Il vecchio elettrodomestico? Lo ritira gratis il commerciante

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Raee. Questa sigla misteriosa, che sta per rifiuto di apparecchiatura elettrica o elettronica, diventerà presto comune presso i commercianti di elettrodomestici. Serve infatti a indicare gli elettrodomestici che dal 15 giugno prossimo i negozianti dovranno ritirare da quanti acquisteranno un apparecchio equivalente (frigorifero per frigorifero, videoregistratore per un lettore di dvd ecc).

Dal 15 giugno scatta per i negozianti l’obbligo di ritirare il raee (rifiuto di apparecchiatura elettrica o elettronica) da chi acquisterà un apparecchio equivalente. Ecco cosa c’è da fare.

Non occorre che il raee sia della stessa marca o che sia stato acquistato in quell’esercizio commerciale.
«Non c’è dubbio – è il parere di Pierpaolo Masciocchi, responsabile dell’area ambiente di Confcommercio – che si tratti di un ulteriore onere a carico dei rivenditori di elettrodomestici. Ma, tenuto conto che c’era comunque una direttiva comunitaria da recepire, il regolamento che entrerà in vigore il prossimo mese può essere ritenuto il male minore. Anche perché, grazie al nostro impegno, c’è stata una notevole semplificazione delle procedure».

Vediamo in pratica cosa un commerciante è tenuto a fare.
Per assicurarsi il ritiro dei raee consegnati dai clienti, occorre iscriversi innanzitutto a una nuova sezione dell’Albo gestori ambientali. I negozi e i punti vendita della grande distribuzione potranno effettuare lo stoccaggio dei rifiuti all’interno di ogni esercizio commerciale o in un luogo diverso, per esempio un magazzino. Ogni impresa dovrà comunicare i luoghi fisici nei quali stoccherà i rifiuti prima di trasportarli o farli trasportare, al centro di raccolta comunale, specificando le tipologie di raee, dichiarando l’adeguatezza dei locali e dimostrando di aver corrisposto un diritto annuale di iscrizione di 50 euro. I rivenditori che utilizzano propri mezzi dovranno comunicare estremi identificativi e idoneità tecnica dei veicoli utilizzati. Anche gli installatori o i centri di assistenza tecnica possono beneficiare delle semplificazioni previste per i commercianti, ma devono utilizzare i mezzi aziendali e non possono stoccare i rifiuti in luoghi diversi da quelli in cui esercitano l’attività. Sia il raggruppamento dei rifiuti di origine domestica, sia il trasporto effettuato con i propri mezzi richiedono le comunicazioni all’Albo gestori ambientali secondo le modalità precedentemente descritte. (ANSA)

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