Zafferano Collina Lucana®, nasce dalla volontà di due amici, di condividere idee e progetti, alla ricerca di una nuova opportunità di crescita professionale e personale.

L’idea di Giuseppe Montesano si innesta sull' Azienda Agricola di Tiberio Tassinari, operante nel settore cerealicolo, un tempo fulcro dell’economia della collina lucana.

Una realtà così mutata, obbliga a ricercare nuove idee e, naturalmente, a pensare valide alternative alle produzioni tradizionali, se è forte il desiderio di rinsaldare le proprie radici nel territorio e la volontà di trasmettere la speranza di poterci riuscire.

Quattro anni di ricerche, studi e sperimentazioni, hanno confermato la vocazione del territorio di Tricarico alla produzione di zafferano di ottima qualità, evidenziata dai risultati delle analisi qualitative effettuate sul campione relativo all’anno di produzione 2016 - secondo la Norma ISO/TS 3632 – che colloca Zafferano Collina Lucana® nella Classe I della scala dei valori di qualità, con un’umidità pari al 6,87%.

Le analisi del 2017 confermano, la Classe I, e soprattutto viene riconosciuto che i campioni esaminati rispettano i criteri necessari per avvalersi del Marchio Repron®, rilasciato da Hortus Novus srl (L’Aquila) sulla base del brevetto internazionale depositato dalla medesima società, agli zafferani naturali, biologici che hanno effetto neuro-protettivo.

Il basso contenuto di umidità degli stigmi essiccati, contribuisce ad esaltarne la qualità e aumenta la durata di conservazione delle proprietà organolettiche e medicinali.

Consapevoli che non si finisce mai di imparare, e incoraggiati dai risultati ottenuti finora, viene fatto il primo passo di un lungo cammino - nella direzione del sano e naturale benessere della persona - cosparso non solo di colori ma anche inebriato da profumi e sapori, con la registrazione del marchio Zafferano Collina Lucana®; depositato nell’anno 2017, presso la Camera di Commercio di Matera.

La coltivazione

Zafferano Collina Lucana® pratica la coltivazione del Crocus Sativus L., con tecniche colturali ispirate ai principi dell’agricoltura naturale e sinergica basate sul principio, ampiamente dimostrato dai più aggiornati studi microbiologici, che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri "essudati radicali", i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.

I prodotti ottenuti, con questa pratica, hanno una diversa qualità, un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie; attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di auto fertilità del suolo e facendo dell'agricoltura un'attività umana sostenibile, mentre l’uso di sostanze chimiche di sintesi non è naturale e non è sostenibile.

Per questo Zafferano Collina Lucana® limita la lavorazione del terreno all’escavazione del letto d’ impianto dei bulbi, rifiuta l’utilizzo di ogni tipo di concime, non pratica diserbo, ritiene che le “amiche erbacce” non vanno eliminate ma controllate, poiché hanno un ruolo specifico nella fertilità del suolo, nell'equilibrio dell'ecosistema e per la salute dei bulbi.

La fioritura

Lo zafferano fiorisce in autunno, tra ottobre e novembre. E’ difficile prevedere l’inizio della fioritura, che dura circa 20 giorni, dipende dal clima e varia ogni anno.

La fioritura è una gioia per gli occhi: il campo si tinge dei colori dell’arcobaleno - dal verde delle foglie al violetto dei petali del fiore, dal giallo delle antere, al rosso degli stigmi.

La raccolta

Per preservare la qualità della spezia raccogliamo, manualmente i fiori, ancora chiusi, alle prime ore del mattino, prima che vengano contaminati da fattori esterni. Raccogliamo i fiori, anche in caso di pioggia, in queste condizioni procediamo all’asciugatura dei fiori prima della mondatura.

La mondatura

Ogni giorno, dopo la raccolta, procediamo alla sfioritura o mondatura dei fiori.

E’ un operazione di precisione e pazienza, che consiste nel separare, manualmente e con estrema accuratezza, i tre stigmi rossi, dalle altre parti del fiore (antere, petali e stilo), mantenendoli uniti tra loro.

La presenza di tali parti del fiore a contatto con gli stigmi, ne compromette la purezza, mentre l’unione dei tre stigmi associata alla loro parte terminale “a trombetta” garantisce la spezia dalla contraffazione.

L’ essiccazione

Nello stesso giorno della raccolta viene effettuata l'essiccazione degli stigmi, cioè l’eliminazione della quasi totalità del contenuto d' acqua presente negli stigmi freschi.

L' essiccazione degli stigmi di Zafferano Collina Lucana® avviene in essiccatori ad aria, a flusso orizzontale, ottimo mezzo per ottenere una spezia di qualità elevata con tempi di conservazione dei suoi principi attivi più lunghi rispetto all’essicazione al fuoco dove la temperatura è elevata e gli stigmi subiscono quasi un processo di tostatura, con conseguente riduzione dei tempi di conservazione dei principi attivi.

La combustione del legno, produce cenere che si posa sullo zafferano, riducendone la purezza.

Il confezionamento

Zafferano Collina Lucana®, è confezionato a stigmi interi e possibilmente uniti, in vasetti di vetro, a chiusura ermetica, con tappo a vite. Rifiutiamo la chiusura con tappo di sughero (esteticamente suggestiva), perché per effetto di una porosità molto variabile, non impedisce gli scambi aeriformi e microbiologici con l’ambiente esterno, mettendo a rischio la qualità della spezia.

Consigliamo di acquistare solo zafferano in stigmi e di diffidare dello zafferano che costa poco, può essere addizionato con altri prodotti, come il cartamo, detto anche zafferanone che, in polvere, assomiglia allo zafferano vero, del quale non ha le stesse proprietà organolettiche e medicinali.





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Dalla Sardegna la storia di Siddùra, otto vini per raccontare un'isola


Dalla fusione tra l'esperienza di un industriale tedesco e la profonda conoscenza del territorio e del mercato di un imprenditore sardo, è nata l’azienda vinicola Siddùra, che fin da subito ha dimostrato di voler fare sul serio proponendo sul mercato una linea con otto vini di altissima qualità. La tenuta è immersa in una valle circondata dal granito, protetta dai forti venti di maestrale e accarezzata dalla brezza marina. La cantina è nata intorno al suo fulcro: un edificio modello anfiteatro che sfrutta le potenzialità geotermiche.


Siddùra, Sardegna in Purezza – Vini nobili e generosi per natura –

Lo slogan dell’azienda, “Sardegna in purezza“ rappresenta la filosofia imprenditoriale dell’azienda che ama combinare tradizione e innovazione. Un matrimonio felice che genera vini di alta qualità, ricchi di fascino.


Alcune curiosità…

Siddùra investe molto nella comunicazione: è tra prime cantine social a livello internazionale: il pubblico viene raggiunto attraverso numerosi canali, tradizionali e 2.0


La rivoluzione: vini bianchi che vengono lavorati come se fossero rossi

Siddùra ha fatto proprio un concetto rivoluzionario: creare un Vermentino longevo che migliora dopo un anno di invecchiamento. In sostanza l'azienda applica ai vini bianchi lo stesso tipo di lavorazione che subiscono i rossi.


La coltivazione tradizionale con metodi innovativi

Siddùra ha creato dei sistemi che incidono sulla qualità del prodotto e investito in un sistema di irrigazione innovativo, ideato in Israele, che consente di dare alle piante l’acqua di cui esse necessitano. Il controllo avviene attraverso una rete di sondine collegate ad un cervellone.

Dalla fusione tra l'esperienza di un industriale tedesco e la profonda conoscenza del territorio e del mercato di Massimo Ruggero, amministratore delegato sardo, è nata l’azienda vinicola Siddùra, che fin dai primi anni ha dimostrato di voler fare sul serio proponendo sul mercato una linea con sette vini di altissima qualità, ai quali successivamente si è aggiunto il passito, moscato giallo, Nùali. Il valore aggiunto, riconosciuto dai proprietari, è il “terroir”. La tenuta è immersa in una valle circondata dal granito, protetta dai forti venti di maestrale e accarezzata dalla brezza marina. Il connubio tra i fattori climatici e la specificità del terreno a disfacimento granitico conferiscono ai vini una mineralità particolare che, già negli anni ’70, era nota agli anziani proprietari terrieri. La cantina è nata intorno al suo fulcro: un edificio modello anfiteatro, completamente interrato, che sfrutta le potenzialità geotermiche del luogo e vanta un innovativo sistema di controllo per la fermentazione dei singoli serbatoi. Oggi, con le opere di ammodernamento, realizzate senza modificare il microclima, la tenuta si estende per duecento ettari. I vigneti, concentrati in circa quaranta ettari, sono suddivisi in base al tipo di vino che si è deciso di produrre.

Lo slogan dell’azienda, “Sardegna in purezza”, considerato dai proprietari come un sigillo di garanzia, rappresenta la filosofia imprenditoriale che ritorna spesso nei racconti e nelle foto di Siddùra: dalla conservazione del vecchio stazzo, oggi impiegato per accogliere arte e ospiti, alla cantina interrata costruita riutilizzando le stesse pietre emerse durante lo scavo, alla purezza dei vini autoctoni prodotti nella valle e nei terreni che Siddùra detiene in altre zone della Sardegna. Per l’amministratore delegato, Massimo Ruggero, l’obiettivo dell’azienda è quello di conquistare il mercato attraverso un lavoro di qualità. “Il mercato – sottolinea Ruggero - riconosce l’eccellenza e la premia”. A proposito di premi, i vini targati con la S maiuscola, in cinque anni, hanno conquistato oltre 200 medaglie nei più autorevoli concorsi enologici nazionali e internazionali.

Negli ultimi anni i vini della cantina gallurese hanno vinto il primo premio, e quindi la medaglia d'oro, al Decanter World Wine Award, al Mundus Vini, al Berliner Wein Trophy, al 5StarWines – Vinitaly e i Tre Bicchieri del Gambero Rosso e sono stati recensiti dalla Bibbia mondiale del vino, il sito e la rivista targate Wine Advocate – Robert Parker. La cantina ha iniziato a volgere lo sguardo all’orizzonte aprendosi ai nuovi e affascinanti mercati esteri, che iniziano a mostrare curiosità e interesse nei confronti del marchio Siddùra.


La storia

Siddùra nasce nel 2008 dalla scoperta fatta da due imprenditori che individuarono e si innamorarono di una proprietà abbandonata, ma incantevole, nel cuore della Gallura.

La cantina

La cantina, al centro della tenuta, è perfettamente interrata al fine di sfruttare la coibentazione naturale data dal suolo. Qui si svolge l’intera filiera produttiva, dall’uva alla bottiglia, privilegiando le fermentazioni spontanee e utilizzando i più diversi tipi di contenitori: dai serbatoi in acciaio alle botti. I terreni delle vigne di Siddura sono un misto di granito, sabbia e argilla. Sono terreni sciolti, spesso aridi, ideali per la viticoltura.

L’obiettivo

L’obiettivo dell’azienda è quello di produrre vini che si identifichino con il terroir dal quale provengono. Questa considerazione influenza tutti gli aspetti della produzione: raccolti limitati per garantire la massima qualità, vendemmia selettiva a mano, micro vinificazione e invecchiamento nelle migliori botti di quercia costruite in Francia.

La rivoluzione: vini bianchi che vengono lavorati come se fossero rossi

A proposito di innovazione, Siddùra ha fatto proprio un concetto rivoluzionario: creare un Vermentino longevo che migliora dopo un anno di invecchiamento. In sostanza l'azienda applica ai vini bianchi lo stesso tipo di lavorazione che subiscono i rossi.

La coltivazione tradizionale con metodi innovativi

L’azienda ha messo a punto tecniche all’avanguardia per affrontare alcune delle emergenze comuni alla agricoltura sarda. Siccità, erosione del terreno e zone impervie incidono sempre di più sulla capacità produttiva delle campagne. Siddùra ha creato dei sistemi che incidono sulla qualità del prodotto e investito in un sistema di irrigazione innovativo che consente di dare alle piante esattamente l’acqua di cui esse necessitano.


I vini

1) SPÈRA

Vermentino di Gallura DOCG in purezza, 14° circa. Lavorazione solo in acciaio, minimalista, immediato, profumi, sapori, sapido minerale come il territorio disfacimento granitico. Ideale come aperitivo molto apprezzato dal pubblico femminile (ideale con crudi di mare, formaggio, pasta fresca). La sua acidità esalta la freschezza di questo prodotto accentuando la richiesta del secondo sorso. Medaglia di platino al Decanter.

2) MAÌA

Un Vermentino di Gallura proveniente da un altro squadro della nostra vigna, sempre in purezza DOCG. Più persistente del primo, ha vinto i Tre Bicchieri del Gambero Rosso e la medaglia d’oro al Decanter. E’ un tutto pasto. La caratteristica di questo vermentino è la nota aggrumata e l’acidità.

3) BERÙ

Lavorazione estrema, vinificazione alla francese, di Vermentino. Nove mesi di affinamento in barriques, molto persistente senza denaturare la sua personalità, ideale come vino da meditazione in aperitivo oppure con carni bianche e rosse e pesce. Il suo carattere non gli fa perdere la sua identità neanche davanti a gusti più intensi.

4) ÈREMA

È un bellissimo matrimonio uve rosse sarde che, vinificate in fermentazione lunga, esprimono tutti i profumi e l’eleganza di un vino bivalente (giovane fresco o serio e persistente a lungo tempo). Ideale come aperitivo, tutto pasto con formaggi e carni (qualcuno lo apprezza anche con il pesce).

5) BÀCCO

Cagnulari in purezza, vitigno storico della Sardegna ultimamente riscoperto dai grandi enologi internazionali . Un vitigno particolare che conferma il suo legame al territorio riportando i profumi che si abbinano grazie alla sua nota erbacea e speziata con cibi come selvaggina, formaggi stagionati e carni in salsa.

6) FÒLA

Espressione massima del territorio sardo. Cannonau in purezza DOC . Una fermentazione lunga sulle bucce e una pressatura soffice danno origine a questo vino che viene affinato in botti per 7 mesi rendendolo molto elegante, aristocratico e ingentilendo al meglio i suoi tannini che in altro occasione potrebbero risultare ruvidi e aggressivi. Emerge al naso in maniera evidente la sua nota di frutta maturo, e l’evaporazione alcolica integrata col frutto nascondono al meglio i suoi 14%, rendendolo molto equilibrato. Abbinamento: funghi, carni arrosto e salumi in genere.

7) TÌROS

E il super Tuscan sardo, una base di Sangiovese e Cabernet sauvignon come i grandi vini della Toscana. Ripetutamente premiato in diverse competizioni internazionali come Mundus Vini, evidenzia un taglio internazionale con dei vitigni allevati in Sardegna. Un vino molto morbido, equilibrato, con una persistenza lunga, permettono a questo vino di spaziare su tutte le pietanze (qualcuno osa anche con il dolce visto il suo retrogusto vanigliato).

8) NÙALI

Moscato di Sardegna DOC Passito. Moscato al 100%. Le uve vengono lasciate appassire su pianta per poi essere raccolte manualmente una volta raggiunta la giusta epoca di maturazione. Un vide da fine pasto, per accompagnare dessert o formaggi di media stagionatura. Vellutato e avvolgente. Di grande freschezza.

9) NUDO

Frutto di anni di ricerca e di sperimentazioni, un Cannonau rosé dai profumi inebrianti e dal colore accattivante che ne invoglia la bevuta. Un nuovo packaging atto ad esaltare l’estetica della bottiglia e del vino che mai si era visto prima in Siddùra. Perfetto connubio tra tradizione e innovazione in campo viticolo ed enologico, dove si mettono in atto tutta l’esperienza e le strategie per esaltare i profumi prima nell’uva e quindi nel vino, regalando un prodotto giovane e fresco da assaggiare fin da subito.

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aziende agricole Garbole

Produzione e vendita diretta di vini rossi italiani di qualità!