Morellino di Scansano DOCG

MORELLINO DI SCANSANO
D.O.C.G.
D.D. 14/NOVEMBRE/2006
Art 1
La denominazione di origine controllata e garantita “Morellino di Scansano” è riservata al vino rosso che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
Morellino di scansano
Morellino di Scansano riserva
Art 2 Il vino a DOCG “Morellino di Scansano” anche nella tipologia “riserva” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno:
Sangiovese minimo 85%
possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve provenienti dai vitigni a frutto nero, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Grosseto e presenti nei vigneti fino ad un massimo del 15%.
Art 3 Le uve destinate alla produzione del vino a DOC “Morellino di Scansano” debbono essere prodotte all’interno della zona comprendente la fascia collinare tra i fiumi Ombrone e Albegna, che include l’intero territorio del comune di:
Scansano
e parte del territorio amministrativo dei comuni di:
Manciano Magliano in Toscana Grosseto Campagnatico
Semproniano Roccalbegna
tutti in provincia di Grosseto.
Tale zona è così delimitata:
dall’incrocio dei confini comunali di Scansano, Manciano e Roccalbegna, il limite segue verso nord il torrente Fiascone fino alla fattoria degli Usi, continua lungo la strada interna del podere Marruccheta nei pressi del podere Montecchio, prosegue lungo la strada di Valle Zuccaia, raggiunge il fiume Albegna lo attraversa e continua sulla strada comunale Fibbianello in comune di Semproniano a quota 470.
Da qui volge ad est, incontra la strada provinciale della Follonata, continua per detta strada fino a Santarello, quindi scende a sud e si inoltra nel comune di Manciano seguendo la vecchia strada fino all’abitato di Poggio Capanne.
Da questa località, la linea di delimitazione scende ancora a sud lungo la strada per Bagni di Saturnia, fino ad incontrare nuovamente la strada provinciale della Follonata che segue fino al fosso Stellata.
Risale il corso di detto fosso fino a quota 191, continua a sud per la strada Camporeccia fino all’abitato di Poderi di Montemerano, attraversa la strada statale n. 323, continua, deviando a sud – ovest, lungo la vecchia strada Dogana e raggiunge la fattoria Cavallini.
Per la strada dei Laschi arriva nuovamente al fiume Albegna in corrispondenza della confluenza del fosso Vivaio.
A questo punto, detta linea di delimitazione, segue il corso del fiume Albegnma fino al guado della Marianaccia e, deviando ad ovest, entra nel comune di Magliano in Toscana, percorre la strada di Colle di Lupo fino al Molino Vecchio, risale a nord – ovest, per la strada di S. Andrea al Civilesco, ridiscende verso sud per la strada di Magliano in Toscana – Barca del Grazi, devia ad ovest per la strada dell’Osa e prosegue lungo il limite comunale di Magliano in Toscana fino ad incrociare la strada statale n. 1 Aurelia.
Entrando nel comune di Grosseto, la linea di delimitazione si identifica con detta strada statale n. 1 Aurelia fino al bivio per Scansano in località Spadino, prosegue per la strada Scansanese fino ad incontrare il limite amministrativo del comune di Scansano in località Magliano seguendolo fino ad incontrare la strada Cinigianese; continua lungo detta strada interessando il comune di Campagnatico, fino alla fattoria del Granaione; prosegue quindi ad est, lungo la strada poderale per il Coppaio e Camposasso e si collega al limite comunale di Scansano in prossimità del podere Repenti in agro di Baccinello, seguendolo fino all’incrocio dei limiti comunali di Scansano, Manciano e Roccalbegna ove la linea di delimitazione ha avuto inizio.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOCG “Morellino di Scansano” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei unicamente i terreni collinari di buona esposizione con esclusione di quelli di fondo valle.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura debbono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
La densità d’impianto e reimpianto dei vigneti messi a dimora successivamente alla data di pubblicazione del presente disciplinare di produzione, non deve essere inferiore a:
4.000 ceppi/ettaro
e la resa massima di uva ammessa, in vigneti a coltura specializzata, non deve essere superiore a:
9,00 ton/ettaro
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
La resa massima di uva ammessa dei vigneti già esistenti per la produzione dei vini a DOCG “Morellino di Scansano”, in coltura specializzata, non deve essere superiore a:
9,00 tonnellate/ettaro
e con una resa per ceppo non superiore a:
3,00 kg.
Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro di vigneto in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
In annate eccezionalmente favorevoli, i quantitativi di uva ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a DOCG “Morellino di Scansano” devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70%.
Qualora tale resa superi la percentuale sopra indicata, ma non oltre il 75%, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata e garantita, oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutto il prodotto.
Art 5 Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
12,00% vol.;
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento devono essere effettuate nell’ambito della zona di produzione delle uve, delimitata dall’art 3.
Il vino a DOCG “Morellino di Scansano”, destinato alla tipologia “riserva”, deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a:
due anni
di cui almeno uno in botte di legno
a decorrere dal 1° Gennaio successivo all’annata di produzione delle uve
Sulle bottiglie ed altri recipienti contenenti i vini a DOCG “Morellino di Scansano” e “Morellino di Scansano riserva” deve figurare l’annata di produzione delle uve.
Art 6 Il vino a DOCG “Morellino di Scansano” all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Morellino di Scansano:
colore: rosso rubino più o meno intenso;
limpidezza: brillante;
profumo: vinoso, gradevole, fine;
sapore: asciutto, armonico, leggermente tannico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 24,00 g/l;
Morellino di Scansano riserva:
colore: rosso rubino, tendente al granata con l’invecchiamento;
limpidezza: brillante;
profumo: etereo, intenso, gradevole, fine;
sapore: asciutto, caldo, leggermente tannico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minimo: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 26,00 g/l;
Entrambe le tipologie, possono, talvolta, presentare eventuale sentore di legno.
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto non riduttore minimo.
Art 7 Alla DOCG “Morellino di Scansano” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, selezionato e similari.
E’ altresì vietato l’uso, in aggiunta alla DOCG “Morellino di Scansano”, di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree e località comprese nella zona di produzione di cui all’art 3.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non tali da trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito l’utilizzo del termine “vigna” secondo le norme vigenti.
Per i vini a DOCG “Morellino di Scansano”, l’immissione al consumo è consentita soltanto a partire dal
1° Marzo dell’anno successivo alla vendemmia
Art 8 I vini di cui all’articolo 1 devono essere immessi al consumo in recipienti di vetro del tipo bordolese. Le tipologie dei contenitori nelle varie pezzature, tappate secondo la normativa vigente, devono essere le seguenti:
0,100 – 0,187 – 0,285 – 0,375 – 0,500 – 0,750 – 1,000 – 1,500 – 3,000 – 5,000 litri.
Per contenitori di vetro con capacità pari a litri 0,250 è ammesso l’utilizzo del tappo a vite.

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