Toscana, Act: ripartono ordini ma serve assistenza finanziaria a Pmi

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La pelletteria e la meccanica a Firenze, alcune produzioni del tessile a Prato, il conciario di Santa Croce S. Arno, la nautica a Lucca. Sono i settori che per primi iniziano a vedere la luce in fondo al tunnel della crisi che ha colpito l’economia toscana dalla seconda metà del 2008. Sono stati due anni durissimi per l’economia regionale, particolarmente penalizzata dalla crisi dell’export.

Sono le ultime indicazioni di Act, Artigiancredito toscano, il confidi di Cna e Confartigianato, che emergono dall’attività di sostegno all’accesso al credito delle imprese associate svolta nel primo semestre del 2010. Nei primi sei mesi sono state garantite operazioni per oltre 342 milioni di euro. Ossigeno puro per circa seimila imprese che, grazie alle garanzie di Act, hanno potuto realizzare investimenti, ristrutturare l’indebitamento, potenziare il proprio circolante.

Trova pertanto conferma il ruolo di ammortizzatore sociale svolto dal consorzio la cui attività ha permesso di tutelare intere filiere nei distretti toscani rendendo così possibile oggi l’aggancio di questi primi segnali di ripresa. “Dobbiamo ora potenziare – dichiara il presidente di Artigiancredito toscano Roberto Nunziatini – l’assistenza finanziaria alle imprese che tornano ad investire. La generalizzata contrazione dei fatturati registrata nel 2009, la forte esposizione di tante aziende verso le banche, hanno reso il sistema bancario estremamente prudente a soddisfare la domanda di credito anche se finalizzato alla realizzazione di investimenti. Il rischio, allora, è che questo timido accenno di ripresa abortisca”.
Per evitare questi rischi Artigiancredito toscano ha potenziato le proprie convenzioni, offrendo alle banche garanzie a prima richiesta pari al 60 per cento, si è riassicurato con il Fondo europeo degli investimenti, ha incrementato la propria attività con le società di leasing. Quando la ripresa si consoliderà sarà infatti decisivo il ruolo delle società di locazione finanziaria nel sostegno degli investimenti delle Pmi.
Tra le banche garantite da Act nel primo semestre dell’anno è risultato eccellente il ruolo delle Banche di credito cooperativo che hanno visto progressivamente crescere il loro peso nelle garanzie rilasciate dal consorzio dal 15,2 per cento del 2007 al 26 per cento del primo semestre del 2010, nello stesso periodo banca Mps è passata dal 26,4 per cento al 20,82 per cento, il gruppo di Banca Cr Firenze, oggi Intesa San Paolo, dal 19,70 per cento al 10,98 per cento. La Regione Toscana non può trascurare questo sostegno di Act verso le imprese, conclude Roberto Nunziatini. Sono sempre più urgenti le iniziative di sostegno alla nostra attività perché si sia messi nella condizione di proseguire nell’azione di difesa delle Pmi toscane intrapresa dal consorzio”. Fonte: Il Velino.it

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