti, concentrati in circa quaranta ettari, sono suddivisi in base al tipo di vino che si è deciso di produrre.

Lo slogan dell’azienda, “Sardegna in purezza”, considerato dai proprietari come un sigillo di garanzia, rappresenta la filosofia imprenditoriale che ritorna spesso nei racconti e nelle foto di Siddùra: dalla conservazione del vecchio stazzo, oggi impiegato per accogliere arte e ospiti, alla cantina interrata costruita riutilizzando le stesse pietre emerse durante lo scavo, alla purezza dei vini autoctoni prodotti nella valle e nei terreni che Siddùra detiene in altre zone della Sardegna. Per l’amministratore delegato, Massimo Ruggero, l’obiettivo dell’azienda è quello di conquistare il mercato attraverso un lavoro di qualità. “Il mercato – sottolinea Ruggero - riconosce l’eccellenza e la premia”. A proposito di premi, i vini targati con la S maiuscola, in cinque anni, hanno conquistato oltre 200 medaglie nei più autorevoli concorsi enologici nazionali e internazionali.

Negli ultimi anni i vini della cantina gallurese hanno vinto il primo premio, e quindi la medaglia d'oro, al Decanter World Wine Award, al Mundus Vini, al Berliner Wein Trophy, al 5StarWines – Vinitaly e i Tre Bicchieri del Gambero Rosso e sono stati recensiti dalla Bibbia mondiale del vino, il sito e la rivista targate Wine Advocate – Robert Parker. La cantina ha iniziato a volgere lo sguardo all’orizzonte aprendosi ai nuovi e affascinanti mercati esteri, che iniziano a mostrare curiosità e interesse nei confronti del marchio Siddùra.


La storia

Siddùra nasce nel 2008 dalla scoperta fatta da due imprenditori che individuarono e si innamorarono di una proprietà abbandonata, ma incantevole, nel cuore della Gallura.

La cantina

La cantina, al centro della tenuta, è perfettamente interrata al fine di sfruttare la coibentazione naturale data dal suolo. Qui si svolge l’intera filiera produttiva, dall’uva alla bottiglia, privilegiando le fermentazioni spontanee e utilizzando i più diversi tipi di contenitori: dai serbatoi in acciaio alle botti. I terreni delle vigne di Siddura sono un misto di granito, sabbia e argilla. Sono terreni sciolti, spesso aridi, ideali per la viticoltura.

L’obiettivo

L’obiettivo dell’azienda è quello di produrre vini che si identifichino con il terroir dal quale provengono. Questa considerazione influenza tutti gli aspetti della produzione: raccolti limitati per garantire la massima qualità, vendemmia selettiva a mano, micro vinificazione e invecchiamento nelle migliori botti di quercia costruite in Francia.

La rivoluzione: vini bianchi che vengono lavorati come se fossero rossi

A proposito di innovazione, Siddùra ha fatto proprio un concetto rivoluzionario: creare un Vermentino longevo che migliora dopo un anno di invecchiamento. In sostanza l'azienda applica ai vini bianchi lo stesso tipo di lavorazione che subiscono i rossi.

La coltivazione tradizionale con metodi innovativi

L’azienda ha messo a punto tecniche all’avanguardia per affrontare alcune delle emergenze comuni alla agricoltura sarda. Siccità, erosione del terreno e zone impervie incidono sempre di più sulla capacità produttiva delle campagne. Siddùra ha creato dei sistemi che incidono sulla qualità del prodotto e investito in un sistema di irrigazione innovativo che consente di dare alle piante esattamente l’acqua di cui esse necessitano.


I vini

1) SPÈRA

Vermentino di Gallura DOCG in purezza, 14° circa. Lavorazione solo in acciaio, minimalista, immediato, profumi, sapori, sapido minerale come il territorio disfacimento granitico. Ideale come aperitivo molto apprezzato dal pubblico femminile (ideale con crudi di mare, formaggio, pasta fresca). La sua acidità esalta la freschezza di questo prodotto accentuando la richiesta del secondo sorso. Medaglia di platino al Decanter.

2) MAÌA

Un Vermentino di Gallura proveniente da un altro squadro della nostra vigna, sempre in purezza DOCG. Più persistente del primo, ha vinto i Tre Bicchieri del Gambero Rosso e la medaglia d’oro al Decanter. E’ un tutto pasto. La caratteristica di questo vermentino è la nota aggrumata e l’acidità.

3) BERÙ

Lavorazione estrema, vinificazione alla francese, di Vermentino. Nove mesi di affinamento in barriques, molto persistente senza denaturare la sua personalità, ideale come vino da meditazione in aperitivo oppure con carni bianche e rosse e pesce. Il suo carattere non gli fa perdere la sua identità neanche davanti a gusti più intensi.

4) ÈREMA

È un bellissimo matrimonio uve rosse sarde che, vinificate in fermentazione lunga, esprimono tutti i profumi e l’eleganza di un vino bivalente (giovane fresco o serio e persistente a lungo tempo). Ideale come aperitivo, tutto pasto con formaggi e carni (qualcuno lo apprezza anche con il pesce).

5) BÀCCO

Cagnulari in purezza, vitigno storico della Sardegna ultimamente riscoperto dai grandi enologi internazionali . Un vitigno particolare che conferma il suo legame al territorio riportando i profumi che si abbinano grazie alla sua nota erbacea e speziata con cibi come selvaggina, formaggi stagionati e carni in salsa.

6) FÒLA

Espressione massima del territorio sardo. Cannonau in purezza DOC . Una fermentazione lunga sulle bucce e una pressatura soffice danno origine a questo vino che viene affinato in botti per 7 mesi rendendolo molto elegante, aristocratico e ingentilendo al meglio i suoi tannini che in altro occasione potrebbero risultare ruvidi e aggressivi. Emerge al naso in maniera evidente la sua nota di frutta maturo, e l’evaporazione alcolica integrata col frutto nascondono al meglio i suoi 14%, rendendolo molto equilibrato. Abbinamento: funghi, carni arrosto e salumi in genere.

7) TÌROS

E il super Tuscan sardo, una base di Sangiovese e Cabernet sauvignon come i grandi vini della Toscana. Ripetutamente premiato in diverse competizioni internazionali come Mundus Vini, evidenzia un taglio internazionale con dei vitigni allevati in Sardegna. Un vino molto morbido, equilibrato, con una persistenza lunga, permettono a questo vino di spaziare su tutte le pietanze (qualcuno osa anche con il dolce visto il suo retrogusto vanigliato).

8) NÙALI

Moscato di Sardegna DOC Passito. Moscato al 100%. Le uve vengono lasciate appassire su pianta per poi essere raccolte manualmente una volta raggiunta la giusta epoca di maturazione. Un vide da fine pasto, per accompagnare dessert o formaggi di media stagionatura. Vellutato e avvolgente. Di grande freschezza.

9) NUDO

Frutto di anni di ricerca e di sperimentazioni, un Cannonau rosé dai profumi inebrianti e dal colore accattivante che ne invoglia la bevuta. Un nuovo packaging atto ad esaltare l’estetica della bottiglia e del vino che mai si era visto prima in Siddùra. Perfetto connubio tra tradizione e innovazione in campo viticolo ed enologico, dove si mettono in atto tutta l’esperienza e le strategie per esaltare i profumi prima nell’uva e quindi nel vino, regalando un prodotto giovane e fresco da assaggiare fin da subito.