Montepulciano d’Abruzzo DOC

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altMONTEPULCIANO D’ABRUZZO
D.O.C.
D.D. 29/MARZO/2006


Art 1 La denominazione di origine controllata “Montepulciano d’Abruzzo” è riservata aI vinI, nelle tipologie:
rosso
cerasuolo
che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Le sottozone “Casauria o Terre di Casauria” e “Terre dei Vestini” sono disciplinate tramite allegati in calce al presente disciplinare.
Salvo quanto espressamente previsto negli allegati suddetti, nelle sottozone devono essere applicate le norme previste dal presente disciplinare.
Art 2 Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno:
Montepulciano minimo 85%
Possono concorrere le uve di altri vitigni a bacca rossa non aromatici, idonei alla coltivazione nell’ambito della regione Abruzzo, da sole o congiuntamente sino ad un massimo del 15%.
Art 3 Le uve destinate alla produzione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo” devono essere prodotte nella circoscrizione territoriale della regione abruzzese e ottenute unicamente da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non sia superiore ai metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri s.l.m. per quelli esposti a mezzogiorno, nonché da quelli degradanti verso il mare con esclusione dei fondovalle umidi.
In particolare i territori interessati alla produzione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo” comprendono:
In provincia di Chieti l’intero territorio dei comuni di:
Altino Archi Ari Arielli
Bomba Bucchianico Canosa Sannita Casacanditella
Casalanguida Casalincontrada Carpineto Sinello Casalbordino
Casoli Castel Frentano Celenza sul Trigno Chieti
Crecchio Cupello Fara Filiorum Petri Filetto Fossaceesia Francavilla Fresagrandinaria Frisa Furci Gissi Giuliano Teatino Guardiagrele
Lanciano Dentella Miglianico Monteodorisio Mozzagrogna Orsogna Ortona Paglieta Palmoli Perano Poggiofiorito Pollutri Ripa Teatina Roccamontepiano Rocca S. Giovanni San Buono
Sant’Eusanio del Sangro San Giovanni Teatino
Santa Maria Imbaro San Martino sulla Marrucina
San Salvo San Vito Chietino Scerni Tollo
Torino di Sangro Torrevecchia Teatina Treglio
Vasto Villalfonsina Villagna Vacri
In provincia di L’Aquila:
Acciano Anversa degli Abruzzi Balsorano
Bugnara Canistro Capestrano Castel di Ieri
Castelvecchio Subequo Civita d’Antino Civitella Roveto
Cocullo Corfinio Fagnano Alto Fontevecchio
Fossa Gagliano Aterno Goriano Sicoli Introdacqua
Molina Aterno Morino Ofena Pacentro
Poggio Picenze Pratola Peligna Pettorano sul Gizio
Prezza Raiano Rocca Casale
San Demetrio dei Vestini Sant’Eusanio Forconese
San Vincenzo Valle Roveto Secinaro Sulmona
Tione d’Abruzzi Villa Sant’Angelo Villa Santa Lucia Vittorino
In provincia di Pescara:
Alanno Bolognano Brittoli Bussi
Cappelle sul Tavo Castiglione a Casauria Catiniano
Cepagatti Città Sant’Angelo Civitella Casanova Civitaquana
Collecorvino Corvara Cugnoli Elice
Farindola Letto manopello Loreto Aprutino Manopello
Montebello di Bertona Montesilvano Moscufo
Nocciano Penne Pianella Pietranico
Picciano Pescara Pescosansonesco Popoli
Rosciano San Valentino Scafa Serramonacesca
Spoltore Tocco Casauria Torre de’ Passeri Turrivaligiani
Vicoli
In provincia di Teramo:
Alba Adriatica Ancarano Atri Basciano
Bellante Bisenti Campli Canzano
Castel Castagno Castellato Castiglione Messer Raimondo
Castilenti Cellino Attanasio Cermignano Civitella del Tronto
Colledara Colonella Controguerra Corropoli
Giulianova Martinsicuro Montefino Montorio al Vomano
Morrodoro Mosciano Nereto Notaresco
Penna sant’Andrea Pineto Roseto degli Abruzzi
Sant’Egidio Sant’ Omero Silvi Teramo
Torano nuovo Tortoreto Tossicia
E la frazione di Trignano del comune di Isola del Gran Sasso d’Italia.
La zona è così delimitata:
dalla foce del fiume Tronto, coincidente con il limite regionale, si prosegue verso ovest lungo il confine comunale di Martinsicuro, Colonnella, Controguerra, Ancarano, S. Egidio alla Vibrata e Civitella del Tronto sino ad incontrare il limite di Valle Castellana.
Da qui si procede verso sud seguendo i limiti comunali di Civitella del Tronto, Campli, Teramo, Montorio al Vomano, Tossiccia, Colledara passando poi per la frazione di Trignano di Isola del Gran Sasso sino al limite comunale di Castel Castagna.
Si prosegue verso est sui limiti comunali di Castel Castagna e Bisenti fino all’incrocio con il limite provinciale di Pescara, in direzione sud – ovest si prosegue sul limite comunale di Penne e poi verso est su quello di Farindola fino all’incrocio con la strada provinciale Penne – Arsita che si segue fino al bivio Cupoli – Farindola; al bivio si prende la strada provinciale Farindola – Montebello di Bertona e Montebello – Vestea proseguendo fino al limite comunale di Civitella Casanova.
Si prosegue ad ovest sui limiti comunali di Civitella Casanova, Vicoli e Brittoli fino all’incrocio del limite comunale di Brittoli con la strada Brittoli – Vicoli che si segue fino a
Brittoli, si procede poi lungo il sentiero che partendo dalla suddetta strada tocca le quote 631, 547, 614, per passare ad un tratto della carreggiabile sita ad est dell’abitato di San Vito che incontra la carrareccia che passa per Fonte Canale e porta a Boragna.
Da Boragna la delimitazione si identifica con il sentiero che porta a Pezzigliari e da qui prosegue, incrociando il limite comunale a quota 542, verso sud fino ad incontrare nei pressi della quota 581 la mulattiera che tocca la quota 561 e a quota 572 prosegue con la carrareccia prima e con la strada poi che passa per Corvara.
Oltrepassata la chiesa riprende il sentiero che passa per il cimitero e per la quota 719 e a Colle Pizzuto incontra il limite comunale.
Si prosegue lungo la mulattiera toccando le quote 661, 608, 579 e nei pressi dell’abitato di Pescosansonesco si immette sulla strada Pescosansonesco – Pescosansonesco Vecchio per immettersi nuovamente poco dopo sulla mulattiera che passa nei pressi delle case site quota 574.
Si abbandona la mulattiera prima di giungere a Colle la Grotta per rimettersi sulla strada Pescosansonesco – Pescosansonesco Vecchio che segue per circa 250 metri dove incontra e segue il sentiero che dopo aver toccato quota 410 giunge al limite comunale.
Si prosegue verso ovest seguendo nella successione i limiti comunali di Castiglione a Casauria, Bussi, Capestrano, Villa S. Lucia, Ofena, Capestrano, Bussi, Popoli, Vittorito, Molina Aterno, Acciano, Tione degli Abruzzi, Fontecchio, Fagnano Alto, San Demetrio nei Vestini, Poggio Picenze, Fossa, Sant’Eusanio Forconese, Villa S. Angelo, San Demetrio nei Vestini, Fagnano Alto, Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Secinaro, Gagliano Aterno, Castelvecchio Subequo, Cocullo, Anversa, Bugnara, Introdacqua, Pettorano sul Gizio, Sulmona, Pacentro, Sulmona, Pratola Peligna, Roccacasle, Corfinio, Tocco da Casauria, Biolognano, San Valentino, Scafa e il limite di Lettomanopello fino all’altezza del centro abitato.
Si prosegue verso sud lungo il confine coincidente con il fiume Lavinio, sino ad incontrare un canale che si immette nel fiume, che verso est porta a Madonna di Conicella.
Da Madonna di Conicella, in direzione nord, si prende la carrareccia che giunge a quota 492 e prosegue per la mulattiera che termina a Fosso Pignataro, coincidente con il confine comunale.
Da qui si prosegue verso sud lungo il confine comunale di Manopello per poi risalire sino ad incontrare il limite comunale di Serramonacesca, in corrispondenza della strada Manopello – Serramonacesca.
Si procede lungo detta strada in direzione Serramonacesca e da qui la delimitazione si identifica con il percorso del fiume Alento sino al confine con la provincia di Chieti nel comune di Roccamontepiano.
Si segue detto limite verso sud fino all’incrocio con la provinciale Serramonacesca – Roccamontepiano e da qui sino a Roccamontepiano per prendere poi la strada vicinale, parte in carrareccia parte in brecciata che tocca le quote 439, 442, 427, 385, 302, 267 e 232 fino a Fara Filiorum Petri.
Si segue poi verso sud il corso del fiume Foro prima ed il fosso Vesola – San Martino poi, fino al confine comunale di san Martino sulla Marrucina.
Da qui si prosegue lungo i limiti comunali di San Martino sulla Marrucina e Filetto fino ad incontrare la strada provinciale che collega i territori comunali di Filetto con Casoli, passante per la stazione di Guardiagrele e San Domenico fino al limite comunale di Casoli.
Si procede verso sud lungo i limiti comunali di Casoli, Altino, Archi, Bomba, Alessa, Carpineto Sinello, San Buono fino ad incrociare il fosso di Fonte Carracina nel comune di Palmoli.
Si procede lungo detto fosso e successivamente lungo il fosso Delle Immerse fino ad incontrare il limite comunale di Fresagrandinara.
Si procede verso sud – est lungo il limite comunale di Fresagrandinara fino all’incrocio con il confine regionale che si segue lungo i limiti comunali di Lentella, Cupello e San Salvo fino alla costa Adriatica per poi risalire lungo la costa fino al limite regionale nord.
Inoltre è compreso l’intero territorio amministrativo del comune di
Celenza sul Trigno in provincia di Chieti
Nonché l’intera area delimitata dai confini amministrativi dei comuni di
Balsorano San Vincenzo Valle Roveto Morino
Civita d’Antino Civitella Roveto Canistro
In provincia di l’Aquila.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo” devono essere quelle tradizionali della zona, e comunque, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche.
I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti idonei per la produzione della DOC “Montepulciano d’Abruzzo”, sono considerare idonei unicamente i vigneti ubicati su terreni che corrispondono alle condizioni di cui al precedente articolo 3.
Fermo restando i vigneti esistenti, per i nuovi impianti e i reimpianti a filare, in coltura specializzata, la densità non potrà essere inferiore a:
2.500 ceppi/ettaro
Per gli impianti o reimpianti a pergola abruzzese la densità dovrà essere rapportata alle specifiche esigenze e/o esperienze della zona.
Le forme di allevamento consentite sono quelle generalmente usate nella zona ossia
pergola abruzzese
spalliera semplice o doppia
o comunque forme atte a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
I sesti di impianto devono essere adeguati alle forme di allevamento.
La regione può consentire forme di allevamento diverse qualora siano tali da migliorare la gestione dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
La potatura deve essere adeguata ai suddetti sistemi di allevamento.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
La resa massima di uva ammessa alla produzione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo” non deve essere superiore a
14,00 tonnellate/ettaro di vigneto in coltura specializzata.
Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
A detto limite anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione non superi del 20% il limite medesimo.
Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Montepulciano d’Abruzzo” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
Montepulciano d’Abruzzo 11,50% vol.;
Montepulciano d’Abruzzo riserva 12,00% vol.
La regione Abruzzo, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate e il consorzio di tutela, ogni anno, prima della vendemmia può, in relazione all’andamento climatico ed alle altre condizioni di coltivazione, stabilire un limite massimo di produzione inferiore a quello fissato, dandone immediata comunicazione al Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini.
Art 5 Le operazioni di vinificazione, conservazione ed invecchiamento devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delimitata nel precedente art. 3. Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio dei comuni anche se solo in parte compresi nella zona delimitata.
E’ consentito l’arricchimento dei prodotti a monte del vino di cui all’articolo 1 con mosti concentrati ottenuti da uve dei vigneti iscritti all’albo della stessa denominazione di origine controllata, oppure con mosto concentrato rettificato oppure per auto concentrazione, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia.
Per l’elaborazione del vino di cui all’articolo 1 sono consentite le pratiche enologiche conformi alle norme comunitarie e nazionali vigenti.
Se le uve di cui all’articolo 2 sono vinificate in bianco, ovvero in presenza delle bucce per un limitato periodo di fermentazione, è concesso al vino ottenuto. In considerazione del suo caratteristico colore rosso ciliegia, l’uso in etichetta della specificazione:
Cerasuolo
La resa massima dell’uva in vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo” è pari al 70%.
Qualora la resa uva/vino superi il limite di cui sopra, ma non il 75%, anche se la produzione ad ettaro resta al di sotto del massimo consentito, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata.
Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo rosso” non può essere immesso al consumo prima del:
1° marzo successivo all’annata di produzione delle uve;
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo cerasuolo” non può essere immesso al consumo prima del:
1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo rosso”, rispondente alle condizioni ed ai requisiti del presente disciplinare, può fregiarsi della menzione “riserva”.
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo rosso” che si fregia della menzione “riserva” deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento, all’interno della zona delimitata dall’articolo 3, non inferiore a:
due anni
di cui almeno nove mesi in recipienti di legno
a decorrere dal 1° Novembre dell’annata di produzione delle uve
Per il vino di cui all’articolo 1 la scelta vendemmiale è consentita, ove ne sussistano le condizioni di legge, soltanto verso le denominazioni di origine controllata compatibili con la piattaforma ampelografica e verso le IGT, relative alle diverse aree.
Art 6 Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Montepulciano d’Abruzzo rosso:
colore: rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, con tendenza all’arancione se invecchiato;
profumo: vinoso, tenue, gradevole;
sapore: asciutto, morbido, sapido, leggermente tannico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 21,00 g/l.;
Montepulciano d’Abruzzo rosso riserva:
colore: rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendenza
al granata con l’invecchiamento;
profumo: frutti rossi, spezie, intenso, etereo;
sapore: asciutto, armonico, giustamente tannico, pieno;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 22,00 g/l.;
Montepulciano d’Abruzzo cerasuolo;
Colore: rosso ciliegia più o meno carico;
profumo: gradevole, delicatamente vinoso, fruttato, fine e intenso;
sapore: asciutto, morbido, armonico, delicato con retrogusto
gradevolmente mandorlato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 16,00 g/l.
E’ facoltà del Ministero delle politiche Agricole e delle foreste, modificare con proprio decreto i limiti dell’acidità totale e dell’estratto non riduttore minimo.
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo”, eventualmente sottoposto al passaggio o conservazione in recipienti di legno, può rivelare sentore di legno.
Art 7 Nella presentazione e designazione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, superiore, scelto, fine, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Il riferimento alle indicazioni geografiche o toponomastiche di unità amministrative, frazioni, aree, zone, località, dalle quali provengono le uve, è consentito soltanto in conformità al disposto del decreto ministeriale 22/Aprile/1992.
Le menzioni facoltative esclusi i marchi e i nomi aziendali possono essere riportate nell’etichettatura soltanto in caratteri tipografici non più grandi o evidenti di quelli utilizzati per la denominazione di origine del vino, salve le norme generali più restrittive.
Le menzioni facoltative vanno riportate in etichetta sotto la denominazione di origine del vino.
Nell’etichettatura dei vini di cui all’articolo 1, l’indicazione dell’annata di produzione delle uve è obbligatoria.
La menzione “vigna” seguita dal relativo toponimo è consentita alle condizioni previste dalla legge.
E’ consentito l’uso sia del tappo a vite che del tappo raso bocca.
Per il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo rosso” che si fregia della menzione “riserva” è consentito solo l’uso del tappo di sughero raso bocca.
I recipienti per il confezionamento dei vini a DOC “Montepulciano d’Abruzzo” devono essere di vetro.
Art 8 Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata “Montepulciano d’Abruzzo”, vini che non rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare, è punito a norma degli articoli 28, 29, 30 e 31 della legge n. 164/1992.


ALLEGATO N. 1
SOTTOZONA:
CASAURIA O TERRE DI CASAURIA
Art 1 La denominazione di origine controllata “Montepulciano d’Abruzzo” con il riferimento alla sottozona “Casauria o Terre di Casauria” è riservata al vino rosso proveniente dalla omonima sottozona e rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Art 2 La DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria” è riservata al vino rosso, ottenuto dalle uve del vitigno:
Montepulciano al 100%.
Art 3 Le uve destinate alla produzione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria” devono essere ottenute unicamente da vigneti situati su terreni vocati alla qualità, ubicati in zone collinari o di altopiano la cui altitudine non sia superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri s.l.m. per quelli esposti a mezzogiorno.
Sono da escludere i terreni non sufficientemente soleggiati e quelli dei fondovalle e umidi.
La sottozona “Casauria o Terre di Casauria” comprende i terreni vocati alla qualità di tutto o parte dei territori dei comuni di:
Alanno Bussi sul Tirino Bolognano Brittoli
Castiglione a Casauria Corvara Cugnoli
Lettomanopello Pescosansonesco Pietranico Popoli
Scafa San Valentino Serramonacesca Tocco Casauria
Torre de’ Passeri Turrivalignani
In provincia di Pescara
Detta zona è così delimitata:
foglio 360, tavola est:
Si parte dal confine comunale di Brittoli con Carpineto della Nora e Vicoli a quota 597 e si procede, in direzione sud, lungo la strada Brittoli – Vicoli fino al sentiero che, partendo dalla suddetta strada nei pressi di Brittoli, tocca le quote 631, 547 e 614.
Si prosegue per un tratto della carreggiabile, sita ad est dell’abitato di San Vito, che va ad incontrare la carrareccia che passa per Fonte Canale e porta a Boragna.
Da Boragna la delimitazione si identifica con il sentiero che porta a Pezzigliari e da qui prosegue fino al confine comunale a quota 542.
Si prosegue lungo il sentiero che partendo dal confine comunale di Corvara a quota 542, nei pressi della quota 581 incontra e segue, sempre verso sud, la mulattiera che tocca la quota 561 e quindi la quota 572, prosegue con la carrareccia prima, e con la strada poi, che passa Corvara.
Oltrepassata la chiesa riprende il sentiero e la mulattiera che passa per il cimitero e per la quota 719 ed a Colle Pizzuto incontra il limite comunale di Pescosansonesco.
Si prosegue lungo la mulattiera toccando le quote 661, 608, 579 e nei pressi dell’abitato di Pescosansonesco si immette sulla strada Pescosansonesco – Pescosansonesco Vecchio per immettersi nuovamente poco dopo sulla mulattiera che passa nei pressi delle case site quota 574.
Si abbandona la mulattiera prima di giungere a Colle la Grotta per rimettersi sulla strada Pescosansonesco – Pescosansonesco Vecchio che segue per circa 250 metri dove incontra e segue il sentiero che dopo aver toccato quota 410 giunge al limite comunale.
La delimitazione della zona prosegue, in direzione sud – ovest, lungo tutto il confine comunale di Castiglione a Casauria fino ad incontrare il limite comunale di Bussi sul Tirino.
Di qui si prosegue lungo il confine comunale sino ad incrociare il torrente Rivaccio.
Si segue il torrente che all’altezza di V. Giardino incontra il sentiero e subito dopo la carreggiabile che in direzione nord – ovest giunge a quota 356.
Foglio 360 tavola ovest:
Da quota 356 si prosegue in direzione nord lungo il sentiero che tocca le quote 515 e 730, la mulattiera che tocca le quote 522, 619 e 709 che abbandona per congiungersi con il sentiero che passa per quota 605, sino al confine di provincia.
Da qui si segue il confine provinciale passando per Valle Gemmina a quota 478.
Foglio 369 tavola ovest:
Da quota 478 si prosegue lungo il confine provinciale, coincidente con il limite comunale di Popoli, fino ad incrociare l’autostrada A25 (Pescara – Roma) in località Cornacchia – Ponticello.
Foglio 360 tavola est:
Si prosegue lungo il confine provinciale sino ad incrociare la strada statale 5 (Tiburtina Valeria) al km 177,800.
In direzione nord, si prosegue lungo la strada statale 5 passando per Popoli sino al km. 187,000.
Dal km. 187,000 si giunge sino a poche decine di metri prima del km. 188,000, imboccando il sentiero che toccando le quote 284 e 310 incrocia la strada che conduce alla Fonte d’Acqua Sulfurea a quota 447.
Dalla Fonte d’Acqua Sulfurea la delimitazione si identifica con il torrente Arolle Piccolo fino al punto di incontro con la carreggiabile in località gli Sterpari, che toccando quota 386 passa per Fonte Cardillo fino a giungere al limite comunale nei pressi di Fonte Cavutolo.
Da Fonte Cavutolo si prosegue verso sud lungo il confine comunale di Tocca da Casauria, Torre de’ Passeri e Bolognano sino a giungere al limite comunale di San Valentino in Abruzzo Citeriore.
Da qui si prosegue lungo il limite comunale sino al confine di Lettomanopello.
Foglio 361 tavola ovest:
Si prosegue verso sud lungo il confine coincidente con il fiume Lavinio, sino ad incontrare un canale che si immette sul fiume che, verso est, porta a Madonna di Conicella.
Da Madonna di Conicella, in direzione nord, si prende la carrareccia che giunge a quota 492 e prosegue per la mulattiera che termina a Fosso Pignataro, coincidente con il confine comunale.
Da qui si prosegue verso sud lungo il confine comunale di Manopello per poi risalire sino ad incontrare il limite comunale di Serramonacesca, in corrispondenza della strada Manopello – Serramonacesca.
Si procede lungo detta strada in direzione Serramonacesca e da qui la delimitazione si identifica con il percorso del fiume Alento sino al confine con la provincia di Chieti.
Si prosegue lungo il confine provinciale sino ad incrociare l’autostrada A25.
Da qui, in direzione Manopello Scalo – Scafa si giunge sino al punto di incrocio con la ferrovia nelle vicinanze di Scafa a quota 101.
Si prosegue lungo l’asse ferroviario in direzione Alanno Scalo, sino ad incrociare il limite comunale di Manopello – Alanno – Rosciano.
Si prosegue lungo il limite comunale di Alanno e Cugnoli sino al confine di Pietranico – Civitaquana e poi Brittoli – Vicoli, fino ad incrociare la strada provinciale Brittoli – Vicoli a quota 597.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria” devono essere quelle
tradizionali della zona, e comunque, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche.
I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti idonei per la produzione della DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria”, sono considerare idonei unicamente i vigneti ubicati su terreni che corrispondono alle condizioni di cui al precedente articolo 3.
Fermo restando i vigneti esistenti, per i nuovi impianti e i reimpianti a filare, in coltura specializzata, la densità non potrà essere inferiore a:
2.500 ceppi/ettaro
Per gli impianti o reimpianti a pergola abruzzese la densità dovrà essere rapportata alle specifiche esigenze e/o esperienze della zona.
Le forme di allevamento consentite nella zona sono:
pergola orizzontale
spalliera semplice o doppia
o comunque atte a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
I sesti di impianti devono essere adeguati alle forme di allevamento.
La regione Abruzzo può consentire forme di allevamento diverse qualora siano tali da migliorare la gestione dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
La potatura deve essere adeguata ai suddetti sistemi di allevamento.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La produzione massima di uva per ettaro, in coltura specializzata per la produzione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria” non deve essere superiore a:
9,50 tonn./ettaro
Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva per ettaro deve essere rapportata alla superficie effettivamente impegnata dalla vite.
A detto limite anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione non superi del 20% il limite medesimo.
La regione Abruzzo, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate e il consorzio di tutela, ogni anno, prima della vendemmia può, in relazione all’andamento climatico ed alle altre condizioni di coltivazione, stabilire un limite massimo di produzione inferiore a quello fissato, dandone immediata comunicazione al Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini.
Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo non deve essere inferiore a:
12,50% vol.
Art 5 Le operazioni di vinificazione, ivi compresi l’invecchiamento e l’affinamento, devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata nell’articolo 3 del presente allegato.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio amministrativo dei comuni compresi, anche se solo in parte, nella zona delimitata.
Per l’elaborazione del vino di cui all’articolo 1 sono consentite le pratiche enologiche, ad esclusione dell’arricchimento, conformi alle norme comunitarie e nazionali vigenti.
La resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa uva/vino superi il limite di cui sopra, ma non il 75%, anche se la produzione ad ettaro resta al di sotto del massimo consentito, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata.
Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria” deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento obbligatorio non inferiore a:
18 mesi
di cui almeno nove in recipienti di legno
a decorrere dal 1° Novembre dell’anno di produzione delle uve
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o terre di Casauria”con la menzione “riserva” deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento obbligatorio non inferiore a:
30 mesi
di cui almeno nove in recipienti di legno
a decorrere dal 1° Novembre dell’anno di produzione delle uve
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria” deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento in bottiglia non inferiore a
Sei mesi
Successivi al prescritto periodo di invecchiamento
Per il vino di cui all’articolo 1 la scelta vendemmiale è consentita, ove sussistano le condizioni di legge, soltanto verso la denominazione di origine controllata “Montepulciano d’Abruzzo” senza sottozona o verso la IGT “Colline Pescaresi”.
Art 6 Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria:
colore: rosso rubino, con lievi sfumature violacee, tendenza al granata con l’invecchiamento;
profumo: di frutti rossi maturi, intenso, etereo;
sapore: asciutto, robusto, armonico, giustamente tannico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 23,00 g/l.;
Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria riserva:
colore: rosso rubino, con lievi sfumature violacee, tendenza al
granata con l’invecchiamento;
profumo: di frutti rossi maturi, intenso, ampio, etereo;
sapore: asciutto, pieno, robusto, armonico, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,50% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 23,00 g/l.
E’ facoltà del Ministero delle politiche Agricole e delle foreste di modificare, con proprio decreto, i limiti minimi sopra descritti per l’acidità totale e l’estratto non riduttore minimo.
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria”, in quanto sottoposto al passaggio o conservazione in recipienti di legno, può rivelare sentore di legno.
Art 7 Nella presentazione e designazione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Casauria o Terre di Casauria” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, superiore, scelto, fine, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Le menzioni facoltative esclusi i marchi e i nomi aziendali possono essere riportate nell’etichettatura soltanto in caratteri tipografici non più grandi o evidenti di quelli utilizzati per la denominazione di origine del vino, salve le norme generali più restrittive.
Le menzioni facoltative vanno riportate in etichetta sotto la denominazione di origine del vino.
Nell’etichettatura dei vini di cui all’articolo 1, l’indicazione dell’annata di produzione delle uve è obbligatoria.
La menzione “vigna” seguita dal relativo toponimo è consentita alle condizioni previste dalla legge.
Art 8 Il vino di cui all’articolo 1 deve essere immesso al consumo soltanto in recipienti di volume nominale pari a litri: 0,750, 1,500, 3,000, 6,000.
E’ obbligatorio utilizzare il tappo di sughero raso bocca.
I recipienti devono essere di vetro.
 

Allegato N 2
Sottozona:
TERRE DEI VESTINI

Art 1 La denominazione di origine controllata “Montepulciano d’Abruzzo” con il riferimento alla sottozona “Terre dei Vestini” è riservata al vino rosso proveniente dalla sottozona omonima e rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti in questo allegato al disciplinare di produzione.
Art 2 La denominazione di origine controllata “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini” è riservato al vino ottenuto dalle uve provenienti da vigneti che nell’ambito aziendale risultano composti da vitigno:
Montepulciano al 90%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni di bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Abruzzo, fino ad un massimo del 10%.
Art 3 Le uve destinate alla produzione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini” devono essere ottenute unicamente da vigneti situati su terreni vocati alla qualità, ubicati in zone collinari la cui altitudine non sia superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri s.l.m. per quelli esposti a mezzogiorno, sono da escludere i terreni siti nei fondovalle umidi.
La sottozona “Terre dei Vestini” comprende i terreni vocati alla qualità di tutto o parte dei territori dei comuni di:
Cappelle sul Tavo Catignano Cepagatti Città Sant’Angelo Civitaquana Civitella Casanova Collecorvino Elice
Farindola Loreto Aprutino Montebello di Bertona
Montesilvano Moscufo Nocciano Penne
Pecara Pianella Picciano Spoltore
Vicoli
In provincia di Pescara
Detta zona è così delimitata:
Foglio 351 tavola ovest,
foglio 350 tavola est,
foglio 350 tavola ovest:
dall’incrocio del limite provinciale ricadente nel comune di Città Sant’Angelo con l’autostrada A 14, si procede in direzione ovest lungo il confine fino ad incrociare sul limite comunale di Penne la strada provinciale Penne – Arsita (km. 32,000).
Si procede lungo la provinciale, in direzione Penne, passando per Roccafinadamo fino al bivio Cupoli – Farindola e da qui si scende a sud verso Farindola.
Da Farindola si procede lungo la strada provinciale per Montebello di Bertona e Montebello – Vestea.
Foglio 360 tavola est,
Foglio 361 tavola ovest:
Da Vestea si prosegue a sud lungo la carreggiabile per Masseria Sabione a quota 486 sino ad incrociare la mulattiera a quota 451 per Passo di Civita, e da qui fino a quota 360 del confine.
Si costeggia il confine comunale di Civitella Casanova fino alla carreggiabile in località Brigantello, poi fino all’incrocio con la strada comunale Civitella – Colle Madonna, località San Giacomo, per giungere sino all’ingresso del centro abitato di Civitella Casanova a quota 451.
Da Civitella Casanova, in direzione sud, si prosegue lungo la strada provinciale per Carpineto della Nora sino al confine comunale in località Colle della Guardia.
Si costeggiano i confini comunali di Vicoli, Civitaquana, Catignano, Nocciano e Rosciano fino ad incrociare la strada Alanno Scalo – Rosciano nelle vicinanze della stazione di Rosciano.
Di qui, in direzione Rosciano, si prosegue lungo il ramo esterno della strada toccando le quote 92, 67, 57, 55, Casa Cavallo, 49, 46 e 48.
Si prosegue lungo la strada passando per Li Quadri, Villareia, Vallemare, Case Di Girolamo sino all’incrocio con la bretella di collegamento alla strada statale n. 81 (Picena Aprutina), passando per Case De Riseis a quota 84.
Si prosegue poi per Villanova e Santa Teresa di Spoltore sulla strada statale n. 602.
Foglio 351 tavola ovest,
foglio 351 tavola est:
Si prosegue lungo la strada statale n. 602 sino al punto di incrocio con l’Asse Attrezzato all’altezza della Masseria Zampacorta.
Di qui si prosegue lungo l’Asse Attrezzato, in direzione nord, fino alla galleria in Contrada San Giovanni per incrociare la strada che va da Case Caprino a Case Di Pietro, passando per Fonte Vecchia, sino a giungere sulla strada statale Adriatica n. 16 bis al km. 14,750 circa, in direzione Cappelle sul Tavo si giunge fino alla stazione di Cappelle sul confine comunale Montesilvano – Cappelle.
Si prosegue lungo il confine comunale di Cappelle e di Città Sant’Angelo sino all’altezza della Masseria Manfredi dove si imbocca la strada che, verso nord, incontra Masseria Berarducci e Masseria Imperato ed incrocia l’autostrada A 14.
Si segue l’asse autostradale in direzione nord fino al limite comunale di Città Sant’Angelo.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini” devono essere quelle tradizionali della zona, e comunque, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche.
I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti idonei per la produzione della DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini”, sono considerare idonei unicamente i vigneti ubicati su terreni che corrispondono alle condizioni di cui al precedente articolo 3.
Fermo restando i vigneti esistenti, per i nuovi impianti e i reimpianti a filare, in coltura specializzata, la densità non potrà essere inferiore a:
2.500 ceppi/ettaro
Per gli impianti o reimpianti a pergola abruzzese la densità dovrà essere rapportata alle specifiche esigenze e/o esperienze della zona.
Le forme di allevamento consentite nella zona sono:
pergola orizzontale
spalliera semplice o doppia
o comunque atte a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
I sesti di impianti devono essere adeguati alle forme di allevamento.
La regione Abruzzo può consentire forme di allevamento diverse qualora siano tali da migliorare la gestione dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
La potatura deve essere adeguata ai suddetti sistemi di allevamento.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La produzione massima di uva per ettaro, in coltura specializzata per la produzione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini” non deve essere superiore a:
10,00 tonn./ettaro
Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva per ettaro deve essere rapportata alla superficie effettivamente impegnata dalla vite.
A detto limite anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione non superi del 20% il limite medesimo.
La regione Abruzzo, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate e il consorzio di tutela, ogni anno, prima della vendemmia può, in relazione all’andamento climatico ed alle altre condizioni di coltivazione, stabilire un limite massimo di produzione inferiore a quello fissato, dandone immediata comunicazione al Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini.
Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo non deve essere inferiore a:
12,00% vol.
Art 5 Le operazioni di vinificazione, ivi compresi l’invecchiamento e l’affinamento, devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata nell’articolo 3 del presente allegato.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio amministrativo dei comuni compresi, anche se solo in parte, nella zona delimitata.
Per l’elaborazione del vino di cui all’articolo 1 sono consentite le pratiche enologiche, ad esclusione dell’arricchimento, conformi alle norme comunitarie e nazionali vigenti.
La resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa uva/vino superi il limite di cui sopra, ma non il 75%, anche se la produzione ad ettaro resta al di sotto del massimo consentito, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata.
Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini” deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento obbligatorio non inferiore a:
18 mesi
di cui almeno nove in recipienti di legno
a decorrere dal 1° Novembre dell’anno di produzione delle uve
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini”con la menzione “riserva” deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento obbligatorio non inferiore a:
30 mesi
di cui almeno nove in recipienti di legno
a decorrere dal 1° Novembre dell’anno di produzione delle uve
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini” deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento in bottiglia non inferiore a
3 mesi
Successivi al prescritto periodo di invecchiamento
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini”con la menzione “riserva” deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento in bottiglia non inferiore a:
6 mesi
Successivi al prescritto periodo di invecchiamento
Per il vino di cui all’articolo 1 la scelta vendemmiale è consentita, ove sussistano le condizioni di legge, soltanto verso la denominazione di origine controllata “Montepulciano d’Abruzzo” senza sottozona o verso la IGT “Colline Pescaresi”.
Art 6 Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini:
colore: rosso rubino, con lievi sfumature violacee, tendenza al granata con l’invecchiamento;
profumo: di frutti rossi maturi, vegetale secco, intenso, etereo;
sapore: asciutto, robusto, armonico, giustamente tannico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 23,00 g/l.;
Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini riserva:
colore: rosso rubino, con lievi sfumature violacee, tendenza al
granata con l’invecchiamento;
profumo: di frutti rossi maturi, intenso, speziato, ampio, etereo;
sapore: asciutto, pieno, robusto, armonico, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l.;
estratto non riduttore minimo: 23,00 g/l.
E’ facoltà del Ministero delle politiche Agricole e delle foreste di modificare, con proprio decreto, i limiti minimi sopra descritti per l’acidità totale e l’estratto non riduttore minimo.
Il vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini”, in quanto sottoposto al passaggio o conservazione in recipienti di legno, può rivelare sentore di legno.
Art 7 Nella presentazione e designazione del vino a DOC “Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, superiore, scelto, fine, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
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E’ obbligatorio utilizzare il tappo di sughero raso bocca.
I recipienti devono essere di vetro.

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OLEARIA & VINICOLA VILLESE SOC. COOP. AGR.

CONTRADA MORANDICI, 21
66020 VILLALFONSINA CH
Tel: 0873.902069
Fax: 0873.902058
E-mail: villese@tin.it

Altri prodotti:

PEPERONCINO SRL

VIA UBALDO MIGLIORATI, 7
67022 CAPESTRANO AQ
Tel: 0862.954513
Fax: 0862.954888
E-mail: peperoncino.srl@virgilio.it

PRODUTTORI RIUNITI PIAN DEL MARE SOC. COOP. AGR.

VIA PIANE, 80/81
66010 VILLAMAGNA CH
Tel: 0871.300327
Fax: 0871.301326
E-mail: piandimarewine@tin.it

Altri prodotti:

SAN MICHELE ARCANGELO SOC. COOP. AGR.

CONTRADA DIFENZA
66034 VASTO CH
Tel: 0873.310122
Fax: 0873.310040
E-mail: sanmichelearcangelovini@cheapnet.it
Web: www.cantinasanmichele.it

Altri prodotti:

SOC. COOP. MADONNA DEL CARMINE SOC. COOP. AGR.

VIA NASUTI, 169
66034 LANCIANO CH
Tel: 0872.45210
Fax: 0872.49661
E-mail: cantinamdc@tin.it

VINICOLA OLEARIA ORSOGNA SOC. COOP. AGR.

VIA ORTONESE, 29
66036 ORSOGNA CH
Tel: 0871.86321
Fax: 0871.867783
E-mail: info@oleariavinicola.it
Web: www.oleariavinicola.it

Altri prodotti:

VINICOLA OLEARIA TEATINA SOC. COOP. AGR.

VIA CASALE, 61
66010 RIPA TEATINA CH
Tel: 0871.399001
Fax: 0871.399133
E-mail: cantina.ripateatina@inwind.it

Altri prodotti:

VINICOLA OLEARIA “SAN MAURO” SOC. COOP. AGR.

VIA VALLECUPA
66042 BOMBA CH
Tel: 0872.860138
Fax: 0872.860464

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