La più importante fiera dei vini e distillati sarà l’ideale palcoscenico per la presentazione in anteprima di Cantina Aperte, evento per eccellenza del turismo del vino, che ogni anno l’ultimo week end di maggio conta solo in Friuli Venezia Giulia circa 200.000 presenze.

Con un export 2010 di 3,9 miliardi di euro, oltre 20 milioni di ettolitri e più di 2,5 miliardi di bottiglie tricolori stappate nel mondo, il vino italiano si conferma prima voce dell’export agroalimentare nazionale spingendo il settore oltre la crisi globale dell’ultimo anno. Un vero e proprio boom che registra una performance positiva anche in termini di valore: +11,7% sul 2009.

In mostra a Vinitaly dal 7 al 11 di aprile tutto l’universo enologico, in rappresentanza di un settore che vale complessivamente per il nostro Paese 13,5 miliardi di euro di fatturato (2010), a cui si aggiungono ulteriori 2 miliardi di indotto, e che occupa 1,2 milioni di addetti nelle 770 mila aziende sparse su tutto il territorio nazionale.

La promozione e la valorizzazione delle eccellenze italiane nel mondo è tra i punti cardine della manifestazione che con “Vinitaly in the World” porta il meglio dell’enologia nazionale nei principali Paesi esteri, soprattutto quelli extra Ue che rappresentano il 23% dell’esportazioni nazionali. Tra i mercati emergenti si nota soprattutto quello cinese che ha registrato un +109% lo scorso anno, con un raddoppio del valore del vino italiano, facendo diventare la città di Hong Kong il centro per la distribuzione e il commercio del vino in Asia. Proprio a questo importante hub del mercato asiatico, Vinitaly dedica uno dei suoi focus internazionali in calendario durante la rassegna.

Rivalutare il “vino mosso” italiano
Il Prosecco, tipico “vino mosso” italiano che negli anni scorsi ha ricevuto la Denominazione geografica e di Origine interregionale (Friuli Venezia Giulia e Veneto), ha un mercato potenziale di 500 milioni di bottiglie.

”La domanda supera quindi di gran lunga l’offerta. Serve allora una promozione in grado di valorizzare la tipicità ed unicità del prodotto nel mondo”. Lo ha detto Augusto Bruno Pinat, presidente dei Vivaisti viticoltori del Friuli Venezia Giulia. ”India e Cina – ha spiegato Pinat – devono essere le nuove frontiere”.

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