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Tutti pazzi per la pizza, a Parma si gareggia per il Campionato Mondiale

Kartoffel pizza (with border)
Un anno decisivo il 2015, considerando che la pizza tradizionale napoletana avrà la chance di entrare a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
Oggi lunedì 25 maggio al Palacassa di Parma prende il via il Campionato Mondiale della Pizza: 615 concorrenti affluenti da 34 nazioni, per sprigionare sapori, profumi e gusti che reinterpretano il piatto italiano più celebrato (e imitato) al mondo.

Prosegue il dibattito sulla pizza, la parola al professionista e campione mondiale D’Erasmo: “La qualità del Made in Italy non è stata mostrata da Report, è ben altro!”

Il pizzaiolo Marcello D'Erasmo

A seguito della messa in onda del servizio d’approfondimento recentemente realizzato dal programma Report di Rai Tre, ritorniamo come promesso sull’argomento “pizza e dintorni”.

In merito alla reale qualità e digeribilità del prodotto finale, nel corso dell’inchiesta sono stati presentati retroscena desolanti che hanno destato non poche preoccupazioni fra gli appassionati fruitori di quello che, a ragione, può che essere considerato uno dei pilastri della tradizione e identità enogastronomica della nostra nazione.

Il reportage, dalla disamina di analisi di laboratorio e spaziando fra origine degli ingredienti, tempi di lievitazione e modalità di cottura, ha raffigurato la pizza – qualora nella sua preparazione non vengano rispettate determinate e scrupolose regole – come un veicolo di elementi potenzialmente pericolosi per la salute.

Per dipanare ombre e dubbi, abbiamo voluto intervistare un noto specialista del settore, il pluripremiato a livello mondiale Marcello D’Erasmo, titolare della pizzeria “Mamma Rosa” di Ortezzano (FM), insignita dei 3 spicchi distintivi – il massimo livello d’apprezzamento – dalla prestigiosa Guida del Gambero Rosso.

L’angolo del gourmet: i pani della Puglia

Forno a legna (Altamura)
PANE DI ALTAMURA
Il Pane di Altamura, si fregia con orgoglio, primo in Italia nella sua categoria, del riconoscimento DOP e IGP.
Ricavato da semola di grano duro rimacinata ricca di glutine a lievitazione naturale e cotto nei tradizionali forni esclusivamente con legno di quercia, il pane nato nel ridente borgo in provincia di Bari si distingue per la fragranza della crosta amarognola e croccante che va ad avvolgere una mollica soffice dal colore giallo paglierino.