Conero DOCG

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ROSSO CONERO D.O.C.G.
D.D. 1/SETTEMBRE/2004
Art 1 La denominazione di origine controllata e garantita ‘Cònero’ è riservata al vino rosso ‘rosso Cònero riserva’ già riconosciuto a DOC con D.P.R. 21/Luglio/1967 e D.P.R. 12/Gennaio 1977, che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione Art 2 Il vino a DOCG ‘Cònero’ deve essere ottenuto dalle uve prodotte da vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica: Montepulciano minimo 85% Sangiovese massimo 15% E’ consentito che i vigneti, con la composizione ampelografica sopra indicata, iscritti all’albo della DOCG ‘Cònero’ siano iscritti all’albo dei vigneti del vino a DOC ‘rosso Cònero’.
Art 3 La zona di produzione del vino a DOC ‘Rosso Conero’ comprende l’intero territorio comunale di: Ancona Offagna Camerano Sirolo Numana E parte dei comuni di: Castelfidardo Osimo Tutti in provincia di Ancona.
Tale zona è così delimitata: partendo dal confine di Numana segue il seguente itinerario: via San Vittore sino al passaggio a livello della ferrovia Ancona-Pescara al km 223,773; strada Case Romani sino alla casa cantoniera del km 318,646 della strada statale n. 16 Adriatica; statale n. 16 sino al confine di Loreto; confine di Loreto e Recanati sino alla ex strada nazionale Flaminia e da questa sino al bivio della scuola di Acquaviva, strada Acquaviva – Laghi ed indi la strada provinciale Val Musone che dalla contrada Laghi va a Case Nuove di Osimo, sino al bivio con la strada comunale La Villa; strada comunale La Villa (Cannone) e strada comunale via Striscione sino alla provinciale Chiaravallese (bivio di Offagna); dal bivio di Offagna seguendo la ex via della Venturina, ora via Offagna, sino al confine comunale di Offagna.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOCG ‘Cònero’devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche.
Sono pertanto da considerarsi idonei ai fini dell’iscrizione all’Albo di cui all’art 10 del DPR n. 930 del 12/07/1993, i vigneti bene esposti, con giacitura collinare, con esclusione di quelli impiantati in terreni umidi e non soleggiati.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati, comunque atti a non modificare le caratteristiche dell’uva e del vino.
E’ esclusa ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
Per i nuovi impianti e reimpianti dei vigneti idonei alla produzione del vino a DOCG ‘Cònero’, all’entrata in vigore del presente disciplinare, la densità, in coltura specializzata, non deve essere inferiore a: 3.330 ceppi/ettaro La resa massima ammessa per la produzione del vino a DOCG ‘Cònero’, in coltura specializzata, non deve essere superiore a: 9,00 tonnellate/ettaro A tale limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo.
Le eccedenze delle uve, nel limite massimo del 20%, non hanno diritto alla DOCG ‘Cònero’. Oltre detto limite percentuale decade il diritto alla DOCG per tutto il prodotto.
Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa uva-vino superi il limite sopra indicato la eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata e garantita, oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutto il prodotto; pertanto la resa massima di vino non deve essere superiore a: 63,00 ettolitri/ettaro Art 5 Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nei comuni il cui territorio entra in tutto o in parte nella zona di produzione delimitata nel precedente art 3.
Tuttavia tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate anche nelle località denominate: Barcaglione Guastuglia Del comune di Falconara Marittima in provincia di Ancona.
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, di consentire ai fini dell’impiego della denominazione di origine controllata e garantita ‘Cònero’, che le uve prodotte nel territorio di produzione di cui all’art 3 possano essere vinificate in cantine situate al di fuori ma nelle immediate vicinanze del territorio precisato nei precedenti commi e, comunque all’interno della provincia di Ancona, a condizione che le aziende agricole interessate dimostrino di essere esistenti alla data di pubblicazione del presente decreto e di avere alla stessa data terreni vitati iscritti all’albo dei vigneti del vino a DOCG ‘Cònero’; le dette aziende agricole presentino richiesta motivata e corredata dal parere degli organi tecnici della regione Marche sulla rispondenza tecnica degli impianti di vinificazione e sulla reale possibilità delle aziende di vinificare le proprie uve iscritte all’albo dei vigneti; le cantine di cui trattasi siano di proprietà delle rispettive aziende agricole e costituiscano parte integrante del complesso aziendale; in dette cantine le aziende interessate vinifichino, per la DOCG di cui al presente disciplinare, soltanto le uve prodotte nei propri terreni vitati iscritti all’albo dei vigneti.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino DOCG ‘Cònero’ un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di: 12,00% Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, tradizionali della zona, atte a conferire al vino le proprie caratteristiche.
Art 6 Il vino a DOC ‘Rosso Conero’ all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche: colore: rosso rubino: profumo: vinoso, gradevole; sapore: asciutto, sapido, armonico, ricco di corpo; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% acidità totale minima: 4,50 grammi/litro estratto secco netto minimo: 24,00 grammi/litro Il vino prima di essere immesso al consumo deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno Due anni A decorrere dal 1° Novembre dell’annata di produzione delle uve E’ facoltà del Ministero dell’Agricoltura e delle foreste Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7 Nella presentazione e designazione del vino a DOCG ‘Cònero’ il termine ‘riserva’ deve obbligatoriamente figurare in etichetta al di sotto della dicitura ‘denominazione di origine controllata e garantita’. Detto termine ‘riserva’ non può figurare in caratteri superiori alla denominazione ‘Cònero’.
Alla DOCG ‘Cònero’ è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente prevista dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, superiore, riserva, vecchio, scelto, selezionati e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati e consorzi non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a frazioni, fattorie, zone, aree, località e mappali compresi nella zona delimitata nel precedente art 3 dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
Art 8 Il vino a DOCG ‘Cònero’ deve essere commercializzato esclusivamente in bottiglie, di vetro di capacità non superiore ai 5 litri.
Le bottiglie devono essere di tipo bordolese, di vetro scuro e chiuse con tappo di sughero raso bocca.
Sono vietati il confezionamento e l’abbigliamento delle bottiglie comunque non consone al prestigio del vino.

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