Soave Superiore DOCG

SOAVE SUPERIORE
D.O.C.G.
D.D.
29/OTTOBRE/2002
Modificato D.D. 11/Luglio/2005


Art 1 la denominazione di origine controllata e garantita “Soave superiore” già riconosciuta a DOC con DPR 28/Maggio/1968, è riservata ai vini:
Soave superiore
Soave Classico superiore
Soave superiore riserva
che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Art 2 I vini a denominazione di origine controllata e garantita “Soave superiore” devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, in ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Garganega minimo 70%
possono concorrere alla produzione di detti vini, da sole o congiuntamente, le uve dei vitigni:
Pinot bianco, Chardonnay e Trebbiano di Soave (nostrano) fino ad un massimo del 30%.
In tale ambito del predetto 30%, e fino ad un massimo del 5%, possono altresì concorrere le uve provenienti dai vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Verona.
Art 3 Le uve atte a produrre i vini a DOCG “Soave superiore” devono essere prodotte nella zona che comprende i tutto io in parte il territorio dei comuni di:
Soave Monteforte d’Alpone Colognola al Colle
Cazzano di Tramigna San Martino Buonalbergo Mezzane di Sotto
Montecchia di Corsara Roncà San Giovanni Ilarione
Calmiero Lavagno Illasi
in provincia di Verona;
Tale zona è così delimitata:
partendo dalla zona ovest (San Martino Buonalbergo) e precisamente da Marcellise in località San Rocco, da qui scende nel Bosco della Fratta fino al Fenilon, da qui sempre costeggiando la strada che divide la pianura dalla collina si arriva alla Palù e poi fino a Casette in direzione San Giacomo.
Qui costeggiando il colle che sovrasta la medesima località si ritorna sulla provinciale in direzione Monticelli nel comune di Lavagno.
Si prosegue per località Fontana arrivando a San Pietro (Lavagno) sempre costeggiando la strada che fa da confine tra pianura e collina si prosegue per Villa Alberti toccando Boschetto, Turano, Casoni fino ad incrociare a quota 104 la strada per Lione, Squarzego, Montecurto di Sopra, Canova e Casotti.
Da qui si prosegue verso est fino alla località Calle in comune di Illasi quindi a sud per la strada provinciale fino alla chiesa di san Zeno poi verso est fino alla località Ceriani, da qui si prosegue in località Villa e si segue la strada che delimita il monte dalla pianura a fianco di località Naronchi e poi a sud per località San Pietro, sempre costeggiando la strada si arriva a nord in località Pontesello e Caneva fino ad Orgnano.
Da Orgnano si procede verso nord – est seguendo l’unghia del monte, si arriva a San Vittore.
Da qui la strada punta a nord per località Molini fino ad arrivare in comune di Cazzano di Tramigna in località Cantina Sociale.
Attraverso la provinciale si prende la strada a sud per località Canova, fino ad arrivare in comune di Soave località Costeggiola, risale per la strada del cimitero di questa borgata, raggiunge un’altra strada secondaria e scende alle case Batocchi raggiungendo ancora la strada provinciale.
Da qui cammina verso est, seguendo la carreggiabile comunale che passa per la Carcera fino ad attraversare, oltrepassando di poco quota 54, la provinciale Soave – Castecerino.
Indi scende verso sud per la carreggiabile comunale ai piedi del monte Foscarino e del monte Cèrcene e sino all’incrocio della provinciale Soave – Castecerino.
Deviando obliquamente a sud – ovest e comprendendo l’abitato della borgata Bassano, raggiunge il torrente Tramigna incanalato, lo segue verso sud fino alla provinciale Soave – Borgo San Matteo, piega verso est lungo le mura meridionali di Soave ed arriva alla porta di Verona, punto di partenza della zona Classica.
Da qui si spinge verso nord – est seguendo le pendici del monte Tondo fino ad incontrare il confine tra i territori dei comuni di Soave e di Monteforte d’Alpone, e poi cammina lungo le pendici del monte Zoppega, comprende l’abitato di Monteforte d’Alpone, riattraversa il torrente Alpone per comprendere la zona di Monticello, riattraversa il torrente Alpone, segue le pendici del colle Sant’Antonio, quelle del monte Frosca e del monte Riondo, spingendosi prima a nord e poi ad est per escludere la parte alluvionale di piano del torrente Ponsara indi seguendo sempre il bordo del sistema collinare si spinge verso est attraversando la strada Monteforte – Brognoligo e per Casarrsa seguendo le pendici del monte Corè, giunge a comprendere la borgata di Casotti, dove, poco dopo, incontra di nuovo la strada Monteforte – Brognoligo.
Segue allora questa strada spingendosi verso nord fino al punto di incontro col torrente Carbonare, e piega decisamente ad ovest correndo sulle pendici del monte Grande
Ridiscende poi, camminando verso est sulla sinistra della valle del Carbonare, comprende l’abitato di Brognoligo, le borgate Valle, Mezzavilla, nonché l’abitato di Costalunga.
A questo punto risale verso nord, seguendo la strada comunale di Sorte sino ad incontrare il punto di confluenza della roggia Viennega con il torrente Alpone, segue il confine nord del territorio di Monteforte d’Alpone, passando per la Colombaretta e, staccandosi da detto confine un po’ prima della Colombara per seguire le pendici del sistema collinare del monte Castellano.
La delimitazione riprende proseguendo a nord per località i Motti in comune di Montecchia di Crosara proseguendo per località Biondari fino alla località Lauri, da qui la strada prosegue attraverso la provinciale alla cava di basalti quindi verso sud in direzione Danesi di sotto, Casarotti Dal Cero, quindi prosegue in comune di Roncà ad est passando per località Prandi giungendo fino al centro abitato di Roncà, da qui si prende in direzione Vittori e a sud località Momello, Binello fino ad arrivare in località Calderina al limite con il comune di Gambellara.
La delimitazione segue il confine provinciale tra Verona e Vicenza dei comuni di Roncà e di San Giovanni Ilarione fino alla strada che attraversa il confine provinciale, a sud del Monte Madarosa; si inserisce quindi su tale strada in direzione di San Giovanni Ilarione, toccando le località Deruti , Lovati, Paludi e Rossetti sino al centro abitato suddetto; da qui segue poi la strada per località Cereghi, Fornace, Tessari a quota 250, corre lungo il vaio Muni fino alla località Soejo per proseguire sino al punto in cui coincidono i confini comunali di Tregnago, di San Giovanni Ilarione e di Cazzano.
Da tale punto la delimitazione segue il confine del comune di Cazzano fino a Soraighe; segue la strada che da Soraighe correndo sotto le pendici del Monte Bastia, prima verso nord e quindi verso est passa sotto Ca’ Andreani.
Da qui seguendo la strada per Montecchia di Crosara raggiunge per risalirlo il rio Albo.
Raggiunta la strada proveniente da Tolotti, devia verso sud per la quota 300 che passa sotto Ca’ Brustoloni raggiunge la strada che per la quota 326 porta a Dami; da tale località si incontrano i confini tra Soave, Cazzano e Montecchia a quota 418, da qui si prosegue lungo il confine tra Cazzano e Montecchia verso nord fino ad incrociare, dopo 100 metri, un sentiero lungo il quale si prosegue verso ovest sino a Ca’ Fontana Fora.
Si segue quindi il sentiero verso sud sino a raggiungere Pissolo di Sopra, e poi la strada per Faella piegando verso est all’altezza di Pissolo di Sotto sino a raggiungerlo.
Da Pissolo di sotto si segue verso sud la strada per Canova fino alla quota 92, da tale quota si segue una linea retta in direzione sud – est raggiungendo quota 72 sulla strada per Cazzano e quindi lungo la medesima si giunge a Cazzano.
Sulla strada, al centro di Cazzano (quota 100), si piega verso ovest sino al torrente Tramigna e lungo questi si discende verso sud sino al ponte della strada per Illasi, si percorre questa verso ovest sino al bivio di San Colombano e quindi si segue la strada sino alla cappelletta (quota 135).
Da quota 135 si prosegue per la strada che verso sud raggiunge Cereolo (quota 72) da dove risale verso nord – est per la strada che incrocia quella per San Vittore, segue quest’ultima verso sud sino a superare di circa 100 metri la quota 51 e da qui segue la strada che in direzione sud – ovest raggiunge Bocca Scalucce e segue il sentiero verso nord prima e poi la strada che superata Pistoza va a raggiungere quella per Illasi, la segue verso ovest per breve tratto (100 metri circa) e quindi prosegue per il sentiero che costeggia a nord Ca’ Troni, prosegue poi, sempre in direzione ovest, per la strada che si congiunge con quella per Illasi, percorre quest’ultima verso sud per circa 250 metri e poi, verso ovest, quella che passa a sud della località Marmontea fino a raggiungere in prossimità del km 16,000 la strada per Illasi, procede lungo questa verso sud – ovest costeggiando infine per breve tratto il torrente Illasi, lo attraversa e prosegue lungo la strada per i Guerri da dove segue, in direzione ovest, una retta immaginaria che congiunge Montecurto di Sopra con i Guerri, seguendo tale linea incrocia il confine comunale di Illasi, all’altezza di Montecurto di Sopra, segue quindi questo confine verso nord fino a raggiungere in prossimità della quota 92 la strada per Lione, la segue verso nord passando per Lione, supera Ca’ Spiazzi e all’altezza di Leon San Marco prende la strada che in direzione nord – est raggiunge Ca’ Santi a quota 135.
Da qui segue la strada per Fratta, che procede circa per circa 300 metri verso ovest e poi verso nord, attraversa Fratta e procede verso ovest fino a Mezzane di Sotto, segue poi la strada che in direzione sud costeggia Casotti, Turano, Val di Mezzo, supera Boschetto e raggiunge la quota 73 all’altezza di Villa Alberti, segue poi la strada che in direzione sud – ovest raggiunge Barco di Sopra e prosegue quindi in direzione ovest prima e poi nord .
ovest fino ad incrociare la strada per San Briccio, la segue verso nord – est raggiunge la strada lungo la quale prosegue fino a San Rocco.
Fanno parte di detta zona anche i rilievi collinari del monte Rocca e del monte Gazzoin comune di Caldiero e del monte Bisson in comune di Soave così delimitati:
delimitazione Monte Gazzo e Monte Rocca in comune di Caldiero:
partendo dalla strada statale n. 11 all’altezza delle terme di Giunone so percorre la strada che porta alle terme fiancheggiando le pendici del monte Gazzo fino alla quota 53, da qui si svolta a sinistra seguendo l’unghia di collina che delimita il monte Rocca fino ad incontrare la strada comunale.
Si prende a sinistra verso il centro di Caldiero fino alla piazza.
Si prosegue quindi ancora a destra fino ad imboccare a sinistra la strada comunale Zecconelli lasciandola quasi subito per proseguire verso nord seguendo la quota fino a giungere alla ferrovia.
Da qui si costeggia la ferrovia proseguendo verso est fino all’inizio della delimitazione.
Delimitazione Monte Bisson in comune di Soave:
partendo all’altezza del capitello in località Fornello e proseguendo in senso orario verso nord si continua sulla strada comunale del Bisson, fino all’incrocio della strada che porta all’abitato di San Vittore.
Si continua mantenendo sempre la destra seguendo l’unghia del monte in direzione sud, a quota 42 fino alla cascina Bisson, da qui sempre in quota 42 si prosegue in direzione ovest verso la strada comunale che ci riconduce in località Fornello in comune di Colognola ai Colli.
Hanno diritto inoltre di utilizzare la DOCG Soave superiore” anche i vigneti le cui uve, nel quinquennio immediatamente anteriore alla data di entrata in vigore del presente disciplinare di produzione sono state prodotte nel restante territorio della DOC “Soave” per l’ottenimento di tale vino, per una quantità annuale non superiore a quella massima verificatasi nel quinquennio di riferimento.
Detti vigneti devono in ogni caso avere già i requisiti previsti ai commi 3 e 5 del successivo art 4.
La zona di produzione delle uve atte a produrre il vino a DOCG “Soave superiore” designato con la menzione “Classico”, di cui all’art 5, è quella riconosciuta con decreto del 23/Ottobre/1931 comprendente parte dei territori amministrativi dei comuni di:
Soave Monteforte d’Alpone
in provincia di Verona;
ed è così delimitata:
da una linea che, partendo dalla porta Verona della cittadina di Soave, segue la strada Soave – Monteforte, fino alla borgata di San Lorenzo, frazione di Soave. Da qui, si spinge verso nord, seguendo le pendici del monte Tondo, fino ad incontrare il confine tra i territori dei comuni di Soave e di Monteforte, e poi prosegue lungo le pendici del monte Zoppega, comprende l’abitato di Monteforte d’Alpone, attraversa il torrente Alpone, per comprendere la zona di Monticello, riattraversa il torrente Alpone, segue le pendici del colle San Antomio, quelle del monte Frosca e del monte Riondo, spingendosi prima a nord e poi ad est per escludere la parte alluvionale di piano del torrente Ponsara. Indi, seguendo sempre il bordo del sistema collinare, si spinge verso est attraversando la strada Monteforte – Brognoligo e per Casarsa, seguendo le pendici del monte Corè, giunge a comprendere la borgata di Casotti, dove, poco dopo, incontra di nuovo la strada Monteforte – Brognoligo. Segue allora questa strada spingendosi verso nord fino al punto di incontro col torrente Carbonare, e piega decisamente ad ovest correndo sulle pendici del monte Grande fino ad incontrare il confine del territorio di Soave. Ridiscende poi, camminando verso est, sulla sinistra della Valle del Carbonare, comprende l’abitato di Brognoligo, le borgate Valle, Mezzavilla e Bramaludame, nonché l’abitato di Costalunga.
A questo punto risale verso nord, seguendo la strada comunale di Sorte sino ad incontrare il punto di confluenza della Roggia Viennega col torrente Alpone; segue il confine nord del territorio di Monteforte, passando per la Colombaretta e, staccandosi dal detto confine un po’ prima della Colombara per seguire le pendici del sistema collinare del monte Castellaro, lo raggiunge nuovamente 300 metri dopo e lo segue sino ad incontrare il confine comunale di Soave presso Moscatello, continua lungo il confine del territorio di Soave, supera Meggiano, e giunge sino alla Valle Crivellara nel punto in cui il confine di Soave fa angolo.
Da qui, la linea di demarcazione si stacca dal confine, prosegue verso ovest raggiunge la quota 331 presso Villa Alberti.
Indi segue per un tratto la carrareccia discendente dal Monte Campano, tocca quota 250 e, poco dopo, presso la casa Nui, raggiunge il ramo secondario della Valle Anguane, che segue poi fino alla provinciale Soave – Cazzano.
Corre lungo questa strada fino a comprendere le ultime case di Costeggiala, risale per la strada del cimitero di questa borgata, raggiunge un’altra strada secondaria e scende alle case Batocchi raggiungendo ancora la strada provinciale.
Da qui cammina verso est, seguendo la carreggiabile comunale che passa per la Carcera fino ad attraversare normalmente, oltrepassando di poco quota 54, la provinciale Soave – Castecerino.
Indi scende verso sud per la carreggiabile comunale a pié del monte Foscarino e del monte Cèrcene e sino all’incrocio della provinciale Soave – Castelcerino.
Deviando obliquamente a sud – ovest e comprendendo l’abitato della borgata Bassano, raggiunge il torrente Tramigna incanalato, lo segue verso sud fino alla provinciale Soave – Borgo San Matteo, piega verso est lungo le mura meridionali di Soave e arriva alla porta Verona.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Soave superiore” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati, o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
Per gli impianti realizzati dopo l’approvazione del presente disciplinare di produzione devono essere utilizzate esclusivamente le forme di allevamento a spalliera semplice.
Per gli impianti esistenti alla data dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione sono ammesse tuttavia le forme di allevamento a pergola semplice inclinata unilaterale e la pergoletta veronese mono e bilaterale.
Il numero minimo di ceppi, per i vigneti in coltura specializzata piantati dopo l’approvazione del presente disciplinare e di:
4.000 ceppi/ettaro
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uva per ettaro dei vigneti in coltura specializzata destinati alla produzione dei vini a DOCG “Soave superiore” non deve essere superiore a:
10,00 tonnellate/ettaro
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a DOCG “Soave superiore” devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino di cui al successivo art 5, per i quantitativi predetti.
Le eccedenze delle uve, nel limite del 20%, non hanno diritto alla denominazione di origine controllata.
Oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
La regione Veneto, su richiesta motivata delle organizzazioni di categoria interessate e del Consorzio di tutela vini Soave e Recioto di Soave, con proprio provvedimento da emanarsi ogni anno nel periodo immediatamente precedente la vendemmia, può stabilire di ridurre i quantitativi di uva per ettaro ammessi alla certificazione, anche in riferimento a singole zone geografiche, rispetto a quelli sopra fissati, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per le tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino a DOCG “Soave superiore” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
11,00% vol.
I conduttori dei vigneti iscritti agli appositi albi, ogni anno tenuto conto delle caratteristiche di maturazione delle uve e sulla base anche dell’evoluzione dei mercati, possono, al momento della vendemmia, optare di rivendicare per dette uve la DOC “Soave e Soave Classico”.
Art 5 Le operazioni di vinificazione e di imbottigliamento del vino a DOCG “Soave superiore” devono aver luogo in tutto il territorio amministrativo della provincia di Verona.
La resa massima delle uve in vino finito non deve essere superiore al 70%.
Qualora superi detto limite, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata e garantita.
Oltre il 75% decede il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutto il prodotto.
L’uso della specificazione “Classico” in aggiunta alla DOCG “Soave superiore” è riservato al prodotto ottenuto da uve raccolte nella zona di origine più antica, indicata all’art 3 lettera b) del presente disciplinare, vinificate nella stessa e nell’ambito dei comuni il cui territorio rientra, in tutto o in parte, nella zona medesima.
Tuttavia tali operazioni sono consentite se autorizzate dal Ministero per le politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, previa istruttoria della regione Veneto, anche in cantine aziendali oppure nelle cantine cooperative, situate al di fuori della predetta zona ma comunque all’interno della zona di produzione del vino a DOC “Soave”.
I vini a DOCG “Soave superiore” e “Soave Classico superiore” devono essere immessi al consumo dopo un periodo di affinamento in bottiglia di almeno
3 mesi
e comunque non prima del:
1° Settembre dell’anno successivo a quello di produzione delle uve
Il vino a DOCG “Soave superiore” e “Soave Classico superiore” designato con la qualifica “riserva” deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento obbligatorio di almeno
Due anni
di cui almeno 3 mesi in bottiglia
a partire dal 1° Novembre dell’anno di produzione delle uve
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche di qualità.
E’ ammesso l’arricchimento con mosti concentrati prodotti da uve della zona di produzione della DOC “Soave e Soave Classico” con mosti concentrati rettificati.
Prima dell’immissione al consumo i vini della DOCG “Soave superiore e Soave Classico superiore” possono essere designati, a cura dei detentori con la DOC “Soave e Soave Classico” se ne hanno i requisiti.
Entro i termini previsti dalla normativa vigente si deve provvedere ad annotare nei registri ufficiali di cantina i volumi e gli estremi dei vasi vinari interessati e darne comunicazione all’Ispettorato centrale repressione delle frodi competente per territorio ed alla C.C.I.A.A. di Verona.
Art 6 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Soave superiore” all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Soave superiore”
“Soave superiore Classico”:
colore: giallo paglierino a volte intenso con possibili riflessi verdi e oro;
profumo: ampio, caratteristico, floreale;
sapore: secco, pieno, delicatamente amarognolo, nei prodotti maturati in legno il sapore può essere più intenso e persistente, anche con note di vaniglia;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
zuccheri riduttori massimo: 6,00 g/l;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,00 g/l;
“Soave superiore riserva”
“Soave Classico superiore riserva”:
colore: giallo paglierino intenso, con possibili riflessi verde e oro;
profumo: ampio, profondo, con note di vaniglia;
sapore: secco, intenso, avvolgente con una vena leggermente amarognolo nel finale, può presentare anche note di vaniglia;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
zuccheri riduttori massimo: 6,00 g/l;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,00 g/l;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini modificare con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7 Nella designazione e presentazione dei vini a DOCG “Soave superiore” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, riserva, selezionato e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
Le indicazioni tendenti a specificare l’attività agricola dell’imbottigliatore quali: viticoltore, fattoria, tenuta, podere, cascina ed altri termini similari sono consentiti in osservanza delle disposizioni comunitarie in materia.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a unità amministrative, frazioni, aree, fattorie, e località dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, alle condizioni previste dalla vigente normativa.
Nella designazione dei vini a DOCG “Soave superiore” può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia seguito dal corrispettivo toponimo che la relativa superficie sia distintamente specificata
nell’albo dei vigneti, che la vinificazione, elaborazione e conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita da toponimo, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri, sia nei documenti di accompagnamento.
Art 8 Per i vini a DOCG “Soave superiore” è obbligatorio indicare l’annata di produzione delle uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
I vini a DOCG “Soave superiore” devono essere immessi al consumo unicamente in contenitori di vetro tradizionali fino a 3 litri, con abbigliamento consono al loro carattere di pregio.
Per le tradizionali bottiglie di vetro fino a 3 litri, è obbligatorio l’uso della chiusura con tappo raso bocca.
A richiesta delle ditte interessate o degli organismi interprofessionali di cui agli art. 19 e20 della legge n. 164 del 10/02/1992, può essere consentita, con specifica autorizzazione del Ministero per le politiche agricole e forestali l’utilizzo di contenitori tradizionali in vetro di capacità di litri 6, 9, 12, 18 e superiori e solo per fini promozionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *