Cesanese del Piglio DOCG

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CESANESE DEL PIGLIO O PIGLIO
D.O.C.G.
D. D. 01/AGOSTO/2008


Art 1 La denominazione di origine controllata e garantita“Cesanese del Piglio o Piglio” è riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le tipologie:
Cesanese del Piglio o Piglio
Cesanese del Piglio o Piglio superiore
Cesanese del Piglio o Piglio riserva
Art 2 Il vino a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” deve essere ottenuto dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografia:
Cesanese di Affile e/o Cesanese comune minimo 90%;
possono concorrere alla produzione di detto vino da sole o congiuntamente le uve provenienti da vitigni, idonei alla coltivazione per la regione Lazio a bacca rossa per non più del 10%.
altArt 3 La zona di produzione delle uve per ottenere il vino a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” comprende tutto il territorio dei seguenti comuni:
Piglio Serrone
e parte del territorio dei comuni di:
Acuto Anagni Paliano
tutti in provincia di Frosinone.
Tale zona è così delimitata:
partendo dall’incrocio del confine comunale di Roiate con il confine provinciale tra Roma e Frosinone, in località la Morra Rossa, il limite segue in direzione sud – ovest il confine provinciale fino ad incontrare, in località Fontanarena, la strada per la Polledrara (quota 259) che segue in direzione sud fino al ponte Valleranno, di qui lungo il fosso Mazza Sbirri fino all’altezza della quota 239 e poi segue la strada che in direzione nord – est va ad incrociare quella di Palliano in prossimità del km. 7,000; in direzione sud, segue tale strada fino ad incrociare il confine provinciale tra Roma e Frosinone, che segue in direzione sud sino ad incrociare l’elettrodotto dopo circa 500 metri, prosegue quindi, verso sud, per la strada che per un primo tratto costeggia il confine provinciale e poi passa per le quote 225 e 249.
Da tale quota segue verso nord – est una linea retta che raggiunge il fontanile la Botte, segue quindi l’elettrodotto in direzione est fino a raggiungere il confine comunale tra Paliano ed Anagni, lungo il medesimo discende verso sud, supera la via Casilina (strada statale n. 6) in prossimità del km. 57,700 sino ad incontrare il confine tra le province di Roma e Frosinone, segue quindi questo confine sino al ponte della Mola e prosegue poi per la strada che costeggiando l’acquedotto, in direzione nord est incrocia l’autostrada A 2, segue quindi la medesima sino al Rio Santa Maria che risale verso nord – est, sino a Mola del Lago.
Da la Mola del Lago risale il fosso di Tufano per circa 250 metri sino al ponte posto a circa 250 metri, segue quindi, in direzione sud, la strada per la Selciatella per circa 100 metri, piegando poi in direzione est per quella che va ad incrociare la strada per Anagni all’altezza del km. 26,600 circa; prosegue lungo quest’ultima verso nord fino all’oratorio (quota 234) e da qui segue verso nord – est la strada che incrocia la Casilina (strada statale n. 6) in prossimità dell’osteria di Mezzo, da dove prosegue, verso nord, per la strada prima ed il sentiero poi che attraverso la località Cudi incrocia la strada per Anagni in prossimità della quota 325, prosegue su quest’ultima, supera il centro abitato di Anagni, costeggiandolo a
sud, per proseguire verso est sulla strada per le Case Belvedere fino al km. 3,900 circa (quota 365), prosegue sulla strada per la cava di pietra fino al quadrivio da dove piega verso nord – est per quella che costeggia la località Vignola e passa per la quota 396 fino a congiungersi al km. 6,000 della strada già seguita all’uscita di Anagni, percorre la medesima fino al km. 6,500 circa e segue quindi quella in direzione ovest per il fontanile (quota 378), prosegue poi in direzione nord per la strada che, costeggiando Monte Pelato, Canelara, le Creste, Colle Veccchiarino e Monte di Scutta, passa per le quote 341, 371, 390. 359 e raggiunge il confine comunale di Acuto al ponte sul rio Campo, prosegue quindi sulla stessa strada in direzione di Acuto fino ad inserirsi sulla strada statale di Fiuggi (n. 155) in prossimità del km. 39,400, percorre questa strada verso nord sino ad incontrare il confine comunale tra Piglio ed Acuto in prossimità del km. 36,500.
Segue in direzione nord – est il confine comunale di Piglio sino ad incrociare quello tra la provincia di Roma e di Frosinone sull’altopiano di Arcinazzo e quindi in direzione ovest segue il confine provinciale raggiungendo la località la Morra Rossa chiudendo così la delimitazione.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atti a conferire alle uve e al vino derivato le loro specifiche caratteristiche di qualità.
Per i nuovi impianti e reimpianti la densità, in coltura specializzata non può essere inferiore a:
3.000 ceppi/ettaro
E’ vietato l’impianto delle viti secondo il sistema a “doppia posta”.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio”, in vigneti a coltura specializzata non deve essere superiore alle:
Cesanese del Piglio o Piglio 11,00 t/Ha.
Cesanese del Piglio o Piglio superiore 9,00 t/Ha.
Fermo restando il limite sopra indicato la resa per ettaro di vigneto in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi.
Le uve destinate alla produzione del vino a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
Cesanese del Piglio o Piglio 12,00% vol.;
Cesanese del Piglio o Piglio superiore 12,50% vol.
Art 5 Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nella sola area dei comuni di:nell’intero territorio comunale di
Piglio Paliano Acuto Anagni
Serrone
in provincia di Frosinone.
L’imbottigliamento dei vini a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” deve avvenire all’interno della zona di vinificazione.
E’ comunque consentito che le operazioni di vinificazione e di imbottigliamento, limitatamente al vino a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” con esclusione della tipologia
“superiore” e menzione “riserva”, siano effettuate fuori dall’attuale zona di produzione delle uve e limitatamente ai comuni di:
Arcinazzo Romano Affile Roiate Olevano Romano
Genazzano
tutti in provincia di Roma;
solamente da vinificatori che producevano vino a DOC “Cesanese del Piglio” con uve della zona di produzione di cui all’articolo3 negli ultimi tre anni consecutivi prima dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione.
E’ consentita la correzione dei mosti e dei vini di cui all’articolo 1, nei limiti stabiliti dalle norme comunitarie e nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve dei vigneti iscritti all’Albo della stessa denominazione di origine, oppure con mosto concentrato e rettificato o a mezzo concentrazione a freddo o altre tecnologie consentite.
E’ ammessa la colmatura dei vini di cui all’articolo 1 in corso di invecchiamento obbligatorio, con vini aventi diritto alla stessa denominazione di origine non soggetti ad invecchiamento obbligatorio.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
La resa massima dell’uva in vino, compresa l’eventuale aggiunta correttiva e la produzione massima di vino per ettaro, sono le seguenti:
Cesanese del Piglio o Piglio 65% 71,50 Hl/Ha.
Cesanese del Piglio o Piglio superiore 65% 59,50 Hl/Ha.
Qualora la resa uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non oltre il 70%, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine.
Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine per tutto il prodotto.
Per il vino a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” l’immissione al consumo è consentita non prima del
1° Novembre dell’anno successivo a quello di produzione delle uve
Per il vino a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio superiore” l’immissione al consumo è consentita non prima del
1° Luglio del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve
I vini a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” possono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento in recipienti di legno e di affinamento in bottiglia.
Art 6 Il vino a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Cesanese del Piglio o Piglio:
colore: rosso rubino con riflessi violacei;
profumo: delicato, caratteristico del vitigno;
sapore: asciutto, leggermente amarognolo, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr/.l;
estratto non riduttore minimo: 22,00 gr/l.;
Cesanese del Piglio o Piglio superiore:
colore: rosso rubino più o meno carico, tendente al granata con l’invecchiamento;
profumo: intenso, ampio, con note floreali e fruttate;
sapore: asciutto, armonico, di buona struttura, con retrogusto gradevolmente amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 5,50 gr/l.;
estratto non riduttore minimo: 24,00 gr/l.;
Cesanese del Piglio dolce:
colore: rosso rubino più o meno carico;
profumo: delicato, caratteristico del vitigno;
sapore: dolce, morbido, lievemente amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 10,00% vol.;
zuccheri residui minimo: 35,00 g/l;
acidità totale minima: 5,50 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,00 g/l;
La tipologia “Cesanese del Piglio o Piglio superiore” sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a:
20 mesi
di cui sei mesi di affinamento in bottiglia
titolo alcolometrico volumico totale minimo 14,00% vol.,
può fregiarsi della menzione aggiuntiva “riserva”.
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di modificare, con proprio decreto i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto non riduttore minimo.
Art 7 Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Sono consentite le menzioni facoltative previste dalle norme comunitarie, oltre alle menzioni tradizionali, come quelle del colore, della varietà di vite, del modo di elaborazione e altre, purché pertinenti ai vini di cui all’articolo 1.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località comprese nella zona delimitata dal precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino, così qualificato, è stato ottenuto.
Le menzioni facoltative, esclusi i marchi e i nomi aziendali, possono essere riportate nell’etichettatura soltanto in caratteri tipografici non più grandi o evidenti di quelli utilizzati per la denominazione di origine del vino, salve le norme più restrittive.
Nella designazione e presentazione del vino a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” deve figurare l’annata di produzione delle uve.
Art 8 I vini di cui all’articolo 1 possono essere immessi al consumo soltanto in recipienti di vetro di volume nominale fino a 0,750 litri.
E’ consentito l’imbottigliamento in recipienti da 1,500, 3,000, 5.000 litri per le “magnum” in bottiglie classiche con tappo di sughero raso bocca.
Per i vini a DOCG “Cesanese del Piglio o Piglio” tipologia “superiore” e per quello atto fregiarsi della menzione “riserva” è obbligatorio il tappo di sughero raso bocca

 

 

Produttori recensiti da EccellenzeItaliane

Prodotto selezionato: Cesanese del Piglio

Azienda Agricola Casale della Ioria

Contrada La Gloria
03012 ANAGNI FR
Tel:             0775 56031      
Fax: 06 6865913
E-mail: info@casaledellaioria.com
Web: www.casaledellaioria.com

Azienda Agricola Colle Tonno di Di Cosimo Domenico & C.

Loc. Colle Tonno
03012 ANAGNI FR
Tel:             0775 769271      
Fax: 0775 769133
E-mail: info@colletonno.it
Web: www.colletonno.it

Azienda Agricola Perinelli – Casale della Ioria

Piazza Regina Margherita, 1
03010 Acuto FR
Tel: 0775744282
Fax: 065816245
E-mail: perinelli@tiscalinet.it
Web: www.casaledellaioria.com

Cantina Coletti Conti

Via Vittorio Emanuele, 116
03012 Anagni FR
Tel: 0775728610
Fax: 0775728610
E-mail: coletticonti@coletticonti.it
Web: www.coletticonti.it

Cantina Sociale Cesanese del Piglio

Via Prenestina
03010 Piglio FR
Tel:
Fax:

Cantina Sociale Cesanese del Piglio

Via Prenestina Km. 42
03010 Piglio FR
Tel: 0775502356
Fax: 0775502499
E-mail: cantinasocialepiglio@libero.it
Web: www.cantinasocialepiglio.it

Vinicola Terenzi Mario

Via Stazione, 2
03010 Serrone FR
Tel: 0775594025
Fax: 0775593100
E-mail: info@antichecantine.it
Web: www.antichecantine.it

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