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L’area italiana candidata, l’unica del 2014, ha ottenuto dopo un esame-lampo l’iscrizione al Patrimonio dell’Umanità Unesco ha ottenuto il prestigioso riconoscimento.”Una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino”; si legge nella motivazione ufficiale dell’iscrizione -.“I vigneti di Langhe-Roero e Monferrato – si afferma – costituiscono un esempio eccezionale di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale: grazie ad una lunga e costante evoluzione delle tecniche e della conoscenza sulla viticoltura si è realizzato il miglior adattamento possibile dei vitigni alle caratteristiche  del suolo e del clima, tanto da diventare un punto di riferimento internazionale. I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato incarnano l’archetipo di paesaggio vitivinicolo europeo per la loro grande qualità estetica”.

Siamo entusiasti del fatto che l’iscrizione è avvenuta nel registro culturale e non in quello paesaggistico adducendo come motivazione il fortissimo legame tra quel territorio, la coltivazione dell’uva e del vino e la stessa storia agroalimentare del nostro Paese, e con la capacità dei suoi abitanti di conservarne l’essenza nel corso dei secoli e dei millenni, fino a rigenerarsi sotto forma della cultura dello slow food. “Un atteso riconoscimento al lavoro di intere generazioni di agricoltori che hanno realizzato nel tempo un territorio unico ed inimitabile di una bellezza straordinaria ma capace anche di esprimere produzioni da primato conosciute ed apprezzate in tutto il mondo – ha non a caso commentato il presidente nazionale della Coldiretti, il piemontese Roberto Moncalvo -. “Un successo per il Piemonte e per l’Italia intera alla vigilia del semestre di presidenza dell’Unione e dell’Expo che potrà contribuire alla ripresa di un Paese in cui – sottolinea Moncalvo – turismo, cultura e alimentazione rappresentano le leve strategiche determinanti per uscire dalla crisi. Si consolida il primato mondiale dell’Italia nel turismo enogastronomico che da solo vale 5 miliardi ed è in continua crescita, ma una spinta determinate viene anche per l’insieme della vacanza “Made in Italy”, con un terzo (32,7 per cento) del budget destinato da italiani e stranieri all’acquisto di prodotti alimentari o ai pasti consumati in ristoranti o trattorie”.

Redazione Eccellenze Italiane

Fonti (Repubblica.it)

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