Carmignano DOCG

CARMIGNANO
D.M. 9/LUGLIO/1998
D.O.C.G.

Art 1 La denominazione di origine controllata e garantita “Carmignano” già riconosciuta con D.P.R. 20/10/1990, è riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Art 2 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Carmignano” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti, aventi nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Sangiovese minimo 50%
Canaiolo nero fino al 20%
Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, da soli o congiuntamente, dal 10 al 20%
Trebbiano toscano, Canaiolo bianco e Malvasia del Chianti da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 10%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni a bacca rossa raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Prato fino ad un massimo del 10%.
Art 3 Le uve destinate alla produzione del vino a DOCG “Carmignano” devono essere prodotte nei terreni collinari dei comuni di
Carmignano Poggio a Caiano
In provincia di Prato.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOCG “Carmignano” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve, al mosto e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei, ai fini dell’iscrizione all’albo dei vigneti di cui all’art. 15 della legge 10/02/1992, n. 164, unicamente i vigneti collinari di giacitura ed orientamento adatti, i cui terreni, situati ad un’altitudine non superiore a 400 metri, siano derivati da calcarei – marnosi di tipo alberese e scisti argillosi (eocene) e arenarie (oligocene).
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva per ettaro di coltura specializzata non deve superare le
8,00 tonn./ettaro
Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione del vino a d.o.c.g. “Carmignano” devono essere riportati nel limite di cui sopra, fermo restando il limite resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi, purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo. Oltre tale limite decade il diritto alla d.o.c.g. per tutto il prodotto.
Fermi restando i limiti sopra indicati, la produzione ottenuta dalle viti in coltura promiscua non deve superare i kg. 3,000 per ceppo con la tolleranza del 20% di cui sopra.
La resa massima dell’uva in vino non deve superare il 70%, qualora superi detto limite ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla d.o.c.g. Oltre il 75% decade il diritto alla d.o.c.g. per tutto il prodotto.
La regione Toscana, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, può stabilire, di anno in anno, prima della vendemmia, un limite massimo di produzione inferiore a quello fissato nel presente disciplinare di produzione, dandone immediata
comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini e alla C.C.I.A.A. di Prato.
Art 5 Le operazioni di vinificazione, di invecchiamento obbligatorio e di imbottigliamento devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delle uve e cioè nel territorio amministrativo dei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano.
Le uve destinate alla vinificazione del vino a DOCG “Carmignano” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
12,00% vol.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
E’ consentita l’aggiunta, nel limite massimo del 15%, di vino avente diritto alla d.o.c.g. “Carmignano” di annate diverse da quella indicata in etichetta.
Le uve provenienti dai vigneti iscritte all’albo della DOCG “Carmignano”, possono essere destinate alla produzione dei vini a DOC “Vin Santo di Carmignano occhio di pernice”, qualora i produttori interessati optino in tutto o in parte per tali rivendicazioni in sede di denuncia annuale delle uve e del vino.
Art 6 Il vino a DOCG “Carmignano” all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rubino vivace, intenso, tendente al granata con l’età;
profumo: vinoso, intenso, anche di mammola e con più pronunciato
carattere di finezza con l’invecchiamento;
sapore: asciutto, sapido, pieno, armonico, morbido e vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
acidità total minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,0 g/l;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati relativi all’acidità totale e all’estratto secco netto.
Art 7 Il vino a DOCG “Carmignano” non può essere immesso al consumo prima del:
1° giugno del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve.
Qualora il vino a DOCG “Carmignano” venga immesso al consumo a partire dal
29 settembre del terzo anno successivo a quello di produzione delle uve
(festa di San Michele e festa di Carmignano)
potrà portare in etichetta la qualificazione aggiuntiva di “riserva”.
Il periodo di invecchiamento di cui sopra deve essere effettuato in botti di rovere e/o castagno, rispettivamente per almeno
Otto mesi per il “Carmignano”
Dodici mesi per il “Carmignano riserva”
Si potrà mantenere il 5% di vino dell’annata in affinamento, da usarsi esclusivamente per le colmature, in contenitori diversi dal legno.
L’obbligo del periodo di invecchiamento di cui sopra, decorrerà a partire dal prodotto dell’annata 1996.
Art 8 Alla denominazione di origine controllata e garantita “Carmignano” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie e località compresi nella zona delimitata nel precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto in coerenza con le norme vigenti.
In etichetta è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.

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