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Tra le bellezze e le sorprese che possono offrire i paesi della Regione Campania, immerso nei colori e nei sapori di un’antichità resistente ai tempi moderni, si erge nello splendore di un borgo medioevale, il secolare Palazzo Ducale Capece-Minutolo, comunemente chiamato, il Castello di Casapozzano.


La storia del Castello

Casapozzano o Casapuzzano è un antichissimo borgo nato a ridosso del castello medioevale.

Il nome deriva dalla particolare caratteristica del luogo: il territorio era ricco di pozzi dai quali la gens atellana attingeva facilmente acqua, poiché la falda acquifera si trovava a non più di 7 metri di profondità.

L'antico termine Putei-anum si evolve in Puctianum e successivamente diventa Casapuctianum (territorio del pozzo).


L'odierna struttura nacque come torre di guardia, in epoca longobarda e si sviluppò nella successiva epoca normanna.

Il primo nucleo del futuro castello fu eretto nel secolo XI dai fratelli Mosca, nell'ambito del sistema difensivo della Baronia, posto a guardia dei possedimenti terrieri.


In epoca Angioina il feudo di Casapuzzano fu di proprietà di Isabella Filangieri della Berlingeria de Sangro e, successivamente, vide avvicendarsi, quali Signori di Casapuzzano, i Capece Minutolo, i Magliulo e la famiglia Bozzuti.

Nel 1378 il sito, ritornato in eredità ai Capece Minutolo, fu restaurato a cura del Cardinale Enrico Capece Minutolo, Arcivescovo di Napoli. La memoria di tale evento è preservata da una lapide marmorea che ne riproduce le fattezze, posta dopo il ponte elevatoio che permette di oltrepassare il fossato.


Alla fine del secolo XVIII, Vincenzo Capece Minutolo, rompendo ogni tradizione, sposò una discendente di un nobile casato irlandese, Alicia Higgins. La giovane sposa modificò l'antico maniero medioevale trasformandolo nell'attuale palazzo, arricchendolo con cornici, stemmi e con i comignoli, tipici dell'architettura inglese del '700.

Alicia Higgins, pur contaminando lo stile del Castello con il gusto artistico della sua terra, non eliminò i segni caratteristici di origine medioevale, quali il fossato e la cinta muraria.


Ferdinando Capece Minutolo, figlio della coppia che ha reso il Castello così come oggi lo ammiriamo, completò definitivamente il complesso nobiliare e, per dare ordine al feudo, urbanizzò l'ambiente circostante.

Il complesso nobiliare è stato acquistato dagli eredi della famiglia Del Balzo, i quali ne divennero proprietari a seguito del matrimonio fra Clotilde Capece Minutolo di Bugnano dei Duchi di Miranda e Giovanni Battista Del Balzo, Duca di Caprigliano.


Di particolare interesse storico è la lapide che tuttora si trova nell'ingresso principale, che ricorda il pedaggio imposto ai passanti in epoca longobarda.




  IL CASTELLO DI CASAPOZZANO Via Bugnano 19
81030 Orta di Atella Caserta (CE)

0823304488
info@castellodicasapozzano.it

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I sapori di una volta


La crescia, specie di pane azzimo, al tempo degli Umbri si cuoceva su una lastra di pietra infuocata o “panaro. In seguito la lastra ha assunto forma rotonda. In epoca ancora più recente il panaro in pietra è stato sostituito da alcuni, con un disco di lamiera di ferro piuttosto spesso.
È ideale servita con affettati, carni o verdure e può essere sostitutiva del pane… ORA NON VI RESTA CHE PROVARLA!


Nata intorno al 1900 a.C. la torta al testo deve il suo nome originale alle particolari tegole di terracotta (chiamate “testum” in latino) su cui si era soliti cuocere pani e focacce fin dai tempi dei romani. In seguito il testum ha assunto una forma rotonda e prende il nome di panaro.
Il panaro, anticamente un disco fatto con scaglie di ghiaia di fiume impastate con argilla, veniva riscaldato su un focolare ed usato direttamente come piano cottura per la torta. In epoca recente il panaro in pietra è stato sostituito con un disco di lamiera piuttosto spessa con manico e treppiede, ma ancora oggi in molte case eugubine si continua ad usare il panaro ottenuto però da un impasto di cemento e “pietra serena” macinata.
La crescia, piatto povero per eccellenza, veniva preparata in occasione delle giornate di lavoro nei campi, quando occorreva saziare grandi appetiti ma bisognava risparmiare sul più prezioso pane.
La crescia sul panaro si chiamava mefa al tempo degli Umbri e poteva essere condita (come oggi) con i formaggi freschi, le verdure di campo, le carni nostrane, gli affettati, e… accompagata da un buon bicchiere di vino.


La scelta dei prodotti a KM0 è stata ben mirata per poter cosi far assaporare ai nostri clienti i sapori di un tempo spesso perduti e messi nel dimenticatoio. La nostra scelta è anche stata determinata dal fatto che vogliamo evitare tutti quei prodotti che sono trattati con concimi chimici, per quel che riguarda la farina, con antibiotici per la carne, con pesticidi per gli ortaggi e utilizzare i prodotti genuini del nostro territorio.


La nostra filosofia

L’arredo ha dei canoni ben precisi ai quali si sono rifatti scenografi e architetti. La priorità è quella di raccontare la storia rurale e gastronomica della civiltà contadina, la sua identità, lo sforzo e la dedizione per raggiungere prodotti di qualità quali il grano, la farina, la carne, le verdure,… per il sostentamento della famiglia all’epoca numerosa. Raccontiamo la storia dell’Italia della fine del ‘700 inizi ‘900 per questo la maggior parte degli elementi d’arredo sono autentici: torchio, trincia foraggi, botti, banchi da lavoro,… L’ambiente, unico nel suo genere,diventa un museo contadino, un ambiente che ben ricorda la tipica cantina italiana dove in primis gli amici erano i benvenuti e si festeggiava il buon raccolto brindando alla fertilita e prosperità. L’allegria e il semplice vivere rendevano questi momenti unici…


La Cresceria - SENIGALLIA

Lungo Mare Dante Alighieri, 3
60019 – Senigallia AN
+39 071 632 53


Orario di APERTURA

Lunedì:
07:00 – 24:00
Martedì:chiuso
Mercoledì:
07:00 – 24:00
Giovedì:
07:00 – 24:00
Venerdì:
07:00 – 24:00


07:00 – 24:00
Domenica:
07:00 – 24:00


La Cresciamia - GUBBIO                                                                       

Via Cavour, 23
06024 – Gubbio PG
+39 334 117 88 81
+39 075 3751509


Orario di APERTURA

Lunedì:12:00 – 15:0018:30 – 24:00
Martedì:12:00 – 15:0018:30 – 24:00
Mercoledì:12:00 – 15:0018:30 – 24:00
Giovedì:12:00 – 15:0018:30 – 24:00
Venerdì:12:00 – 15:0018:30 – 24:00
Sabato:12:00 – 15:0018:30 – 24:00
Domenica:12:00 – 15:0018:30 – 24:00