Marrone di Combai IGP
PROPOSTA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE
PROTETTA

«MARRONE DI COMBAI»
Regione: Veneto
Riconoscimento CE: novembre 2009
Art. 1.
Denominazione
La denominazione di origine protetta «Marrone di Combai» DOP e'
riservata ai frutti di castagno della tipologia Marroni della
sottospecie Domestica macrocarpa, specie Sativa, genere Castanea,
famiglia Fagacee, rispondenti alle condizioni ed ai requisiti
stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
Art. 2.
Descrizione e caratteristiche al consumo
Presentazione del prodotto.
Il marrone di Combai e' un ecotipo che si e' selezionato
nell'ambiente tipico delle Prealpi trevigiane grazie alle condizioni
pedoclimatiche della zone di coltivazione e alle cure dei coltivatori
locali.
Il «Marrone di Combai» rispetto alla castagna, esige terreni piu'
fertili, con esposizioni piu' favorevoli e maggiori cure colturali.
Caratteristiche fisiche del prodotto.
I frutti, nel momento di immissione al consumo, devono rispettare
le seguenti caratteristiche morfologiche e commerciali:
forma ellissoidale, apice abbassato e torcia persistente;
l'ilo presenta un contorno regolare tormentoso e una raggiatura
stellare ben visibile;
il pericarpo presenta un colore marrone variabile dal chiaro
allo scuro, comunque mai opaco e con striature evidenti. Il pericarpo
si deve separare agevolmente dall'episperma;
l'episperma del colore marrone chiaro copre la massa
commestibile presentando introflessioni poco profonde e poco
frequenti tali da consentire, al momento della pelatura, una agevole
separazione dalla polpa;
il seme, di norma uno per frutto e con basse percentuali di
settatura, si presenta a corpo unico con solcature superficiali;
la polpa, dalla pasta farinosa, e' di colore biancastro e con
la cottura diventa croccante e saporita;
i marroni di categoria extra presentano 50-80 frutti per
chilogrammo, quelli di prima categoria 80-110 frutti per chilogrammo.
Caratteristiche commerciali.
Al momento della commercializzazione i frutti devono essere in
ottimo stato dal punto di vista fitosanitario e devono possedere i
seguenti requisiti:
dimensione elevata del frutto, tipica del Marrone di Combai
(50/110 frutti in un chilogrammo);
percentuale di frutti con endocarpo colpito da insetti (danno
reale) non superiore al 3% in peso;
frutti presentanti rosura del pericarpo (danno estetico)
presenti in percentuale non superiore al 4%.
Art. 3.
Zona di produzione
L'area geografica di produzione, condizionamento del Marrone di
Combai, e' rappresentata dal territorio dei comuni di seguito
elencati: Cison di Valmarino, Cordignano, Follina, Fregona, Miane,
Revine Lago, Sarmede, Segusino, Tarzo, Valdobbiadene e Vittorio
Veneto.
Art. 4.
Origine
Ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata
documentando per ognuna, gli input e gli output.
In questo modo e attraverso l'iscrizione in appositi elenchi
gestiti dall'organismo di controllo dei produttori, delle particelle
catastali sulle quali avviene la coltivazione, dei confezionatori,
nonche' attraverso la comunicazione all'organismo di controllo delle
quantita' prodotte, e' garantita la tracciabilita' e la
rintracciabilita' del prodotto.
Tutte le persone fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi
elenchi e che vogliono utilizzare la denominazione, saranno
assoggettate al controllo da parte dell'organismo di controllo,
secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e del relativo
piano di controllo.
Art. 5.
Metodo di elaborazione e/o ottenimento
Descrizione delle modalita' di coltivazione.
La coltivazione dell'ecotipo «Marrone di Combai» dovra' svolgersi
attraverso le tecniche e le operazioni colturali di seguito elencate:
Scelta varietale.
Ricostituzione di vecchi castagneti tramite innesto o
realizzazione di nuovi impianti: dovra' essere utilizzato
esclusivamente l'ecotipo «Marrone di Combai».
Innesti.
Tipologie di innesto: dovranno essere preferiti gli innesti a
triangolo, spacco inglese, spacco diametrale pieno e zufolo, compiuti
su polloni di piccole dimensioni aventi un diametro, a 60-80 cm di
altezza da terra, non superiore a 3-3,5 cm. Nel caso di innesti a
corona utilizzare come porta innesti, polloni con al massimo 5-6 cm
di diametro.
Protezione delle ferite: si dovra' porre molta cura nel coprire
ogni soluzione di continuita' tra marza e portainnesto limitando in
questo modo le infezioni da parte del Cancro corticale (Cryphonectria
parasitica).
Scelta e conservazione delle marze.
Vanno utilizzate porzioni di ramo di un anno ben lignificate o al
massimo di due anni, impiegando le parti centrali prive di
costolature. Per gli innesti come ad esempio la corona o lo spacco
diametrale pieno, il materiale deve essere raccolto alcune settimane
prima del suo utilizzo. La conservazione dei materiali di
propagazione va fatta in ambiente leggermente umido ad una
temperatura di 3-4 °C. Se il periodo e' superiore alle 2-3 settimane
la temperatura di conservazione deve essere di 1-2 °C.
Scelta dei portainnesti e del materiale vivaistico.
I portainnesti potranno derivare sia dalla semina di frutti
selezionati che dal trapianto di semenzai. In ogni caso il materiale
vivaistico utilizzato dovra' essere munito di certificazione. Nel
caso di ricostituzione di castagneti esistenti si potranno utilizzare
come portainnesti i polloni ricacciati dopo la ceduazione delle
ceppaie.
I selvatici prodotti dovranno appartenere alla specie Castanea
sativa (castagno europeo) per evitare problemi di disaffinita'.
Nuovi impianti.
Scelta e preparazione del terreno: per i nuovi impianti sono da
preferire le esposizioni sud e sud-ovest. I terreni devono essere
sciolti, leggeri, freschi, privi di calcare attivo e con un tenore di
sostanza organica superiore all'1%.
Si devono escludere quelli in cui sono frequenti i ristagni
d'acqua o al contrario quelli soggetti a prolungati periodi di
siccita'.
La predisposizione del terreno preferibile e' tramite lavorazioni
localizzate ed in ogni caso l'aratura su tutta la superficie non va
fatta troppo in profondita'. In occasione dei lavori preparatori e'
consentita una abbondante concimazione letamica (300-500 q.li/ha).
Epoca di piantagione modalita' e profondita' di impianto: la
realizzazione dei nuovi impianti potra' avvenire tramite la messa a
dimora di astoni innestati o selvatici e attraverso la semina di
materiale pregerminato.
1) Impianto con astoni.
Devono essere rispettati i seguenti accorgimenti:
utilizzare astoni innestati appartenenti all'ecotipo «Marrone
di Combai» aventi altezza massima di 150-160 cm;
utilizzare astoni selvatici di un'altezza massima di 80 cm;
lasciare l'apparato radicale il piu' integro possibile
limitandosi a tagliare le parti secche ed il fittone se troppo
pronunciato;
le piante vanno messe a dimora in modo che la zona del colletto
si trovi a livello del «piano di campagna»;
non effettuare concimazioni in prossimita' della radice;
intervenire se necessario con irrigazioni di soccorso;
collocare al momento dell'impianto i pali tutori;
la disposizione ottimale e' quella a triangolo con distanza 7-8
m lungo le file e di 8-9 m tra le file. La densita' di impianto deve
essere superiore nel caso di terreni poco fertili non superando mai
le 200 piante ad ettaro;
tenere presente la necessita' di piante impollinatrici in
percentuale del 20%.
2) Semina.
Avviene attraverso la messa a dimora di materiale pregerminato
rispettando i seguenti accorgimenti:
i frutti vanno raccolti durante il periodo autunnale e fatti
pregerminare in un idoneo substrato composto in parti uguali da
sabbia e torba;
la semina va fatta in primavera;
sono concesse concimazioni letamiche;
dalla germinazione del seme saranno ottenuti semenzai che gia'
dal secondo anno potranno venire innestati;
per quanto riguarda le caratteristiche e le densita' di
impianto vanno seguiti i criteri indicati precedentemente.
Potatura e forme di allevamento: si devono effettuare sia nel
caso di vecchi castagneti sia per i nuovi impianti.
1) Vecchi castagneti.
L'intensita' della potatura dovra' essere proporzionata alla
condizione vegetativa della pianta, tanto piu' energica quanto piu'
l'albero si trova in cattive condizioni fitosanitarie.
Per le piante in buono stato adottare potature di alleggerimento
atte ad equilibrare la chioma e permettere l'entrata della luce
all'interno con conseguente miglioramento produttivo. In caso di
parti di piante gravemente colpite dal cancro corticale, si prevede
un intervento di potatura piu' energica della parte malata; in questo
caso bisogna poi intervenire nei successivi 2-3 anni per diradare i
numerosi ricacci, con il fine di ricostituire una chioma equilibrata.
2) Nuovi impianti.
Vanno effettuate delle potature di allevamento in modo da
costruire in breve tempo una chioma ben conformata (a vaso),
impostata su 3-4 branche principali.
Gia' nel mese di giugno seguente l'innesto si puo' eseguire sui
germogli che hanno raggiunto una lunghezza di 60-70 cm, una potatura
verde in modo da favorire la lignificazione e l'emissione di rametti
laterali.
Le potature di produzione di norma vanno eseguite ad intervalli
di 4-6 anni.
Cure colturali, irrigazioni e concimazioni.
Va sempre mantenuta la cotica erbosa soprattutto in terreni con
giacitura pendente. Nei primi anni dopo l'impianto si puo' eseguire
una pacciamatura con materiale organico (segatura, paglia, ecc.) in
modo da evitare il diffondersi di specie infestanti.
E' vietata la pacciamatura con film di polietilene nero.
Lo sfalcio dell'erba dovra' avvenire almeno due volte l'anno,
nella prima meta' di luglio e a fine settembre, allo scopo di
limitare la competizione idrica alle piante e ridurre gli attacchi di
parassiti fungini ed animali.
L'erba tagliata andra' possibilmente lasciata sul terreno a
decomporsi, limitando cosi' il nuovo ricaccio e l'evaporazione
dell'acqua.
L'irrigazione e' sempre permessa e deve essere necessariamente
eseguita come tecnica di soccorso nei primi anni di vita del
castagneto quando la carenza idrica puo' compromettere il buon esito
dell'impianto.
La somministrazione di concimi chimici potra' avvenire solo con
prodotti compatibili con una coltivazione biologica; si puo' fare la
concimazione letamica.
Difesa fitosanitaria e diserbo.
=====================================================================
Avversita' | Causa | Lotta
=====================================================================
|Ristagni idrici, carenza|Scelta di luoghi
|di elementi nutritivi, |opportuni per la
|terreni poco adatti al |realizzazione dei nuovi
Abiotica |castagno |impianti
---------------------------------------------------------------------
| |Non e' permessa la lotta
| |chimica: si possono
| |utilizzare metodi
| |biologici quali la
| |confusione sessuale, il
| |monitoraggio con
| |trappole, la cattura
| |massale, trattamenti con
| |bacillus thuringiensis o
| |metodi agronomici come
| |la raccolta dei frutti
Attacchi di insetti|Cydia sp., Balanino |caduti in anticipo
---------------------------------------------------------------------
| |Si possono utilizzare
| |preparati a base di
| |rame. Il materiale
| |proveniente dalle
| |potature, dai
| |diradamenti e dalla
| |pulizia del sottobosco
| |va eliminato
|Cryphonectria |repentinamente per
|parassitica Murr. |impedire la diffusione
Attacchi fungini |(cancro della corteccia)|del cancro
Descrizione delle modalita' di raccolta e conservazione.
La raccolta.
La raccolta si effettua dal 15 settembre al 15 novembre e puo'
avvenire in modo tradizionale e cioe' a mano ma anche attraverso
macchine raccoglitrici che aspirano i frutti.
La raccolta deve essere tempestiva per evitare attacchi fungini
soprattutto quando si e' in presenza di temperature miti.
Gia' nella fase di raccolta il produttore e' tenuto ad operare
una prima cernita del prodotto, al fine di evitare la presenza di
frutti infetti o comunque non rispondenti ai requisiti prefissati.
Descrizione delle modalita' di conservazione.
La facile deperibilita' del prodotto richiede cure particolari e
specifiche tecniche di conservazione sia nelle fasi immediatamente
successive alla caduta che in quelle che precedono l'utilizzo del
frutto.
Tra i diversi metodi in uso, il presente disciplinare consente
l'impiego delle seguenti tecniche:
ricciaia: metodo tradizionale che puo' essere utilizzato dai
produttori. Consiste nell'ammassamento del prodotto, ancora chiuso
nei ricci, in mucchi che non superino i centoventi centimetri di
altezza, coperti con foglie, ricci e terra ben compressi;
curatura (o novena) consiste nell'immergere le castagne in
acqua ad una temperatura compresa tra i 10 °C e i 20 °C, per un
periodo di 4-9 giorni a cui seguono asciugatura;
mediante esposizione all'aria e trapalatura manuale (movimento
delle castagne disposte a strati al fine di favorire l'asciugatura);
sterilizzazione: i frutti vengono immersi in acqua ad una
temperatura compresa tra i 45 °C e i 52 °C, per un periodo minimo di
45 minuti e massimo di 50 minuti e vengono poi asciugati come nel
caso della curatura;
frigoconservazione: consiste nel conservare il prodotto in
celle frigo da 1 °C a 5 °C per un periodo massimo di un mese.
Il prodotto deve essere stoccato in locali freschi ed aerati,
steso in strati movimentato periodicamente.
Descrizione delle modalita' di lavorazione
Le modalita' di lavorazione del prodotto, al fine di renderlo
pronto per la commercializzazione, seguono le seguenti fasi:
prodotto senza sterilizzazione:
calibratura;
cernita su nastro o tavolo;
spazzolatura;
confezionamento;
frigoconservazione;
vendita;
prodotto con sterilizzazione: dopo la calibratura sono aggiunte
le seguenti fasi:
schiumatura;
sterilizzazione;
asciugatura.
Descrizione delle modalita' di distribuzione.
I frutti destinati alla vendita al mercato fresco dovranno essere
posti in sacchetti dalle caratteristiche descritte all'art. 8 del
presente disciplinare e muniti di apposita etichetta.
E' vietata la manomissione dei cartellini e delle confezioni,
compresa l'aggiunta di aggettivi laudativi del prodotto.
La commercializzazione non potra' avvenire antecedentemente al
15 settembre di ogni anno.
Art. 6.
Legame con l'ambiente geografico
Legame territoriale e climatico.
Le caratteristiche fisiche ed organolettiche del Marrone di
Combai derivano e sono strettamente legate all'ambiente geografico di
produzione. L'abbondante piovosita' distribuita secondo un regime
pluviometrico equinoziale, la totale assenza di nebbie, la
distribuzione della catena prealpina e delle «corde collinari»
secondo un asse SW-NE e l'evoluzione dei suoli determinano un clima
favorevole ed un'area altamente vocata alla produzione castanicola di
qualita'.
La media annua delle precipitazioni, distribuite secondo un
regime subequinoziale autunnale e' poco superiore ai 1200 mm (1263
mm/anno) mentre la temperatura media annua risulta pari a 12-13 °C
(12,7 °C).
Le formazioni litologiche che caratterizzano l'area di produzione
appartengono alla categoria dei substrati carbonatico terrigeni e
piu' precisamente al gruppo dei substrati flyscioidi del Cenozoico
(terziario). Si tratta di substrati ad elevato valore pedogenetico
con ottime caratteristiche di permeabilita' ed alterabilita'. Questi
aspetti climatici e geolitologici, riferiti ad una fascia altimetrica
compresa tra i 150 m e gli 800 m slm, fanno rientrare il territorio
della Comunita' Montana delle Prealpi Trevigiane nella Regione
Forestale esalpica; qui il castagno trova il suo optimum climatico ed
esprime nel miglior modo tutte le potenzialita' produttive.
Solo con il verificarsi di tali condizioni pedoclimatiche si
possono ottenere frutti con le caratteristiche peculiari del Marrone
di Combai DOP.
Legame storico.
La presenza e le particolari caratteristiche qualitative del
castagno nella pedemontana trevigiana, che va da Segusino a
Cordignano e che trova in Combai il suo epicentro, sono confermate da
numerose testimonianze storiche che risalgono a partire dal XII
secolo.
In tal senso la documentazione storica reperita, che va dal 1200
al 1700, identifica ed individua in modo particolare l'area della
pedemontana, in sinistra Piave, come un'area di naturale vocazione
allo sviluppo della castanicoltura di cui rappresentano sicura
certificazione storica anche i numerosi toponimi.
Tra le varie testimonianze storiche una, del 18 settembre 1665,
pone in risalto anche gli aspetti sociali e di partecipazione
connessi alla raccolta delle castagne: tutta la popolazione, donne e
bambini compresi, partecipava alla raccolta dei frutti, regolamentata
attraverso l'assegnazione di quote in funzione della composizione dei
nuclei familiari.
In epoca piu' recente la valorizzazione del Marrone di Combai e'
stata portata avanti dalla Pro Loco grazie alla Festa dei Marroni di
Combai, che - a partire dal 1945 - costituisce un avvenimento di
rilevanza per tutta la provincia e, negli ultimi anni, anche a
livello nazionale.
Nel 1995 e' stata costituita l'Associazione dei Produttori del
Marrone di Combai che si e' affiancata alla Pro Loco nella
organizzazione delle manifestazioni di valorizzazione commerciale del
prodotto e che ha assunto direttamente il compito di unire i
produttori al fine di omogeneizzare i comportamenti e le pratiche
colturali.
Art. 7.
Riferimenti relativi alle strutture di controllo
Il controllo per l'applicazione delle disposizioni del presente
disciplinare di produzione e' svolto da una struttura di controllo
conformemente a quanto stabilito dall'art. 10 del regolamento (CEE)
n. 2081/92.
Art. 8.
Confezionamento ed etichettatura
Contenitori e formato.
Tutto il prodotto viene commercializzato nelle seguenti tipologie
di imballaggio:
sacchi di Juta da 1, 2, 3, 5, e 25 kg;
retine di materiale plastico da 1, 2, 3, 5, e 25 kg;
cestini e cassette in legno da un minimo di 1 kg, ad un massimo
di 5 kg.
Il contenuto di ciascun imballaggio deve essere omogeneo.
Sigillatura/Cucitura.
La chiusura delle confezioni (sacchi in juta e plastica) avverra'
mediante l'utilizzo di clipsatrice meccanica che apporra' graffe
metalliche; o cucitura con filo di nylon tramite cucitrice oppure
legatura con spago piombato.
La sigillatura verra' eseguita in modo tale da fissare sulla
confezione l'etichetta con il logo.
I cestini e le cassette verranno confezionati con cellophane e
sigillati con spago piombato e logo ben visibile.
----> Vedere Logo a pag. 58 <----
Forma e simbolo: il logo e' costituito da un Marrone stilizzato
circondato dagli aculei di un riccio stilizzato di colore marrone
chiaro ed incluso in un quadrato di colore marrone scuro. Il simbolo
e' completato dalla sottostante scritta: Marrone di Combai DOP di
colore marrone chiaro e marrone scuro.
Colori: marrone chiaro - pant 465U, marrone scuro - pant 4625U.
Dimensioni: il logo potra' avere dimensioni: mm 65 x mm 102; mm
33 x mm 51; mm 17 x mm 25; mm 8 x mm 12.
Il prodotto e' adeguatamente identificato attraverso
l'apposizione di una etichetta identificativa e del logo con la
dicitura: «Marrone di Combai DOP», che dovra' avere dimensioni
significativamente superiori ad ogni altra dicitura.
Il logo «DOP Marrone di Combai» gia' apposto sui contenitori, non
potra' essere riutilizzato.
In etichetta o sui contenitori potranno essere riportate altre
informazioni concernenti:
il nome ed il marchio del produttore o della ditta
confezionatrice;
il peso netto all'origine e la categoria;
informazioni di carattere nutrizionale e dietetico;
l'anno di produzione;
indicazioni per la corretta conservazione ed uso del prodotto.
Art. 9.
Prodotti trasformati
I prodotti, per la cui preparazione e' utilizzato il Marrone di
Combai DOP, anche a seguito di processi di elaborazione e di
trasformazione, possono essere immessi al consumo in confezioni
recanti il riferimento alla detta denominazione, senza l'apposizione
del logo comunitario, a condizione che:
il Marrone di Combai DOP, certificato come tale, costituisca il
componente esclusivo
Art. 7.
Riferimenti relativi alle strutture di controllo
Il controllo per l'applicazione delle disposizioni del presente
disciplinare di produzione e' svolto da una struttura di controllo
conformemente a quanto stabilito dall'art. 10 del regolamento (CEE)
n. 2081/92.
Art. 8.
Confezionamento ed etichettatura
Contenitori e formato.
Tutto il prodotto viene commercializzato nelle seguenti tipologie
di imballaggio:
sacchi di Juta da 1, 2, 3, 5, e 25 kg;
retine di materiale plastico da 1, 2, 3, 5, e 25 kg;
cestini e cassette in legno da un minimo di 1 kg, ad un massimo
di 5 kg.
Il contenuto di ciascun imballaggio deve essere omogeneo.
Sigillatura/Cucitura.
La chiusura delle confezioni (sacchi in juta e plastica) avverra'
mediante l'utilizzo di clipsatrice meccanica che apporra' graffe
metalliche; o cucitura con filo di nylon tramite cucitrice oppure
legatura con spago piombato.
La sigillatura verra' eseguita in modo tale da fissare sulla
confezione l'etichetta con il logo.
I cestini e le cassette verranno confezionati con cellophane e
sigillati con spago piombato e logo ben visibile.
----> Vedere Logo a pag. 58 <----
Forma e simbolo: il logo e' costituito da un Marrone stilizzato
circondato dagli aculei di un riccio stilizzato di colore marrone
chiaro ed incluso in un quadrato di colore marrone scuro. Il simbolo
e' completato dalla sottostante scritta: Marrone di Combai DOP di
colore marrone chiaro e marrone scuro.
Colori: marrone chiaro - pant 465U, marrone scuro - pant 4625U.
Dimensioni: il logo potra' avere dimensioni: mm 65 x mm 102; mm
33 x mm 51; mm 17 x mm 25; mm 8 x mm 12.
Il prodotto e' adeguatamente identificato attraverso
l'apposizione di una etichetta identificativa e del logo con la
dicitura: «Marrone di Combai DOP», che dovra' avere dimensioni
significativamente superiori ad ogni altra dicitura.
Il logo «DOP Marrone di Combai» gia' apposto sui contenitori, non
potra' essere riutilizzato.
In etichetta o sui contenitori potranno essere riportate altre
informazioni concernenti:
il nome ed il marchio del produttore o della ditta
confezionatrice;
il peso netto all'origine e la categoria;
informazioni di carattere nutrizionale e dietetico;
l'anno di produzione;
indicazioni per la corretta conservazione ed uso del prodotto.
Art. 9.
Prodotti trasformati
I prodotti, per la cui preparazione e' utilizzato il Marrone di
Combai DOP, anche a seguito di processi di elaborazione e di
trasformazione, possono essere immessi al consumo in confezioni
recanti il riferimento alla detta denominazione, senza l'apposizione
del logo comunitario, a condizione che:
il Marrone di Combai DOP, certificato come tale, costituisca il
componente esclusivo della categoria merceologica di appartenenza;
gli utilizzatori del Marrone di Combai DOP siano autorizzati
dai titolari del diritto di proprieta' intellettuale, conferito dalla
registrazione della DOP, riuniti in Consorzio incaricato alla tutela
dal Ministero delle politiche agricole e forestali.
Lo stesso Consorzio incaricato, provvedera' anche ad iscrivere in
appositi registri ed a vigilare sul corretto uso della denominazione
protetta.
In assenza di un Consorzio di Tutela incaricato, le predette
funzioni saranno svolte dal MIPAF in quanto autorita' nazionale
preposta all'attuazione del regolamento (CEE) n. 2081/92.
30.5.2006
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
14:44:44 StampaChiudi
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- 15/03/2011 14:22 - Mela Alto Adige - Sudtiroler Apfel IGP
- 15/03/2011 14:15 - Marrone di San Zeno DOP
- 15/03/2011 14:08 - Marrone di Roccadaspide IGP
- 15/03/2011 13:52 - Marrone di Monfenera IGP
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