Aleatico di Puglia DOC

ALEATICO DI PUGLIA
D.O.C.
D.P.R. 29/MAGGIO/1973

Art 1 La denominazione di origine controllata “Aleatico di Puglia” è riservata al vino rosso che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art 2 Il vino a DOC “Aleatico di Puglia” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal seguente vitigno:
Aleatico minimo 85%;
possono concorrere alla produzione di detto vino, da sole o congiuntamente, le uve provenienti dai vitigni:
Negro amaro, Malvasia nera e Primitivo, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 15%.

Art 3 Le uve devono essere prodotte nel territorio delle province di:
Bari, Foggia, Brindisi, Lecce e Taranto.

Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Aleatico di Puglia” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque atte a conferire alle uve e ai vini derivati le loro specifiche caratteristiche di qualità.
Sono quindi da considerarsi idonei i terreni di buona esposizione, di natura calcareo – argilloso – silicea anche profondi ma piuttosto asciutti, mentre sono da escludere i terreni prevalentemente argillosi o alluvionali eccessivamente umidi.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o, comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a DOC “Aleatico di Puglia”, in vigneti a coltura specializzata, non deve essere superiore a:
8,00 tonnellate/ettaro
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo.
Fermo restando il limite sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 65%.

Art 5 Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’ambito dell’intero territorio delle province di Bari, Foggia, Brindisi, Lecce e Taranto.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
14,00% vol.
E’ consentito un leggero appassimento delle uve sulla pianta o su stuoie.
I sistemi di preparazione del vino a DOC “Aleatico di Puglia” sono quelli tradizionali della zona, previsti dalla vigente legislazione escludendo qualsiasi correzione a mezzo di concentrato e qualsiasi concentrazione ad eccezione di quella a freddo.
E’ consentita la preparazione del vino a DOC “Aleatico di Puglia liquoroso” secondo le vigenti disposizioni di legge.

Art 6 Il vino a DOC “Aleatico di Puglia” può essere preparato ne seguenti tipi:
dolce naturale
liquoroso dolce naturale
da indicare in etichetta, e devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
Aleatico dolce naturale:
colore: rosso granata più o meno intenso, con riflessi violacei, tendente
all’arancione con l’invecchiamento;
profumo: aroma delicato, caratteristico, più intenso ed etereo con l’età;
sapore: moderatamente dolce, pieno, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol.;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 4,00 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,00 g/l;
Aleatico di Puglia liquoroso dolce naturale:
colore: rosso granata più o meno intenso con riflessi violacei, tendente
all’arancione con l’invecchiamento;
profumo: delicato, caratteristico, etereo ed intenso con l’invecchiamento;
sapore: dolce, pieno, caldo, armonico, gradevole;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 18,50% vol.;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 16,00% vol.;
acidità totale minima: 4,00 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,00 g/l.
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.

Art 7 Il vino a DOC “Aleatico di Puglia” non può essere immesso al consumo prima del:
1° Marzo dell’anno successivo a quello di produzione delle uve
Il vino a DOC “Aleatico di Puglia” qualora sia sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno:
tre anni
a decorrere dal 1° Gennaio dell’anno successivo a quello di produzione delle uve
o dalla data di alcolizzazione nella tipologia liquoroso
può portare in etichetta la qualifica “riserva”

Art 8 Alla DOC “Aleatico di Puglia” è vietata l’aggiunta di qualificazioni diverse da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località, comprese nel territorio delimitato dal precedente articolo 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino. Così qualificato, è stato ottenuto
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti vini a DOC “Aleatico di Puglia” può figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve, purché veritiera e documentabile.
Art 9 Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la DOC “Aleatico di Puglia” vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione è punito a norma dell’art 28 del D.P.R. n. 930 del 12/Luglio/1963.

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