Vino Nobile di Montepulciano DOCG

VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO
D.M. 27/LUGLIO/1999
D.O.C.G.

Art 1 La denominazione di origine controllata e garantita “Vino nobile di Montepulciano” è riservata ai vini rosso e rosso riserva che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
Art 2 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Vino nobile di Montepulciano” deve essere ottenuto dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Sangiovese (denominato a Montepulciano, Prugnolo gentile) minimo 70%.
Canaiolo nero fino ad un massimo del 20%
Possono concorrere alla produzione di detto vino anche i vitigni, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Siena, sino ad un massimo del 20%, purché la percentuale dei vitigni a bacca bianca non superi il 10%.
Sono esclusi i vitigni aromatici ad eccezione della Malvasia del Chianti.
E’ consentito che i vigneti, con la composizione ampelografica sopra indicata, iscritti all’Albo della denominazione di origine controllata e garantita “Vino nobile di Montepulciano” siano anche iscritti all’Albo dei vigneti del vino a denominazione di origine controllata “Rosso di Montepulciano”.
Art 3 La zona di produzione delle uve ricade nel territorio amministrativo del comune di:
Montepulciano in provincia di Siena
Limitativamente alla zona idonea a fornire produzioni che rispondono ai requisiti di cui al presente disciplinare.
Tale zona comprende:
parte del territorio del comune di Montepulciano delimitata da una linea che partendo dall’incrocio della linea ferroviaria Siena – Chiusi con il confine comunale di Montepulciano nei pressi del podere Confine, segue ininterrottamente il confine di Montepulciano fino a raggiungere la suddetta ferrovia a nord della stazione ferroviaria di Montallese.
Detto confine segue quindi la suddetta linea ferroviaria fino al punto di partenza.
Parte del territorio del comune di Montepulciano – frazione Valiano, delimitata da una linea che, partendo dal punto in cui il confine comunale interseca la strada delle Chianacce a quota 251, percorre, procedendo in senso orario, il suddetto confine comunale fino ad incontrare la strada Padule a quota 253; segue la predetta strada fino al bivio con la strada Lauretana per Valiano; la percorre verso ovest, per breve tratto. Raggiunge la strada delle Chianacce, che segue fino a ricongiungersi con il punto di partenza.
Art 4 La condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” devono essere quelle normali della zona e comunque atte a dare alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei i vigneti ben esposti, situati ad un’altitudine compresa tra i 250 metri e i 600 metri s.l.m.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari dell’uva e del vino.
E’ vietata ogni pratica di forzatura, E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
Per i nuovi impianti ed i reimpianti dei vigneti idonei alla produzione del vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano”, a partire dall’anno successivo all’entrata in vigore del presente disciplinare, la densità minima ad ettaro deve essere superiore a 3,330 ceppi/ettaro.
La resa di uva ammessa per la produzione del vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” non deve essere superiore a
8,00 tonn./ettaro in coltura specializzata
Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima in uva ad ettaro deve essere rapportata alla superficie effettivamente impegnata dalla vite.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata nel limite sopra indicato, purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo.
Le uve destinate alla vinificazione, devono assicurare al vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
12,00% vol.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
La regione Toscana con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, ogni anno prima della vendemmia può stabilire un limite massimo di produzione di uva per ettaro, inferiore a quello fissato dal presente disciplinare, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini a alla competente C.C.I.A.A.
Art 5 le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono esser effettuate nell’ambito del territorio del comune di Montepulciano.
Sono tuttavia autorizzati la vinificazione e l’invecchiamento fuori zona di produzione per le aziende che abbiano, almeno a far data dalla entrata in vigore del D.P.R. 1/07/1980, le strutture di vinificazione in prossimità del confine comunale di Montepulciano e comunque a distanza non superiore a metri 2.000 in linea d’aria e che abbiano i vigneti , dai quali proviene l’uva, iscritti da almeno cinque anni, a far data dalla pubblicazione del decreto 1/07/1996 (modifica del disciplinare di produzione della DOCG Vino nobile di Montepulciano) all’albo della medesima d.o.c.g.
La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa superi questo limite, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla d.o.c.g.
Oltre il 75% decade il diritto alla DOCG per tutto il prodotto.
Il vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” deve essere sottoposto ad un periodo di maturazione di almeno
Due anni, a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia
Entro questo limite sono lasciate alla discrezione dei produttori le seguenti possibili opzioni:
24 mesi di maturazione in legno
18 mesi minimo di maturazione in legno più i restanti mesi in altro recipiente
12 mesi minimo in legno più sei mesi minimo in bottiglia più i restanti in altri recipienti
nei casi due e tre, l’inizio del periodo di maturazione in legno non potrà essere protratto oltre il 30 aprile dell’anno successivo alla vendemmia
Le date dell’inizio e della fine del periodo di maturazione in contenitori di legno devono essere documentate con relative annotazioni sui registri di cantina.
Il prodotto in maturazione in contenitori di legno potrà essere temporaneamente trasferito in altri recipienti previa annotazione nei registri di cantina e con l’obbligo di rispettare, comunque, il periodo minimo di stazionamento in legno.
Il vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” non può essere immesso al consumo prima del compimento dei due anni di maturazione obbligatoria calcolati a partire dal
1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia
Il vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” derivante da uve aventi un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
12,50% vol.
e sottoposto ad un periodo di maturazione di almeno
tre anni di cui sei mesi di affinamento in bottiglia
può portare in etichetta la qualificazione “riserva”, fermi restando i periodi minimi di utilizzo del legno previsti dal presente articolo.
Le date dell’inizio e della fine del periodo di maturazione in contenitori di legno, come previsto nel presente articolo, ed affinamento in bottiglia, devono essere documentate con relative annotazioni sui registri di cantina.
Il periodo di maturazione anche per la tipologia “riserva” viene calcolato a partire dal
1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia
fermo restando l’invecchiamento in contenitori di legno si potrà tenere il 4% del medesimo vino in contenitori diversi da usarsi per le colmature.
E’ consentito, a scopo migliorativo, l’aggiunta nella misura massima del 15% di annate diverse di vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” o di vino atto alla medesima DOCG.
E’ consentito previa comunicazione alla C.C.I.A.A. e all’ispettorato centrale per la repressione delle frodi alimentari, da presentarsi, a cura del vinificatore, entro il sedicesimo mese a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia, che il vino atto a poter essere designato con la DOCG “Vino nobile di Montepulciano” sia riclassificato alla DOC “Rosso di Montepulciano”, purché corrisponda alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal relativo disciplinare di produzione.
Tuttavia, qualora partite della DOCG “Vino nobile di Montepulciano” vengano cedute dal produttore dopo il termine suddetto , la denominazione stabilita deve essere mantenuta in modo irreversibile, salvo perdita delle caratteristiche.
Le operazioni di imbottigliamento devono essere effettuate all’interno della zona di vinificazione.
E’ tuttavia consentito per la DOCG “Vino nobile di Montepulciano” non avente diritto alla menzione “riserva”, su richiesta da effettuarsi al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, l’imbottigliamento del vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” nell’intero territorio della regione Toscana, alle cantine che imbottigliano il vino della DOCG in questione da almeno tre anni precedenti dall’entrata in vigore del presente disciplinare.
Art 6 Il vino a DOCG “vino nobile di Montepulciano” all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Vino nobile di Montepulciano”
colore: rosso rubino tendente al granata con l’invecchiamento
profumo: intenso, etereo, caratteristico;
sapore: asciutto, equilibrato e persistente, con possibile sentore di
legno;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 23,0 g/l;
“Vino nobile di Montepulciano riserva”
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti per l’acidità totale e per l’estratto secco netto.
Art 7 nella etichettatura e designazione della DOCG “Vino nobile di Montepulciano” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati, non aventi significato laudativo e tali da non trarre in inganno il consumatore, nonché delle altre menzioni facoltative nel rispetto delle vigenti norme.
Le medesime, esclusi i marchi e i nomi aziendali, sono riportate nell’etichettatura soltanto in caratteri tipografici non più grandi o evidenti di quelli utilizzati per la denominazione di origine del vino, salve le norme generali più restrittive.
E altresì consentito l’uso di menzioni geografiche aggiuntive, nonché l’uso del termine “vigna” accompagnato dal relativo toponimo, secondo le condizioni generali di utilizzo dei toponimi e nel rispetto delle procedure amministrative che prevedono una specifica iscrizione all’Albo dei vigneti, una specifica denuncia annuale delle uve ed una specifica presa in carico nei registri di cantina.
Sulle bottiglie contenenti il vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” deve sempre figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
Il prelievo dei campioni delle partite di vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” ai fini dell’effettuazione degli esami analitici ed organolettici, prima dell’immissione al consumo, deve essere effettuata nell’ambito della zona di vinificazione ed eventualmente ripetuto de l’imbottigliamento non avviene entro i novanta giorni successivi.
Art 8 Il vino a DOCG “Vino nobile di Montepulciano” deve essere messo in consumo esclusivamente in bottiglie di vetro di capacità non superiore a 5,000 litri.
Le bottiglie devono essere di tipo bordolese, di veto scuro e chiuse con tappo di sughero, raso bocca.
Sono vietati il confezionamento e l’abbigliamento delle bottiglie comunque non consoni al prestigio del vino.

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