Tecnica e qualità, vediamoci chiaro
L'invenzione degli occhiali conserva un certo alone di mistero.
Ad esempio la loro paternità. Qualche fonte lascia intendere dei meriti a Ruggero Bacone: in particolare diverse intuizioni nel campo dell'ottica (l'ipotesi della presenza di una lente con potere rifrattivo situata all'interno del bulbo oculare per spiegare il meccanismo della visione; o ancora il giovamento dall'utilizzo di lenti opportunamente molate), tuttavia non sussistono prove che permettano di farne risalire a lui l'invenzione vera e propria.
Mettendo da parte ipotesi poco avvalorate di provenienza cinese o indiana, o quella senza precisi fondamenti legata alla figura di Padre Alessandro Spina (ritenuto da alcuni storici la figura celata dietro l'incubazione dell'idea), una cosa rimane certa: il luogo, la cultura d'appartenenza.
E a testimonianza di ciò è sufficiente ricordare l'affresco del cardinale Ugone di Provenza (1352) eseguito da Tommaso da Modena nella chiesa di San Nicolò, a Treviso.

O ancor più la Serenissima che, a partire dal XII secolo, confinò le fornaci sull'isola di Murano vietandone espressamente l'accesso a veneziani e stranieri, evidenziando dunque quanto già fosse importante la produzione e il commercio di questo artefatto.
Come riporta Chiara Frugoni nel suo lavoro ''Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali'', nei Capitolari delle Arti Veneziane del 1284 si distinguono già gli occhiali (roidi da ogli) dalle lenti di ingrandimento (lapides ad legendum), ma non solo: vengono inoltre introdotte una serie di pene per chi fabbrica occhiali in vetro, una vera e propria dimostrazione di quanto quest'arte si fosse radicata nella cultura del tempo, abbastanza da prendere provvedimenti in merito a contraffazioni.


Per i primi occhiali a lenti convesse, che rimediavano alla presbiopia (difficoltà a metter a fuoco da vicino), bisogna aspettare il XIV secolo.
Si trattò di una vera e propria rivoluzione che condizionò l'economia e il mondo del lavoro. Attraverso questi particolari occhiali, infatti, la vita lavorativa di tutti coloro che necessitavano di una buona vista si allungò sensibilmente ben oltre i quarant'anni, dando la possibilità di svolgere diverse attività come leggere, utilizzare strumenti tecnici, di precisione, cucire e scrivere.
I benefici introdotti dagli occhiali furono tali da alimentare lo sviluppo dell'ottica e indirizzare la scienza verso la produzione di nuovi strumenti di precisione: i primi occhiali in vetro, infatti somigliavano a pince-nez (per le stanghette laterali bisognerà aspettare la metà del XVIII secolo), ma il loro utilizzo e la loro diffusione presero presto piede e si diffuse in tutta Europa dove altri studiosi, come Franciscus Donders, oftalmologo olandese, cominciò e elaborare lenti in grado di adattarsi alle diverse diottrie del difetto visivo.

Ci teniamo dunque a sottolineare come anche questa invenzione - come molte altre ancora - rientri appieno in quel grande bacino storico, sociale e culturale della nostra bella penisola, a dimostrazione di quanto profonde siano in verità le radici di quell'emblema che è oggi la sigla ''Made in Italy''.