Gli itinerari del gusto: Langhe, Monferrato e Roero

Langhe
Benvenuti in Piemonte!
Langhe, Monferrato e Roero sono un trittico di regioni storiche patrimonio UNESCO a cavallo fra le provincie di Cuneo, Asti e Alessandria, che formando un unico sistema collinare si distingue in ambito artistico-culturale per gli innumerevoli castelli, torri, abbazie e antichi borghi che costellano un territorio depositario di un nutrito paniere di eccellenti prodotti.

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Alba, patria del tartufo bianco
Il protagonista assoluto della cucina d’autunno è il celeberrimo Tartufo Bianco, che partendo da Alba, centro nevralgico delle Langhe, s’irradia sulle tavole di tutto il mondo.
Qui ogni anno, fra ottobre e novembre, si svolge l’importante Fiera Internazionale dedicata al fungo ipogeo, ed è proprio questa la tappa iniziale che vi consigliamo per una vacanza di puro relax accompagnata dai piaceri della tavola.
La Pasticceria caffetteria artigianale “Dolce vita”, situata in Via Rossini nell’immediata periferia di Alba, vi fornirà il dolce viatico con cui “carburare” e iniziare bene la giornata: specialità della casa sono gli albesi, biscotti alla mandorla e alla nocciola con ripieni di Barolo o cioccolato.
Una volta giunti in piazza del Duomo muovetevi verso il centro storico attraverso via Vittorio Emanuele, il luogo preferito per le passeggiate dei residenti, espressione di stili architettonici diversi che spaziano dal medioevale al liberty.

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Da Alba verso Nizza Monferrato
Muovetevi in direzione est, dopo qualche chilometro vi imbatterete nella graziosa Neive, inserita nel club de “I borghi più belli d’Italia”, stilato della Consulta del Turismo dell’Associazione dei Comuni Italiani.
Il suo centro storico conserva un impianto medievale fatto di stradine acciottolate che salgono verso la Torre dell’Orologio e di eleganti palazzi in cotto.
Non perdetevi una degustazione di Barbaresco Riserva Oro DOCG offerto dall’Azienda Agricola Ressia, vivrete un’intensa ed indimenticabile esperienza sensoriale.
Il viaggio prosegue attraverso i colori vividi della campagna alla volta di Castiglione Tinella, dove le ultime colline di Langa si affacciano sul Monferrato; con il 92% di superficie agricola destinata alla coltivazione del Moscato d’Asti DOCG, il borgo si può fregiare della nomina di essere uno dei comuni più vitati d’Italia.
Chiedete indicazioni per l’Azienda Agricola Soria, composta da 40 ettari che si diramano in tutte le direzioni attorno alla cantina e vantano impianti con una attenta selezione di cloni scelti tra i migliori, atti a trasformare tutte le caratteristiche del terreno in una splendida uva ricca in acidità e aromi.
La ricetta della felicità? Un sorso di Moscato Dolce, il quale reca “un inimitabile aroma muschiato e un sapore delicato ed intenso che ricorda il glicine ed il tiglio, la pesca e l’albicocca con sentori di salvia, limone e fiori d’arancio“.
Per un piacevole riposo conviene mantenersi ancora su strade secondarie puntando sempre verso Nizza Monferrato: situato all’altezza di Moasca, l’Agriturismo “Il Rifugio” è ricavato all’interno di un tipico casale piemontese del 1876 finemente ristrutturato e vi garantisce un’atmosfera familiare, calorosissima e casalinga.
Un ampio e bel giardino, la piscina, gli animali (ci sono anche dei simpatici asinelli) rendono il tutto godibilissimo anche per i vostri bambini.
Una piacevole alternativa a breve distanza, è l’Agriturismo “Le Due Cascine” situato presso San Marzano Oliveto, che si presenta come un’antica cascina padronale di rustica eleganza strutturata su due piani; la sua cucina mette in tavola la genuinità della tradizione contadina piemontese dove tutto viene preparato rigorosamente a mano: provate i tajarin alle erbette di campo e non ve ne pentirete!
Fra le varie attrazioni del capolinea del nostro itinerario, segnaliamo a Nizza Monferrato l’interessante museo “Sugar House”, dedicato al mondo dello zucchero e ai suoi riverberi nel costume e nell’arte.

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Da Alba in direzione Cuneo
Terre di antichissima tradizione vitivinicola, le colline a sud di Alba sono solcate dai filari di alcuni dei più preziosi vigneti italiani; nell’arco di pochi chilometri, fra pendii scoscesi e dolci salite, si dispiegano borghi d’incantevole bellezza.
A Diano d’Alba potete concedervi una sosta corroborante presso la Cantina Della Porta Rossa, lasciatevi guidare attraverso i sensi alla scoperta dei pregiati Roero Arneis DOCG e Langhe Favorita DOC.
In località Dogliani si trova l’Azienda agricola “Ca’ Neuva” che organizza ogni fine settimana su prenotazione degustazioni dei suoi vini accompagnate da assaggi di salumi, formaggi e dolci locali; data la particolare posizione strategica della cascina è possibile passeggiare tra i vigneti, o per i sentieri segnalati dal WWF e poi ancora inforcare le biciclette e pedalare in un sali-scendi di colline con panorami indimenticabili.
Con tutta quest’attività fisica vi è venuto il “leggero languorino” di televisiva memoria?
L’Osteria Battaglino fa al caso vostro, la sua atmosfera suggestiva creata dal giardino d’inverno è l’ideale per gustare una cucina contemporanea creativa ma sempre equilibrata: si va dai gamberoni rossi ai plin di gallina, dalla zuppetta di pesce alla costata di vitello, fra i dessert troneggia lo zabajone con le paste di Meliga.
Seguendo la SP3 vi troverete a transitare per Barolo, adagiato su di un piccolo altopiano a forma di sperone, lì l’Azienda Agricola “Ferrero” racconta da cinque generazioni una grande tradizione di famiglia vocata alla passione per la produzione vinicola, la tavernetta è sempre aperta agli ospiti per celebrare la degustazione come un momento culturale.
Il Castello dei Marchesi Falletti di Barolo merita senz’altro una visita di approfondimento: l’affascinante e imponente struttura testimonia mille anni di storia, carica di suggestioni e curiosità, all’interno delle stupende sale sono visitabili la Biblioteca dove Silvio Pellico trascorreva le sue giornate dedito alla lettura e il Museo delle Contadinerie.
Ma il viaggio continua ed ogni borgo segna una nuova scoperta per nutrire l’intelletto e le papille gustative.
Bastia Mondovì, grazie all’Azienda Agricola “Bricco Del Cucù”, vi permetterà di fare scorta del gustoso Langhe D.O.C. Dolcetto “vino rosso di medio corpo, fruttato, di pronta beva, con bouquet ricco e delicato”, l’ideale per i vostri pasti quotidiani.
Arrivati a Mondovì, particolarissima per la sua suddivisione tra montagna, collina, e pianura, potete ammirare i capolavori pittorici di Andrea Pozzo e le opere d’arte conservate nella cattedrale di San Donato, memori degli antichi edificati lì succedutisi nel tempo.
Per risollevarvi dalle fatiche dal vostro peregrinare vi aspetta la Pasticceria Zucco, molto conosciuta in zona per la fantasia nel cake design; le loro meringhe e le uova pasquali al cioccolato sono veri e propri bijoux d’arte decorativa!
Se il rossore del tramonto imminente vi spinge a cercare un ricovero vale la pena di tirar dritto fino a Villanova Mondovì, dove poter pernottare all’accogliente Hotel 4 stelle “Villa Cinzia”; punto forte dell’albergo è la prima colazione basata su prodotti artigianali e locali come le paste di Meliga, presidio Slow Food, e ancora formaggi, salumi, marmellate e miele della valle.
Il menù alla carta dell’annesso Ristorante Cristallo presenta piatti tipici piemontesi e internazionali, con grande attenzione alle stagionalità e ai prodotti freschi del territorio, la pasta fresca è rigorosamente fatta in casa, così come il pane e tutti i dolci, inoltre la carne proviene direttamente dall’azienda agricola del proprietario, il quale fa sì che sulla tavola siano sempre presenti i migliori tagli bovini.

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Cuneo, un dedalo attraverso passato e presente

E’ ora di rimettersi in movimento alla volta di Cuneo, che raggiungerete in una mezzoretta d’auto.
Stiamo parlando del il primo comune italiano per nevosità, per cui se vige l’inverno non fatevi cogliere impreparati!
A questo proposito i percorsi porticati di circa 8 chilometri rivestono un ruolo importante nella vita della città, perché connettono le vie principali tra loro e consentono il passeggio, anche nelle giornate con condizioni meteorologiche avverse.
Essi sono di grande varietà strutturale e compositiva e, a seconda della loro matrice storica, si distinguono in tre tipologie: i portici di matrice medioevale, secentesca, settecentesca (Via Roma e centro storico); quelli di matrice ottocentesca (Piazza Galimberti); e i portici del dopoguerra (Corso Nizza e perpendicolari).
Il centro storico di Cuneo appare dunque come un dedalo di strade tutte da visitare e scoprire, soprattutto a piedi.
La Chiesa gotica di S. Francesco rappresenta la più importante testimonianza di epoca medievale della città; costruita tra XIII e XV secolo presenta un bel portale marmoreo del 1418, sovrastato dal timpano col rosone.
Il Caffè Parola, affacciato sulla splendida cornice di Piazza Duccio Galimberti, centro sociale e culturale di Cuneo, offre con gentilezza ed accoglienza ottimi caffè, aperitivi e specialità locali, oltre a servizi di tavola calda e fredda.
Siete “alternativi”? Allora potete rivolgervi con fiducia al negozio di alimenti naturali di Simona Marchisio (in Via Roma), oltre a cibi che strizzano l’occhio alla filosofia vegan e macrobiotica, offre fra i suoi prodotti di nicchia: pasta all’uovo “Giacosa di Alba”, nocciola La Tonda gentile, il riso “Veneria”.

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Asti, scrigno d’arte e antiche tradizioni
Città dal glorioso passato, Asti esibisce un ricco patrimonio artistico.
Passeggiando per i vicoli del centro storico ci s’imbatte in testimonianze di epoca romana, longobarda e soprattutto medievale, memoria vivente dell’enorme potere politico ed economico conquistato fra i secoli XII e XIII.
Del periodo romano sono ancora presenti la Torre Rossa, probabile vestigia della porta occidentale della cinta romana, la domus di Via Varrone, i resti dell’anfiteatro, delle terme e del foro.
Per quanto riguarda le manifestazioni si segnala il palio storico, tra i più antichi d’Italia, che si svolge a settembre e culmina con una corsa di cavalli montati “a pelo” (senza sella).
Asti e le sue colline sono famosi in tutto il mondo per i vini dolci: il maggior vitigno è il Moscato Bianco o Moscato di Canelli, da cui si ottiene uno spumante, un passito ed una qualità “tranquilla”; da questo deriva l’Asti spumante, importante vino DOCG da fine pasto.
Da non dimenticare la produzione di Malvasia nera, in particolare la Malvasia di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco e di Schierano, le cui uve regalano vini rosati e dolci.
A poca distanza dal nucleo urbano, nel salotto buono di Costigliole d’Asti, la rinomata Pasticceria Gelateria Dolcevita celebra nella propria vetrina espositiva la Nocciola Tonda Gentile Trilobata delle Langhe in tutte le sue declinazioni, all’insegna di un rapporto di vero amore col territorio: da qui la nascita di speciali torte di nocciole classiche e crostate, amaretti morbidi e le golose contessine.
Siete amanti veraci della carne suina? Allora è doverosa una visita all’antica Salumeria Borio che dal 1911 custodisce i segreti artigianali del confezionamento di succulenti sanguinacci,  freschissime salsicce e cotechini.

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Da Asti in direzione Tortona, via Alessandria
Percorriamo il territorio del Monferrato, che quasi esclusivamente di natura collinare si estende verso sud a partire dalla destra idrografica del Po sino a giungere ai piedi dell’Appennino ligure.
Fra le specialità tipiche ricordiamo i “Tajarin” (tagliatelle fini ricche di uova condite con sughi vari), i risotti del casalese, il riso ai funghi e quello al vino rosso, i minestroni di verdure, la polenta col merluzzo fritto o “comodato”.
Tra le carni: trippe, zampini (batciuà), ceci con la testina, coda di bue e il salame cotto.
Se siete appassionati di dessert non si può dire di no al Bonet, si tratta di un genuino antenato del budino, preparato con cacao, amaretti e marsala, insieme a latte uova e zucchero, cotto a bagnomaria per essere successivamente servito freddo.
Viaggiando lungo la SR10 si giunge a Quargnento, dove potersi sgranchire le gambe con passeggiate su rilassanti stradine di campagna, tra vegetazione rigogliosa e vedute panoramiche, alla scoperta di interessanti beni culturali, fra i quali: i Percorsi dell’Arte dedicati a Carlo Carrà e la Basilica di San Dalmazio, probabilmente edificata su un preesistente tempio romano dedicato alla dea Diana.
Fermatevi ad assaggiare un sorso della pregiata produzione vinicola dell’Azienda Agricola “Colle Manora”, la cui proprietà domina una collina al centro di un anfiteatro di vigne circondato a nord e a est da boschi d’acacia, querce e ciliegi selvatici; vi consigliamo il “Mimosa Monferrato Bianco D.O.C” prodotto da uva Sauvignon Blanc.
Eccoci dunque ad Alessandria, città dalla storia antica e fiera, per secoli importante piazzaforte militare come testimonia la Cittadella fortificata (sec. XVIII), posta al di là del Tanaro; degna di menzione è la Chiesa di Santa Maria di Castello (sec. XV), la cui struttura tardo-romanica si fonde armoniosamente con il portale rinascimentale.
Per un sostanzioso “break” potete rifocillarvi al Forno di Canepa oppure alla Pasticceria Angelo, niente di meglio di un pezzo di fragrante focaccia e di un godurioso affondo di cucchiaio nella “‎tortamisù‬”!
Rimettevi in viaggio alla volta di Tortona, comune situato sulla sponda destra dello Scrivia, tra la pianura di Marengo e le estreme propaggini collinari dell’Appennino ligure, punto terminale del nostro percorso.
V’imbatterete in località Torre Garofoli, dove sorge un’attività ultracentenaria che merita una visita: Barabino Salumi è dal 1885 un’istituzione per la produzione di prosciutto cotto d’alta qualità.
A tal proposito ricordiamo che un altro degno big della gastronomia artigianale locale è il Salame Nobile del Giarolo, derivato da impasto a grana grossa dal giusto equilibrio tra parti magre e grasse, caratterizzato da un bel colore rosso vivo, dal sapore intenso ma non aggressivo.
Al ristorante “Osteria Della Corte” potrete sperimentare queste e altre delizie, come i funghi, in quanto le valli tortonesi sono tra le più quotate dell’alessandrino per la raccolta dei porcini.
Per scaldare il palato vi suggeriamo altrimenti un sontuoso primo di riso venere mantecato al Montebore, formaggio italiano di storia antichissima prodotto con latte vaccino e ovino.
Per uno snack o un drink di tendenza appuntamento al Gran Bar Bardoneschi, adatto a tutte le pause della vostra giornata e attrezzato per accogliere anche gruppi numerosi e bambini; come enoteca dispone di un’ampia selezione di vini, liquori, champagne di etichette prestigiose.
Come dolce conclusione del pasto non ci sono dubbi: Tortona è il tempio dei celeberrimi Baci di dama, composti da due dischetti di pasta di mandorle alla nocciola uniti tra loro da uno strato di cioccolato.

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Da Acqui Terme a Ponzone, per cullarvi nel totale relax
Un paesaggio armonioso, tranquillo ed esaltante, circonda Acqui Terme, già un tempo definita la “perla del Monferrato”; percorrendo uno dei tanti sentieri fra borghi e castelli, vigneti e boschi si coglie l’emozione che questa frizzante terra presenta in un continuo di varietà.
I numerosi reperti romani testimoniano la riconosciuta qualità clinica delle terme, le più importanti dei Piemonte.
Le sorgenti termali acquesi – quella della “Bollente” che sgorga a 75° C nel cuore della città e quelle, un po’ meno calde (50°C circa) che nell’Oltre Bormida danno vita al piccolo lago delle “Antiche Terme” – risalgono rapidamente, senza aver il tempo di raffreddare, attraverso faglie da grandi profondità.
I fanghi e i bagni praticati alle Terme di Acqui posseggono proprietà antalgiche e miorilassanti che ne promuovono l’impiego nell’artrosi primaria e secondaria, nelle fibromialgie, nelle periartriti, nelle tendiniti.
Nel centro di Acqui Terme, nella splendida cornice di Piazza Italia, concedetevi un break al Bar Pasticceria Voglino, rinomato e storico locale risalente all’800, dove i fratelli Olivieri offrono prodotti che sono espressione d’alta pasticceria, sia in ossequio alle ricette tradizionali che sviluppando nuove creazioni.
Assaggiate i mitici Acquesi, cioccolatini aromatizzati al rum che vedono il perfetto connubio fra crema di marroni, pasta di nocciole, cioccolato fondente.
Se vi confermate veri appassionati di prodotti tipici, da queste parti c’è un must: a soli 20 km da Acqui Terme il Ristorante-Albergo Malò è il premiato locale storico di Ponzone, “Luogo del Cuore” del FAI, dove cento anni fa venne ideato il Filetto baciato, squisito salume di carne di suino di razze selezionatissime, dal caratteristico cuore di delicato filetto e sottofiletto.
Preparato secondo un’antica ricetta, per la sua tipicità è da destinarsi ai buongustai più esigenti.
Il ristorante, munito di sistemi di cottura separata dei cibi, è in grado di accogliere anche le persone intolleranti al glutine, a cui si chiede solo di preavvisare.
Già che ci siete, la graziosa locanda si presta per una vacanza rilassante in un territorio a pochi chilometri dal Mar Ligure, alla scoperta di parchi naturali incontaminati.

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