L’8 e 9 novembre il mondo della Ricerca sanitaria si incontra a Cernobbio per la Prima Conferenza Nazionale sulla Ricerca Sanitaria, promossa dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio. La Conferenza nasce come momento di approfondimento e confronto sugli indirizzi di sviluppo della Ricerca Sanitaria ed è un luogo di incontro privilegiato per il mondo della Ricerca in toto.

Il governo ha trovato fondi per il funzionamento della riforma universitaria, una riforma urgente, l’ultima possibilità per fare emergere le nostre università ed evitare la fuga dei cervelli. E’ il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, a tirare le somme sul lavoro svolto negli ultimi mesi respingendo le critiche sui tagli nel suo settore. A margine della prima conferenza nazionale sulla ricerca sanitaria accoglie le indicazioni che arrivano dai ricercatori come Mauro Ferrari direttore dell’Istituto di ricerca Metodisth di Houston in Texas , che parla di meccanismi di riequilibrio per evitare la fuga delle migliori menti italiane.

“Si tratta di raccogliere la sfida dei cambiamenti e rendere il sistema centrale, dobbiamo ripensare alla regole e non puntare solo alle risorse”. Rivolgendosi ai ricercatori, il ministro annuncia che a breve saranno definiti i vincitori del programma Rita Levi Montalcini per 50 milioni di euro, un programma che verrrà rifinanziato a breve. Fra le altre buone notizie la Gelmini spiega che è stato ultimato il bando per i distretti tecnologici nel Mezzogiorno per un totale di 915 milioni di euro. “Parlare solo di tagli è ingeneroso” ha concluso.
La ricerca, anche quella privata, in Italia è scarsa, “servono politiche di defiscalizzazione e userò tutte le mie armi, anche se scontate, per realizzare questo obiettivo” . Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al via dei lavori della prima conferenza nazionale sulla ricerca che battezza il network di ricercatori italiani nel mondo, si rivolge alla platea di scienziati biomedici promettendo battaglia per incentivare il settore. Fazio agli studiosi che hanno lasciato l’Italia e che sono tornati per l’evento ad incontrare le istituzioni politiche, amministrative e le aziende nazionali spiega che anche nel nostro Paese sono cambiati i criteri sui bandi di ricerca, resi più trasparenti. Il ministro ammette che la mobilità dei ricercatori italiani è in parte inevitabile: “é fisiologica – spiega – ma abbiamo pochissimi ricercatori stranieri che vengono in Italia”.
Il network, nato per valorizzare i saperi delle competenze italiane all’estero, servirà da rampa di lancio per il confronto sul lavoro realizzato, ma il Ministero ha anche stanziato dieci milioni di euro per il finanziamento di progetti e collaborazioni che vedano partecipare insieme ricercatori italiani in Italia e ricercatori italiani all’estero con l’obiettivo di far nascere progetti di ricerca con respiro internazionale. “Attraverso l’anagrafe che registrerà la presenza dei ricercatori nel mondo, ha concluso il ministro, sarà anche possibile comprendere meglio dove operano e contare su di loro” per un processo di miglioramento e di crescita del sistema di ricerca italiana.

REDAZIONE EccellenzeItaliane.com

Fonte: Ansa

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