Alto Tirino IGT

ALTO TIRINO
I.G.T.
D.M. 18/Novembre/1995
Modificato D.D. 18/Gennaio/2006

 

Art 1 La indicazione geografica tipica “Alto Tirino”, accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti ed ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.
Art 2 La IGT “Alto Tirino” è riservata ai seguenti vini:
bianco
bianco frizzante
bianco passito
rosso
rosso frizzante
rosso novello
rosso passito
rosato
rosato frizzante
rosato novello
I vini ad IGT “Alto Tirino” bianchi, rossi e rosati e passito devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni a bacca di colore analogo, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di L’Aquila.
I vini ad IGT “Alto Tirino bianco” con la specificazione del nome del vitigno, è riservata ai vini ottenuti da uve a bacca bianca provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, per almeno l’85% da uno dei seguenti vitigni:
Malvasia del Chianti
Malvasia bianca di Candia
Falanghina
Greco
Incrocio Manzoni 6.0.13
Traminer
Pecorino
Riesling
Moscato
Sylvaner verde
Pinot bianco
Mostosa
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di L’Aquila, fino ad un massimo del 15%.
I vini ad IGT “Alto Tirino rosso e rosato” con la specificazione del nome del vitigno, è riservata ai vini ottenuti da uve a bacca rossa provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, per almeno l’85% da uno dei seguenti vitigni:
Sangiovese
Ciliegiolo
Pinot nero
Aglianico
Cabernet
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di L’Aquila, fino ad un massimo del 15%.
Art 3 La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con la IGT “Alto Tirino” comprende l’intero territorio amministrativo d ei comuni di:
Calascio Capestrano Carapelle Calvisio Castelvecchio Calvisio
Ofena Villa Santa Lucia
in provincia di L’Aquila.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltivazione dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all’articolo 2 devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, per i vini ad IGT “Alto Tirino” bianco, rosso e rosato, anche con la specificazione del nome del vitigno, non deve essere superiore a:
18,00 tonnellate/ettaro
Le uve destinate alla produzione dei vini ad IGT “Alto Tirino” seguita o meno dal riferimento del vitigno, devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
Alto Tirino bianco 9,50% vol.;
Alto Tirino rosso 10,00% vol.;
Alto Tirino rosato 10,00% vol.
Nel caso di annate particolarmente sfavorevoli, detti valori possono essere ridotti dello 0,50% vol.
Art 5 Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.
La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 75% per tutti i tipi di vino, ad eccezione del passito che non deve essere superiore al 50%.
Art 6 I vini ad IGT “Alto Tirino”, all’atto dell’immissione al consumo devono avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo di:
Alto Tirino bianco 10,00% vol.;
Alto Tirino bianco con vitigno 10,50% vol.;
Alto Tirino rosso 10,50% vol.;
Alto Tirino rosso con vitigno 11,00% vol.;
Alto Tirino rosato 10,50% vol.;
Alto Tirino rosato con vitigno 11,00% vol.;
Alto Tirino rosso e rosato novello 11,00% vol.;
Alto Tirino bianco e rosso passito 15,00% vol.
Art 7 Alla IGT “Alto Tirino” è consentito utilizzare il riferimento al nome di due vitigni.
I vitigni di cui al primo comma, devono essere tra quelli elencati nell’articolo 2 del presente disciplinare di produzione come utilizzabili singolarmente nella designazione e presentazione dei relativi vini da tavola ad IGT nei termini stabiliti dal citato articolo.
Il riferimento al nome dei due vitigni nella designazione e presentazione dei vini ad IGT “Alto Tirino” è consentito a condizione che:
il vino derivi esclusivamente da uve prodotte dai due vitigni ai quali si vuol fare riferimento;
il vino derivante dall’uva della varietà presente in quantità minoritaria deve comunque essere superiore al 15% del totale;
la produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, di ciascuno dei due vitigni interessati, non superi il corrispondente limite fissato dall’articolo 4 del presente disciplinare di produzione;
il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve, ottenute da ciascuno dei due vitigni, non sia inferiore al corrispondente limite fissato dall’articolo 4 del presente disciplinare di produzione;
il titolo alcolometrico volumico totale minimo del vino ottenuto, all’atto dell’immissione al consumo, non sia inferiore, in caso di limiti diversi fissati per i due vitigni interessati, al limite più elevato di essi;
l’indicazione dei due vitigni deve avvenire in ordine decrescente rispetto all’effettivo apporto delle uve da essi ottenute.
Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente disciplinare di produzione valgono le norme comunitarie e nazionali, attualmente in vigore, in materia di produzione e commercializzazione dei vini ad IGT.
Art 8 Alla IGT “Alto Tirino” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l’acquirente.
Ai sensi dell’art 7, punto 5 della legge 10/02/1992, n. 164, l’IGT “Alto Tirino” può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti, coltivati nell’ambito del territorio delimitato nel precedente articolo 3, ed iscritti negli Albi dei vigneti dei vini a DOC, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare la IGT di cui trattasi, abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *