Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG

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altMONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE
D.O.C.G.
D.D. 20/Febbraio/2003


Art 1 La denominazione di origine controllata e garantita “Montepulciano d’Abruzzo” con il riferimento alla sottozona “Colline Teramane” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
Montepulciano d’Abruzzo colline Tramane
Montepulciano d’Abruzzo colline Tramane riserva
Art 2 La denominazione di origine controllata e garantita “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane” è riservata al vino ottenuto dalle uve, provenienti da vigneti che nell’abito aziendale, risultano composte dalla seguente tipologia ampelografica:
Montepulciano minimo 90%
Sangiovese massimo 10%
Art 3 La zona di produzione del vino a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane” ricade nel territorio dei comuni appresso indicati:
Ancarano Atri Basciano
Bellante Campli Canzano
Castellalto Castiglione Messer Raimondo
Castilenti Cellino Attanasio Cermignano
Civitella del Tronto Colonnella Controguerra
Corropoli Giulianova Martinsicuro
Montorio al Vomano Morro d’oro Mosciano Sant’Angelo
Nereto Notaresco Penna Sant’Andrea
Pineto Roseto degli Abruzzi Sant’Egidio alla Vibrata
Sant’Omero Silvi Teramo
Torano Nuovo Tortoreto
Tutti in provincia di Teramo
Tale zona è così delimitata:
dalla strada statale n. 81 Piceno – Aprutina al km. 12,000, che è il punto di partenza del confine provinciale, si procede in direzione sud.
La zona interessata è quella delimitata, in direzione est, dalla strada statale n. 81 Piceno – Aprutina, che arriva sino a Teramo.
A Teramo si prosegue per la strada statale n. 80 in direzione di Montorio al Vomano sino al km. 64,000, toccando quota 352 ed escludendo tutta la zona ovest, dal bivio di Collevecchio si arriva a Villa Cassetti.
Riprendendo la strada statale n. 150 al km. 32,000 si prosegue a Val Vomano sino al km. 27,000.
Si procede in direzione sud verso Villa Portone, toccando quota 332, continuando per Sant’Agostino a quota 326.
In direzione Basciano si costeggia Santa Maria a quota 380 e si ridiscende per Villa Guidotti a quota 306, in direzione di Penna Sant’Andrea.
Si tocca la località di Trinità a quota 374.
Da Penna Sant’Andrea attraverso la strada statale n. 81 si arriva a Cermignano e si prosegue per Cellino Attanasio.
Sempre percorrendo la strada statale n. 81 al km. 70,000 si oltrepassa il Torrente Piomba, e toccando quota 342, si arriva alla località Marciano.
Si prosegue in direzione di Castiglion Messer Raimondo sino al km. 87,000 della strada statale n. 81, si costeggia il fiume fino a nord.
Si risale in località Casabianca, fino all’incrocio di Villa San Romualdo, toccando quota 270.
Si imbocca la strada provinciale n. 31/A fino a Villa San Romualdo a quota 347.
Si prosegue per la strada provinciale n. 31 in direzione di Villa Bozza.
Si ridiscende per la strada provinciale n. 31 ed al km. 28,000 si incrocia il Torrente Piomba.
Si risale sino all’incrocio con la strada statale n. 553 in direzione Atri in località Tre Ciminiere, si imbocca la strada provinciale n. 30, incrociando la località San Martino a quota 265 e si prosegue per San Giovanni.
Si ridiscende a destra per contrada Monterone sino al confine provinciale, ricadente nel comune di Atri.
Si costeggia tale confine per risalire alla strada provinciale n. 30 e la si percorre fino all’incrocio della strada statale n. 16.
La strada statale n. 16, in direzione nord, delimita ad est tutta la provincia di Teramo sino al comune di Martinsicuro.
Dalla strada statale n. 16 nel punto del confine provinciale, in direzione ovest, si percorre la strada statale Bonifica sino al km. 3,000, per poi imboccare la strada provinciale Vallecupa sino all’incrocio con la strada statale Bonificala km. 10,000.
Si prosegue per la strada statale Bonifica, sempre in direzione ovest, fino all’incrocio con la strada provinciale n. 1/C, in direzione nord, la si percorre per 4,000 km. Per poi immettersi ad ovest nella strada provinciale n. 2.
Si prosegue ad ovest e si percorre la strada statale n. 259 della Vibrata, sino al confine provinciale in direzione di Maltignano.
Si costeggia in direzione ovest il confine provinciale per poi incrociare la strada statale n. 81 Piceno – Aprutina, punto di partenza della delimitazione.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane”, devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche.
In particolare le uve destinate alla produzione dei vini a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo colline Tramane” devono essere ottenute unicamente da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non sia superiore a 550 metri s.l.m. con esclusione dei fondovalle umidi.
Fermi restando i vigneti esistenti, per i nuovi impianto o reimpianti la densità, in coltura specializzata, non deve essere inferiore a:
3.000 ceppi/ettaro.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche dell’uva e del vino.
Tuttavia per i nuovi impianti ed i reimpianti sono vietate forme di allevamento con forme a tetto orizzontale escluse le pergolette aperte.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane” non deve essere superiore, in coltura specializzata a:
9,50 tonnellate/ettaro
Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% il limite massimo.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini a DOCG Montepulciano d’Abruzzo colline Tramane” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
12,00%
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
Art 5 le operazioni di vinificazione ed di invecchiamento, devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delimitata dall’art. 3.
Tuttavia tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione il Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, può consentire su apposita domanda delle ditte interessate, che le suddette operazioni di vinificazione siano effettuate nell’ambito della provincia di Teramo a condizione che le ditte interessate dimostrino di aver tradizionalmente vinificato le uve prodotte nella zona delimitata, nelle cantine per le quali si chiede l’autorizzazione.
La resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore al 70%.
Qualora superi questo limite ma non il 75%, l’eccedenza non avrà diritto alla DOCG.
Oltre il 75% decede il diritto alla DOCG per tutto il prodotto.
Il vino a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane” deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di:
due anni di cui almeno un anno in botti di rovere o di castagno
e sei mesi di affinamento in bottiglia
a decorrere dal 1° Novembre dell’annata di produzione delle uve.
Il vino a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo colline Tramane” se sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a:
tre anni di cui almeno uno in botti di rovere o castagno
e sei mesi di affinamento in bottiglia
a decorrere dal 1° Novembre dell’annata di produzione delle uve
può portare in etichetta la menzione “riserva”.
E’ consentita l’aggiunta, in una sola volta, a scopo migliorativo, di “Montepulciano d’Abruzzo colline Tramane” più giovane ad identico “Montepulciano d’Abruzzo colline Tramane” più vecchio nella misura massima del 15%.
Non è consentita la pratica dell’arricchimento.
Art 6 I vini a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane”, all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
Montepulciano d’Abruzzo colline Tramane:
Montepulciano d’Abruzzo colline Tramane riserva:
colore: rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendente
all’arancione con l’invecchiamento;
profumo: caratteristico, etereo, intenso;
sapore: asciutto, pieno, robusto, armonico e vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto secco netto minimo: 25,00 g/l;
In relazione alla conservazione in recipienti di legno, il sapore dei vini può rilevare un eventuale sentore di legno.
E’ facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazi0ni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7 Nella presentazione e designazione dei vini a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane” ivi compresa la menzione “riserva” la dicitura deve essere conforme alle disposizioni comunitarie e nazionali in materia.
Le bottiglie in cui viene confezionato il vino a DOCG“Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane” in vista della vendita, devono essere, anche per quanto riguarda l’abbigliamento, consoni ai caratteri di un vino di pregio.
Per l’immissione al consumo del vino a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane” sono ammessi soltanto recipienti della capacità di: 0,375, 0,750, 1,500, 3,000 litri.
Per tutti è prevista la chiusura con tappo di sughero, raso bocca.
Nella presentazione e designazione del vino a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località comprese nella zona delimitata nel precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
Sulle bottiglie contenenti il vino a DOCG “Montepulciano d’Abruzzo colline Tramane” anche per la tipologia “riserva” deve sempre figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
La menzione “vigna” seguita dal relativo toponimo è consentita alle condizioni previste dalla legge.

 

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