Verdicchio di Matelica Riserva DOCG

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Art 1 La denominazione di origine controllata ‘Verdicchio di Matelica’ è riservata al vino che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Sono previste anche le tipologie: spumante riserva passito Art 2 Il vino a DOC ‘Verdicchio di Matelica’ deve essere ottenuto dalle uve del vitigno:
Verdicchio minimo 85% Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca bianca, raccomandati e/o autorizzati per le province di Ancona e di Macerata, da soli o congiuntamente sino ad un massimo del 15%.alt Art 3 La zona di produzione del vino a DOC ‘Verdicchio di Matelica’ comprende parte del territorio dei comuni di: Matelica Esanatoglia Gagliole Castelraimondo Camerino Prioraco In provincia di Macerata E parte del territorio dei comuni di: Fabriano Cerreto d’Esi In provincia di Ancona.
La zona di produzione è così delimitata: partendo dal centro abitato di Esanatoglia percorre la provinciale Esanatoglia Fabriano, che segue sino al bivio con la carreggiabile per Case Avenale e prosegue per detta carreggiabile sino a ricongiungersi con la provinciale Esanatoglia Fabriano, che poi segue sino alla località Case Tribbio.
Di qui prende la carrareccia per la frazione Paterno, poi la strada per la frazione Castiglione indi la strada per la chiesa parrocchiale di Attiggio per poi immettersi sulla provinciale Esanatoglia Fabriano, che segue sino al bivio per la frazione Bassano.
Da tale bivio si immette sulla strada che conduce alla frazione Bassano e passando davanti alla chiesa parrocchiale della frazione di Argignano prosegue sino ad inserirsi sulla strada statale n. 76, che percorre sino al bivio con la strada delle Serre.
Prende per questa strada sino al confine tra i comuni di Fabriano e Cerreto d’Esi, che segue sino ad incontrare la carrareccia delle Volgore che passa per Case San Martino e poi si immette sulla strada che unisce le frazioni di Cerquete e Fontanelle.
Da Fontanelle segue la strada per Macere, Poggetto, Colletenuto, Colferraio, indi percorre la carreggiabile che da Colferraio porta a Bastia ed a Casa Rossa (quota 460) per raggiungere, lungo un sentiero, quota 554.
Da questa quota segue il sentiero per Case Croce di Vinano, poi la strada per Vinano e Sant’Anna, poi la direttrice per quota 474 e da questa quota la direttrice per Case Valle Piana.
Da Case Valle Piana segue la carrareccia per Case Laga Alta, di qui la carreggiabile per Casa Laga Bassa e la carrareccia per Casa Frana.
Da Casa Frana percorre la carrareccia per Colle Marte San Giovanni, Villa Baldoni sino ad incontrarsi con la provinciale che dalla frazione Acquosi di Gagliole porta a Matelica.
Dall’incrocio predetto percorre tale strada passando per Gagliole e Collaiello, giunge alla frazione Salvatagli.
Da questa frazione si immette sulla strada statale Castelraimondo San Severino Marche e che percorre sino al bivio con la carrareccia per la frazione Crispiero, segue la carrareccia passando attraverso Case Piermarchi, sino all’incrocio con la strada Castelraimondo Crispiero, immettendosi poi sulla strada per Camerino, sino al bivio per la frazione Sabbieta.
Da qui percorre poi la strada che passa per Sabbieta, per Tuseggia, per il bivio della strada per Lancianello e per le Case Gorgiano, sino al ponte sul Fosso di Sperimento, per congiungersi poi lungo detto fosso alla strada statale Camerino Castelraimondo.
Da qui prosegue lungo il Fosso di Palente, sino al ponte della Cesara.
Segue poi la strada per Pianpalente, tocca il bivio parrocchia di Palente, passa per Mistriano, per Canepuccio, per Valle San Martino, per Sellano, per Perito sino a raggiungere la frazione Seppio.
Dalla frazione Seppio si immette sulla nuova strada che sbocca al km. 2,000 sulla strada statale Prioraco Casteraimondo.
Da qui segue poi il confine comunale Prioraco Castelraimondo sino alla confluenza con la carrareccia per Sant’Angelo, che percorre sino alla frazione Sant’Angelo.
Raggiunge poi le propaggini di Monte Castel Santa Maria secondo la direttrice che da Sant’Angelo (quota 549) va a Case il Poggio (quota 507), attraverso le quote 684, 592, 529.
Da Case il Poggio segue la carrareccia per Casa Foscoli.
Da Casa Foscoli sino alle propaggini del Monte Gemmo, secondo la direttrice che da Casa Foscoli (quota 488) va al confine comunale Matelica Esanatoglia in prossimità di Casa Cantalupo, attraverso le quote 539, 469, 622 e 583.
Da Casa Cantalupo percorre il confine comunale Matelica Esanatoglia sino alla provinciale Esanatoglia Matelica e da qui si ricongiunge al centro abitato di Esanatoglia.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC ‘Verdicchio di Matelica’ devono essere quelle tradizionali della zona e comunque, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità.
Il sistema di impianto, le forme di allevamento e di potatura devono essere quelli generalmente usati nella zona, comunque atti a non modificare le caratteristiche dell’uva e del vino.
E’ vietato la forma di allevamento a tendone.
E’ esclusa ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso, prima dell’invaiatura, per non più di due interventi per il periodo primaverile estivo.
La resa massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata non deve superare le 13,00 tonn./ettaro a tale limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo.
Qualora venga superato tale limite tutta la produzione perde il diritto alla denominazione di origine controllata ‘Verdicchio di Matelica’.
Fermo restando il limite sopra indicato la resa per ettaro di vigneto in coltura promiscua deve essere calcolata rispetto a quella specializzata rapportandola all’effettiva superficie coperta dalla vite.
I vigneti impiantati successivamente all’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione (nuovi e i reimpianti) dovranno avere una densità di almeno 1.660 ceppi/ettaro.
La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo non deve essere superiore al 70%.
Qualora superi detto limite, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata.
Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Pertanto la resa ettaro/ettolitro sarà di: 91,00 ettolitri/ettaro la resa media per ceppo sarà: 7,800 kg./ceppo Art 5 Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate neo comuni il cui territorio entra in tutto o in parte nella zona di produzione delle uve, delimitata dal precedente art. 3.
Le uve, dopo la eventuale selezione di cui all’art. 4 devono assicurare al vino una gradazione alcolica naturale minima di: 11,00% vol.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, tradizionali della zona, atte a conferire al vino le proprie caratteristiche.
Art 6 Il vino a DOC ‘Verdicchio di Matelica’ all’atto dell’immissione al consumo deve avere le seguenti caratteristiche: limpidezza: brillante colore: giallo paglierino tenue profumo: delicato, caratteristico; sapore: secco, armonico, con gradevole retrogusto amarognolo; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.; acidità totale minima: 5,0 g/l; estratto secco netto minimo: 16,0 g/l; Art 7 La denominazione di origine controllata ‘Verdicchio di Matelica’ può essere utilizzata per designare il vino ‘spumante’ ottenuto con mosti o vini base che rispondono alle condizioni ed ai requisiti previsti dal presente disciplinare.
Le operazioni di elaborazione di detti mosti o vini per la produzione dello ‘spumante’ devono essere effettuate in stabilimenti situati nell’ambito del territorio delle province di Ancona e di Macerata.
La definizione in etichetta dovrà essere ‘Verdicchio di Matelica’ e dovrà rispondere, all’atto dell’immissione al consumo, alle seguenti caratteristiche: spuma: fine e persistente; colore: giallo paglierino tenue; profumo: delicato, fragrante, caratteristico; sapore: secco, armonico, elegante, lievemente amarognolo; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.; acidità totale minima: 5,0 g/l; estratto secco netto minimo: 16,0 g/l; Art 8 Le uve idonee alla produzione del vino a DOC ‘Verdicchio di Matelica’ possono essere destinate alla produzione della tipologia ‘passito’ seguendo il tradizionale metodo di vinificazione che prevede in particolare quanto segue: l’appassimento delle uve destinate alla vinificazione deve essere protratto sino a raggiungere un contenuto zuccherino atto ad assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di: 15,00% vol.
la resa massima di uva fresca in vino finito non deve essere superiore al 45% l’immissione al consumo del vino a DOC ‘Verdicchio di Matelica passito’ non po’ avvenire prima del: 1° dicembre dell’anno successivo a quello di produzione delle uve al termine del periodo di maturazione il vino deve avere un titolo alcolometrico volumico totale naturale minimo di: 15,00% vol.
le operazioni di vinificazione ivi compresa la maturazione devono avvenire all’interno della zona di vinificazione delle uve di cui all’art. 5
il vino a DOC ‘Verdicchio di Matelica passito’, all’atto dell’immissione al consumo deve presentare le seguenti caratteristiche: colore: da giallo paglierino all’ambrato; profumo: etereo, intenso, caratteristico; sapore: amabile o dolce, armonico, vellutato con retrogusto amarognolo caratteristico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol.; titolo alcolometrico volumico svolto minimo: 14,00% vol.; acidità totale minima: 4,0 g/l; estratto secco netto minimo: 19,0 g/l; Art 9 Il vino a DOC ‘Verdicchio di Matelica’ può utilizzare la menzione ‘riserva’ a condizione che risponda ai seguenti requisiti: la resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata non deve superare i 10,00 tonn./ettaro la resa ettaro/ettolitro non deve superare i: 70,00 ettolitri/ettaro la resa media per ceppo sarà di: 6,000 kg./ceppo Le uve devono assicurare al vino una gradazione alcolica complessiva naturale minima di: 12,50% vol.
non è ammessa la pratica dell’arricchimento deve aver superato un periodo minimo di invecchiamento obbligatorio di: 24 mesi di cui almeno quattro di affinamento in bottiglia a decorrere dal 1° dicembre dell’anno di produzione delle uve il vino a d.o.c. ‘Verdicchio di Matelica riserva’, all’atto dell’immissione al consumo deve presentare le seguenti caratteristiche: limpidezza: brillante; colore: giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli; profumo: delicato, caratteristico; sapore: secco, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.; acidità totale minima: 5,0 g/l; estratto secco netto minimo: 18,0 g/l; Art 10 E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti di cui sopra (per tutte le tipologie’ per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Le tipologie ‘passito e riserva’ del vino a DOC ‘Verdicchio di Matelica’ devono essere commercializzate esclusivamente confezionate in bottiglie di vetro di capacità non superiore a litri 1,500, chiuse con tappo di sughero e su ogni recipiente deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione.
Le operazioni di invecchiamento e affinamento in bottiglia devono avvenire entro la zona delimitata dall’art. 5.
E’ consentito che dette operazioni siano effettuate nell’ambito del territorio delimitato all’art. 7 presso le aziende che all’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione risultano essere produttrici o imbottigliatrici del vino a DOC ‘Verdicchio di Matelica’ da almeno cinque anni.
Art 11 I conduttori iscritti all’Albo dei vigneti della DOC ‘Verdicchio di Matelica’ i sede di vendemmia possono rivendicare alle C.C.I.A.A. competenti per territorio le seguenti tipologie: ‘Verdicchio di Matelica’ ‘Verdicchio di Matelica’ spumante ‘Verdicchio di Matelica’ riserva ‘Verdicchio di Matelica’ passito E’ consentita altresì la scelta di cantina ai sensi e per gli effetti della Legge 10/02/1992, n. 164.
Art 12 Alla DOC Verdicchio di Matelica’ è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione non prevista dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, selezionato e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a frazioni, fattorie, zone, aree, località e mappali compresi nella zona delimitata nel precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.

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