Amarone della Valpolicella DOCG

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Disciplinare di produzione dei Vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita Amarone Della Valpolicella Art. I
l) La denominazione di origine controllata e garantita Amarone della Valpolicella .già riconosciuta a DOC con DPR 2l agosto 1968, è riservata ai vini che rispondono alle condizionie dai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie: Amarone della Valpolicella designabile anche con i riferimenti classico e Valpantena e con la specificazione riserva .
Art.2
l) vini della denominazione di originec ontrollata e garantita Amarone della Valpolicella devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, in ambito aziendale la seguente composizione ampelografica : – Corvina Veronese (Cruina o Corvina)dal 45% al 95%:è tuttavia ammesso intale ambito la presenza del Corvinone nella misura massima del 50%, in sostituzione di una pari percentuale di Corvina; – Rondinella dal 5% al 30% .
Possono concorrere alla produzione di detti vini, fino ad un massimod el 25% totale le uve provenienti dai vitigni: – a bacca rossa non aromatici, ammessi alla coltivazione per la provincia di Verona,nella misura massima del 15%, con un limite massimo del 10% per ogni singolovitigno utilizzato:- – classificati autoctoni italianiani ai sensi della legge n .82106,art.2,a bacca rossa,a mmessi alla coltivazione per laProvincia di Verona, per il rimanente quantitativo del 10% tototale Art. 3
altl) La zona di produzione della denominazione di origine controllata e garantita Amarone della Valpolicella comprende in tutto o in parte i territori dei Comuni di: Marano,Fumane, Negrar, S. Ambrogio, S. Pietro in cariano, Dolce, verona, S. Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana,Pescantina Ce rro Veronese S. Mauro d i Saline e Montecchia di Crosara.
Tale zona è così delimitata: la linea di delimitazione inizia nella parte nord staccandosi dal confine occidentale del Comune di Sant’Ambrogio in faccia a monte Rocca sullo strapiombo dell’ansa dell’Adige, presso Ceraino. Da qui giunge passando attraverso il bosco aquota 410 mt fino ad immettersi sulla carrareccia che arriva alla frazione di Monte. Da qui devia a N-E seguendo Via M. Kolbe, segue il confine S-E del foglio 4′ Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella. Il confine p ercorre quindi Via Case Sparse Campopian epassa a nord di Monte pugna a (quota 740) entrando in Comune di Fumane. Raggiunta subito Cà Torre e Stravalle.
appattenenti alla frazione di Cavalo, sale Monte Castello (quota6 76), e raggiunto il Vaiopangoni, discende con questo fino a Cà Pangoni (quota2 30). Risale poi per il breve tratto il progno di Fumane fino a incontrare il confine comunale di Marano e lo segue fino presso il Molino Gardane.Sale allora leggermente per Cà Camporale Monte Per (quota 630) per discendere poi con la strada che porta a San Rocco f ino all’ingresso della frazione omonima.
Tocca poi la località Tonei e risale fino ad incontrare poi seguirela carrareccia che porta a S.Cristina. Quando questa strada sbocca nella rotabile comunale che porta a Prun, incontra il confine comunale di Negrar, abbandona subito il limite comunale e lungo la strada ora nominata, il confine del territorio raggiunge i caseggiati di Pertega. Da qui ha inizio il lato orientale del territorio delimitato. Il confine percorre Via A. Aleardi. svolta e risale in Via Albarin per poi scendere in via Mendole, Via Proale e raggiungere Ia strada Mazzano – Fane.
Con questas tradad iscendef ino a Proale ( quota 449) e poi, sinuoso al largo di Mazzano. segue il limite SUD del foglio XIll’ del Comune di Negrar sez. C e lo segue fino a Via Prael, dove tocca Casa Prael (casa di quota 580). Prosegue in Via Palazzina di Villa, tocca la Palazzina (quota 534), casa La Conca e percorre Via Colombare di Villa. Sempre discendendo, attraversa il Progno Castello, passa ad ovest di Case Antolini tocca Casa sotto Sengia, rasenta Casel a Fratta e Siresol, raggiunge Bertolini. Da questo punto la delimitazione nord della zona del Valpolicella , segue la linea di quota 500 lungo le pendici montuose della vallata Valpantena,partendo da località Sasso, in Comune di Negrar. e con andamento sinuoso passa nelle vicinanze di località Montecchio e quindi Volpare e successivamente dopo aver formato una leggera ansa a nord, passa in prossimità di località Righi e Case Vecchie. Si sposta quindi verso il monte Dordera e proseguendo con orientamento nord-ovest passa in prossimità della località Salvalaio e Vigo fino a raggiungere S. Benedetto, sulla strada Vigo-Coda. Da S.
Benedetto segue il Vaio Selsone fino al progno Valpantena di qui sale lungo il Vaio Sannava, per inserirsi sulla Comunale che porta a Praole e Rosaro. Di qui prosegue per i Busoni. per i Vai, Cà Balai ed i Molini raggiungendo Azzago, passando per la strada del Cimitero; per la carrareccia che passando a quota 655 tocca Contrada Valena e si inoltra nel Vaio Orsaro fino a raggiungere il confìne del Comune di Grezzana con Verona che percorre fìno a Vaio Laraccio; segue la comunale di Pigozzo e la risale fino a Vaio Bruscara che segue fino ad incontrare la Comunale Morago -Cancello. Segue la strada comunale di S. Vito, tocca la frazione di Moruri e risale la strada fino a inserirsi nel vajo di Tretto che percorre fino al progno di Mezzane.
Risale questo Progno fino al Vaio dell’Obbligo per toccare C. Valle a quota 502; da qui lungo la strada che passa ad ovest di Monte Tormine, tocca la Bettola del Pian. prosegue verso Est lungo il confine comunale tra Tregnago e Badia Calavena, fino ad incontrare il Progno di illasi; ridiscende questo Progno per breve tratto fino al guado per Cogollo, attraversa la borgata, sale lungo Via Bovi e ripiega verso sud immettendosi in Via F. S. Zerbatoe giunge alla località Carbonari indi si porta verso sud per la località Fonte, Croce del Vento, passa nei pressi di Cà Precastio prosegue sempre verso sud passando ad Est di Vinco e Pandolfi fino a raggiungere I’incrocio dei confini comunali di Tregnago, Cazzano di Tramigna ed illasi; segue quindi il confine nord del Comune di Cazzano fino ad incrociare il punto di confine tra i 3 Comuni di Tregnago. Cazzano di Tramigna e S.Giovanni Ilarione (dove incontra il confine della zona del Soave). Di qui ridiscende lungo il confine del Comune di Cazzano fino a Soraighe segue la strada che da Soraighe correndo sotto le pendici di Monte Bastia, prima verso nord e quindi verso Est passa sotto C . Andriani. Di qui, seguendo la strada per Montecchia di Corsara raggiunge per risalirlo brevemente il Rio Albo. Raggiunta la strada proveniente da Tolotti. devia verso sud per la quota 300 che passando sotto C. Brustoloni raggiunge la strada che per quota 326 porta ai Dami e quindi alla quota 400 sul confine comunale di Cazzano a sud di Monte Basti Ridiscende per detto confine fino all’altezza del Colle C. Beda e di poco superato lo prosegue per la strada che si congiunge con la provinciale Cazzano- Soave in prossimità della quota 54.
Proseguendo verso ovest attraversa la strada provinciale e prosegue nella stessa direzione per quella che conduce a Cereolo di Sopra e poco prima di giungervi segue in direzione sud-est per la strada che attraversato Cereolo di Sotto, raggiunge il centro abitato di S. Vittore. Da S. Vittore segue verso ovest la strada che attraversa O rniano e prosegue per Colognola ai Colli costeggiando nell’ultimo tratto I’acquedotto. Da Colognola ai Colli il lirnite prosegue in direzione nord per la strada che costeggia C . Canesella tocca Ceriani costeggiando anche in questo ultimo tratto I’acquedotto quindi lungo la strada in direzione nord. fino all’alfezza di C. Brea quindi prende la strada verso ovest in direzione di tale località per circa 350 metri e poi la strada verso nord per Campidello fino a superare di poco la quota 134 (Cisterna), piega quindi verso ovest per la strada che conduce a S. Giustina, supera il centro abitato e giunto al torrente illasi. supera il guado per proseguire poi in direzione ovest per la strada che tocca le località Casotti, Contrasti, e 150 metri circa prima di giungere a C. Nuova. piega verso nord per la strada che va a incrociare il confine comunale di illasi all’alfezzad i C. Squarzego Prosegue quindi per Via Fienile in direzione nord per Lione e giunto all’altezza di Fienile piega verso ovest per quella che superato Fienile conduce a Turano all’incrocio con il Progno di Mezzane, prosegue verso sud per la strada che costeggia Turano. Val di Mezzo, attraversa Boschetto,S P.ietro e raggiunge quota 56. Da quota5 6 (Località Monticelli) segue verso ovest la strada che passa a nord di S. Giacomo e raggiunge quota 47 il confine del Comune di S.Martino Buon Albergo segue questi verso nord e poco prima di giungere alla Tavolera piega verso ovest per Via Palù che seguendo una linea spezzata a sud di Fenilone raggiunge a quota 52 la strada che da Marcellise raggiunge S. Martino Buon Albergo e la percorre sino all’abitato di quest’ultimo La delimitazione segue q uindi il corso del fiume Fibbio e lo risale sino alla località Spinetta. Da detta località segue la strada per Montorio. attraversa il centro abitato e prosegue lungo la strada che passa per Olmo e Morin sino al ponte Florio: da qui segue la strada per Corte Paroncini e Villa Cometti indi devia per la carrareccia che attraversando la strada per S. Felice tocca Cà dell’Olmo e raggiunge la strada della Valpantena che la risale fino a villa Beatrice; segue poi la carrareccia per Corte Policanta per deviare poi per il sentiero che porta a Castel S. Felice. Da Castel S. Felice la delimitazione segue la strada delle Torricelle toccando località Villa Ferrari, Torre no l. Torre n 2 e S. Mattia: da qui si inoltra lungo il sentiero per Villa Bottica e discende a Valle sino alla strada per Avesa in località S. Martino; prosegue su detta strada fino alla località Osteria, imbocca quindi la strada che, passando in vicinanza del Cimitero di Avesa, giunge nei pressi della località Villa e prosegue fino al centro di Quinzano; da Quinzano segue la strada che porta alla statale l2 fino all’incrocio con la stessa; si inserisce poi sulla statale l2 fino alla stazione ferroviaria di Parona dove I’abbandona per seguire la ferrovia del Brennero sino alla stazione di Domegliara qui si reinserisce sulla statale n° 12 sino alla località Paganella da detta località segue la carrareccia che porta alle fornaci Tosadori a sud di Volargne, per risalire la riva sinistra dell’Adige sino in prossimità della Chiusa di Ceraino congiungendosi al punto iniziale di partenza.
2)La zona di produzione delle uve per la produzione dei vini della denominazione di origine controllata e garantita Amarone della Valpolicella designabili con la specificazione geografica Valpantena è così delimitata: dal confine nord Occidentale che parte da S. Benedetto segue il già descritto confine della zona del Valpolicella fino a quota 655; da qui si diparte verso sud seguendo la rotabile che passa per quota 626 e prosegue verso sud per Erbino. risale sulla strada verso la località Croce di Romagnano. Indi prosegue per Casette, passa sotto il Monte Gazzo nei pressi della quota 458, poi nei pressi di Corte Gualiva,prosegue ad ovest di Monte Cucco sulla strada che pofia a Villa Marchiori. Da qui si inoltra lungo la carrareccia che supera contrada Maroni e che si immette in Via Prove seguendola in direzione Sud fino a C. Squizza per raggiungere C. Gazzol da dove ripiega verso ovest per toccare la località Campagnola: risale poi verso Novaglie e Nesente, quindi ridiscende verso sud ed ovest per toccare C . Maioli, C. Misturin e Poiano per risalire lungo la carrareccia verso C. Zorzi. Tocca quindi il confine di zona e risale la carreggiabile per Torre n° 3. Torre n° 4. Villa Fiandin.Villa Tedeschi Villa Barbesi sale lungoV ia SanV incenzo e prosegue per Via Gaspari che lascia per Via Carbonare.Da qui prosegue lungo il sentiero posto sotto quota 469 fino alla località Le Case Vecchie da dove si porta sul confine di zona nei pressi della località Casette. sotto il Monte Dorzera e lo segue fino a raggiungere la località di partenza S. Benedetto.
3)La zona di produzione delle uve per la produzione dei vini della denominazione di origine controllata e garantita Amarone della Valpolicella designabili con la menzione Classico comprende i Comuni di Negrar, Marano, Fumane, Sant’Ambrogio. S. Pietro in Cariano ed e così delimitata la parte nord del perimetro si stacca dal confine occidentale del Comune di Sant’Ambrogio in faccia a monte Rocca sullo strapiombo dell’ansa dell’Adige, presso Ceraino. Da qui giunge passando attraverso il bosco a quota 410 mt fino ad immettersi sulla carrareccia che arriva alla frazione di Monte. Da qui devia a N-E seguendo Via M. Kolbe. segue il confine S-E del foglio 4° Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella. Il confine percorre quindi Via Case Sparse Campopian e passa a nord di Monte Pugna a (quota 740) entrando in Comune di Fumane. Raggiunta subito Cà Torre e Stravalle, appartenenti alla frazione di Cavalo, sale Monte Castello (quota 676). e raggiunto il Vaio Pangoni, discende con questo fino a Cà Pangoni (quota 230). Risale poi per il breve tratto il progno di Fumane fino a incontrare il confine comunale di Marano e lo segue fino presso il Molino Gardane. Sale allora leggermentep er Cà Camporale Monte Per (quota 630) per discendere poi con la strada che porta a San Rocco fino all’ingresso della frazione omonima. Tocca poi Ia località Tonei e risale fino ad incontrare e poi seguire la carrareccia che porta a S. Cristina. Quando questa strada sbocca nella rotabile comunale che porta a Prun, incontra il confine comunale di Negrar. abbandona subito il limite comunale e, lungo la strada ora nominata, il confine del territorio raggiunge i caseggiati di Pertega. Da qui ha inizio il lato orientale del territorio delimitato. Il confine percorre Via A. Aleardi, svolta e risale in Via Albarin per poi scendere in via Mendole, Via Proale e raggiungere la strada Mazzano-Fane. Con questa strada discende fino a Proale (quota 499) e poi, sinuoso, al largo di Mazzano, segue il limite SUD del foglio XIll’del Comune di Negrar sez. C e lo segue fino a Via Prael, dove tocca Casa Prael (casa di quota 580). Prosegue in Via Palazzina di Villa, tocca la Palazzina ( quota534). casa LaConca e percorre Via Colombare di Villa. Sempre discendendo attraversa il Progno Castello passa ad ovest di Case Antolini tocca Casa sotto Sengia, rasenta Case la Fratta e Siresol, raggiunge Bertolini, Prosperi, Carnpi di Sopra (410) e case Campi, fino ad incontrare il confine comunale tra Negrar e Verona presso la Tenda q426. Segue allora questo confine fin sotto Montericco, tra la quota 250 e quota 25 1.
Da questo punto ha inizio il confine sud del territorio del vino Valpolicella Classico . La linea di demarcazione prosegue verso ovest continuando a seguire il confine di Negrar fìno presso a casa Acquilini tocca poi C. Fedrigoni, la Chiesa di Arbizzano. Cambroga, casa Albertini, ed il Molino raggiungendo in questa località la curva di livello di q. 100 che delimita gran parte del confine sud del territorio. Questa quota segna il limite netto il ferrazzo fluvio – glaciale ed eocenico e la pianura per buona parte irrigua, che degrada verso I’Adige.
Seguendo detta curva attraversa il Ghetto e raggiunta la ex ferrovia Verona – Garda. la discende per breve tratto fino alla località Stella; di cui la linea di demarcazione proseguendo verso ovest, si immette sulla strada che, attraversando prima la comunale Parona – Pedemonte e poi Qua raggiunge la linea di q. 100 passando per Cà Brusà. Sempre per la linea q. 100
prosegue per Cedrara S. Martino Sotto Corrubio, raggiunge ed attraversa dopo circa un chilometro il progno di Fumane e raggiunge subito il confine comunale tra S. Pietro in Cariano e Pescantina e Sotto Ceo. Continua allora con questo confine fino a Prognetta Lena (sopra Cà Cerè) ed in seguito con confine tra Pescantina e S.Ambrogio. toccando Cà Sotto Ceo, fino a raggiungere la carrareccia che per Vignega di sopra porta sulla strada di Ospedaletto. Lasciato il confine comunale prosegue fino alla strada di S. Ambrogio- Ospedaletto. Da questo punto il nostro limite abbandona q. 100. poiche il tenazzo bruscamente si eleva, ma continua sempre a correre sull’orlo superiore in esso: circuisce Montindons eguendo la linea di quota 125 , attraversala ferrovia sotto S .Ambrogio sfìora Cà de Picetto, aggira la valle con I’elevato dosso cretaceo sopras antele due stazioni di Domegliara e raggiunge seguendo la linea di quota 150 il confine comunale tra S. Ambrogio e Dolcè a casa Sotto Sengia. In seguito continua di conserva con questo confine fìno presso casa Fontana costituendo il lato occidentale e il territorio dell’ Amarone della Valpolicella e chiudendone il perimetro.
1) Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini della denominazione di origine controllata e garantita Amarone della Valpolicella devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifi che caratteristiche.
2) Pertanto sono da escludere, in ogni caso, ai fini dell’iscrizione all’Albo. ivigneti impiantati su terreni freschi, situati in pianura o nei fondovalle.
3) I sesti di impianto, le forme di allevamento e di potatura devono essere quelli generalmente usatie comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
4) Le viti devono essere allevate esclusivamente a spalliera,o a pergola veronese inclinata mono o bilaterale.
5) Per le superfici vitate già iscritte all’albo della denominazione di origine controllata Valpolicella prima dell’approvazione del presente disciplinare e allevati a pergola veronese o a pergoletta veronese mono o bilaterale è tuttavia consentito di ufilizzare la presente denominazione alle condizioni indicate al comma successivo.
6) E’ fatto obbligo, per le pergole veronesi. la tradizionale potatura. a secco ed in verde. che assicuri l’apertura della vegetazione nell’interfila e una carica massima di gemrne ettaro.
definita dalla Regione Veneto in relazione alle caratteristiche di ciascuna zona viticola omogenea.
7) ll numero minimo di ceppi per ettaro, ad esclusione dei vigneti già iscritti all’albo, non deve essere inferiore a 3.300, riducibili nel caso di fenazzamenti stretti in zona collinare, previa autorizzazione della Regione Veneto.
8) E’vietata ogni pratica di forzatura,è tuttavia consentita l’irrigazione di soccorso.
9) La Regione Veneto su proposta del Consorzio di Tutela della denominazione. sentite le organizzazioni di categoria interessate, con proprio provvedimento può stabilire limiti, temporanei, all’iscrizione delle superfici vitate all’apposito albo dei vigneti. La Regione è tenuta a dare comunicazione delle disposizioni adottate al Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali.
l0) La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini a denorninazione di origine controllatae garantita Amarone della Valpolicella non deve essere superiore a l2 tonnellate ad ettaro di vigneto in coltura specializzafa e le uve debbono garantire un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di l l% vol .
11) Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uva ottenuti da destinare alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita Amarone della Valpolicella , devono essere riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi il 20% ioli miti medesimi fermo restando i limiti resa uva,vino per i quantitativi di cui trattasi.
l2) Fermo restando il limite sopraindicato la resa per ettaro di vigneto in coltura promiscua deve essere calcolata rispetto a quella specializzata in rapporto alla effettiva superfice coperta dalla vite.
l3) Per la produzione del vino Amarone della Valpolicella si dovrà attuare la cernita delle uve in vigneto, secondo gli usi tradizionali mettendo a riposo un quantitativo di uve non superiore al 65% della produzione massima ad ettaro prevista al precedente comma 10. I rimanenti quantitativi fino al raggiungimento del limite massimo previsto dal comma 10 del presente articolo, potranno essere presi in carico per la produzione di vino con la denominazione origine controllata Valpolicella e Valpolicella Ripasso .
Gli ulteriori quantitativi vino al raggiungimento del limite massimo previsto dal comma 11 del presente articolo, saranno presi in carico per la produzione di vino con indicazione geografica tipica.
l4) La Regione Veneto, in annate climaticamente se favorevoli con proprio provvedimento da emanarsni el periodo immediatamente precedente la vendemmia, stabilisce una resa inferiore di uva per ettaro rispetto a quella fissata al comma 10 e 13. sino al limite reale dell’annata ed in riferimento all’area interessat ad all’evento climatico. Con lo stesso provvedimento la Regione stabilisce gli eventuali esuberi di resa e la loro destinazione 15) La Regione Veneto. su proposta del Consorzio di tutela e sentite le organizzazioni di categoria in teressate per conseguire l’equilibrio di mercato può con proprio provvedimento, da emanarsi nel periodo immediatamente precedente la vendemmia nell’ambito della resa massima di uva per ettaro fissata ai comma 10 e 13,stabilire rese inferiori rivendicabili con la denominazione di origine, anche in riferimento alle singole zone di produzione di cui all’articolo 3 , comma1 .2 e 3, dandone immediata comunicazione al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini. Con lo stesso provvedimento la Regione Veneto stabilisce la destinazione dei rimanenti quantitativi fino al raggiungimento del limite massimo previsto dal comma 11 del presente articolo.
Art. 5
1) Le operaziondi i appassimento delle uve destinate alla produzione del vino Amarone della Valpolicella di vinificazione delle uve di invecchiamento e di imbottigliamento dei vini devono aver luogo nell’ambito della zona di produzione di cui all’art.3 .
2) Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione. le operazioni di vinificazione delle uve di invecchiamento e di imbottigliamento possono essere effettuate da stabilimenti all’interno dell’intero territorio dei comuni della zona di produzione delimitata dall’art.3, anche se compresi soltanto in parte nella predetta zona limitatamente ai prodotti provenienti dalle uve raccolte nei vigneti iscritti all’Albo di pertinenza delle ditte singole o associate a condizione che le stesse conducano tali superfici da almeno 3 anni precedenti all’entrata in vigore del presente disciplinare.
3) Tenuto altresì conto delle situazioni tradizionali di produzione. le operazioni di invecchiamento e imbottigliamento del vino Amarone della Valpolicella possono essere effettuate anche in stabilimenti situati al di fuori della zona delimitata al comma 2 e comunque nell’ambito territoriale della provincia di Verona con auforizzazioni in dividuali rilasciate dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, previo parere della Regione Veneto a condizione che: – la richiesta sia presentata dalla ditta interessata entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto di approvazione del presente disciplinare; – la richiesta sia corredata dalla documentazione atta a dimostrare l’uso di tali pratiche da almeno 3 anni precedenti l’entrata in vigore del presente disciplinare.
4) La resa massima delle uve in vino finito non deve essere superiorea 14%.
5) La Regione Veneto, su richiesta motivata del Consorzio di tutela e sentite le organizzazioni di categoria interessate. con proprio provvedimento da emanarsi ogni anno nel periodo immediatamente precedente la vendemmia può stabilire di ridurre la resa massima delle uve in vino finito Amarone della Valpolicella rispetto a quella fissata dandone immediatamente comunicazionea l Ministero delle politiche agricole alimentar ie forestali- Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini .
Qualora la resa superi tale limite ma non superi il 4% . I’eccedenza non ha diritto alla denominazione dorigine controllatae garantita.
6) Le uve dopo I’appassimento devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 14 g.vol.
7) L’appassimento delle uve deve avvenire in ambienti idonei e puo essere condotto con l’ausilio di impianti di condizionamento ambientale purché operanti atemperature analoghe a quelle riscontrabili nel corso dei processi tradizionali di appassimento escludendo qualsiasi sistema di deumidificazione operante con I’ausilio del calore.
8) Le uve messe ad appassire per ottenere i vini Amarone della Valpolicella non possono essere vinificate prima del 1° dicembre Tuttavia qualora si verificassero condizioni climatiche che lo rendano necessario la Regione Veneto su richiesta documentata del Consorzio di tutela può autorizzare l’inizio delle predette operazioni in data antecedente al 1° dicembre.
9) Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali leali e costanti atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
l0) E facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali- Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, su richiesta delle aziende conduttrici previa istruttoria della Regione Veneto, autorizzare l’appassimento delle uve e la vinificazione ai fini dell’inpiego della specificazione classico in cantine aziendali attuate al di fuori ma nelle vicinanze del territorio precisato e comunque all’interno della zona di produzione del vino Amarone della Valpolicella a, condizione che il richiedente dimostri la conduzione delle superfici iscritte all’albo dei vigneti.
11) I vini Amarone della Valpolicella prima della immissione al consumo devono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni cond ecorrenza dal 1°gennaio successivo all’annata di produzione delle uve.
I vini Amarone della Valpolicella designato con la specificazione riserva deve essere sottoposto ad un periodo minimo di invecchiamento di almeno 4 anni a partire dal 1° novembre dell’anno della vendemmia.
Art. 6
1) ll vino a denominazione di origine controllata e garantita Amarone della Valpolicella , anche con iriferimenti classico e Valpantena e con la specificazione riserva , all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche: – colore: rosso carico tendente eventualmente al granato con I’invecchiamento: – odore: caratteristico, accentuato; – sapore: pieno, vellutato, caldo; – titolo alcolometrico volumico effettivo minimo : 14% vol.
– zuccheri riduttori residui massimo: 12 gil in presenza di un titolo alcolometrico effettivo di 14% vol.; sono consentiti ulteriori 0.1 g/l di zuccheri residui per ogni 0,10 o vol. di titolo alcolometrico effettivo oltre i l4 o/ovol. e fino ai 16%ovol., e 0, 15 g/l di zuccheri residui per ogni 0, 10 Yo vol. di titolo alcolometrico effettivo oltre l6%o vol.
– acidità totale minima: 5.0 gll; – estratto non riduttore minimo: 28,0 g/l e 32,0 g/l nella versione riserva .
2) E’ facoltà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Cornitato nazionale per la tutela e lavalorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di modificare con proprio decreto, i limiti sopra indicati per I’acidità totale e l’estratto non riduttore minimo.
ArI. 7
l) Alla denominazione di origine controllata e garantita dei vini Amarone della Valpolicella è vietata l’aggiunta di qualsiasi specificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione ivi compresi gli aggettivi, extra . fine . scelto e similari.
2) E’ tuttavia consentito I’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi. ragioni sociali, marchi privati o di consorzi, purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno I’acquirente.
3) Nella designazione dei vini Amarone della Valpolicella può essere utilizzata la menzione vigna a condizione che sia seguita dal corrispondente toponimo. che la relativa superfìcie sia distintamente specificata nell’albo dei vigneti e che l’appassimento, la vinificazione e l’invecchiamento del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione. seguita dal toponimo, venga riportata nella denuncia dell’uva, nella dichiarazione della produzione. nei registri e nei documenti di accompagnamento.
4) Per i vini Amarone della Valpolicella , con le diverse tipologie, è obbligatorio riportare in etichetta e nella documentazione prevista dalla specifica normativa. I’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
Art. 8
l) Tutti i vini designati con la denominazione di origine controllata e garantita Amarone della Valpolicella devono essere immessi al consumo in tradizionali bottiglie di vetro aventi capacità non superiore a 5 litri, con abbigliamento consono al loro carattere di pregio. Tuttavia, su richiesta delle ditte interessate a scopo promozionale puo essere consentito con specifica autorizzazione del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali l’utilizzo del la capacità di 9 e 12 l i t r i .
2) Nella chiusura di dette bottiglie sono ritenuti idonei i sistemi di chiusura previsti dalla vigente normativa nazionale e comunitaria Per le bottiglie fino a litri 0,375 e tuttavia consentito anche luso del tappo a vite.

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