Investimenti esteri in Italia: la cinese Icbc apre una nuova sede a Milano

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Una delle maggiori banche cinesi al mondo, la Industrial and Commercial Bank of China (Icbc), ha aperto una nuova filiale a Milano.  La nuova sede, operativa dal 17 gennaio, e’ stata inaugurata giovedì sera a Milano, nel corso di una cerimonia a palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, organizzata con il contributo della Fondazione Italia-Cina.

Un segnale importante, che va nella direzione di un allargamento degli orizzonti commerciali italiani verso l’estero, in particolare verso un mercato in rapida espansione come quello cinese. La sede della Icbc, nella centralissima galleria Vittorio Emanuele, è una delle cinque aperte in Europa dal colosso del credito cinese, insieme a quelle di Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Madrid.

Il presidente della Fondazione Italia – Cina, Cesare Romiti, ha affermato come questa nuova apertura sia importante, non solo per quanto riguarda Milano e la banca Icbc, ma anche per le relazioni tra Italia e Cina e per i nuovi scenari di collaborazione che questa inaugurazione porterà. “I rapporti tra Italia e Cina, grazie anche all’operato della Fondazione – ha continuato Romiti – stanno vivendo un momento molto positivo: i due paesi hanno avviato e continuano a portare avanti collaborazioni nel capo degli investimenti, degli scambi economici e culturali”.
Al margine della conferenza di presentazione della nuove sede dell’Icbc rimbalza da oltre oceano la notizia di una nuova acquisizione del colosso cinese Icbc, la banca con la maggiore capitalizzazione al mondo. Infatti, è stato raggiunto l’accordo per l’acquisizione di Bank of East Asia per un un costo di 140 milioni di dollari. L’acquisizione arriva dopo che il presidente cinese Hu Jintao ha concluso la sua visita di quattro giorni negli Usa, e potrebbe segnalare che i legami economici fra le due maggiori economie mondiali sono destinati a farsi più stretti.
Alla presentazione italiana era presente anche il ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani, che nei giorni scorsi ha dichiarato come il governo intenda eliminare più di 30 leggi nazionali per semplificare l’iter burocratico di accesso al credito di imposta. “Stiamo pensando a un’integrazione graduale tra vecchio e nuovo ordinamento – ha dettto Romani – sia per garantire il buon funzionamento del sistema sia per accompagnare con gradualità le imprese nella novità della riforma degli incentivi alle Pmi che entrerà in vigore dal gennaio 2012”.
Il governo comunque, sta portando avanti una serie di azioni che Romani ricorda: “dal rilancio del manifatturiero all’internazionalizzazione con l’ingresso di investimenti stranieri e la creazione di nuove opportunità per il made in Italy. Buoni propositi anche sul versante innovazione: attraverso tre bandi attivati sono stati assegnati già 770 milioni per 220 progetti, coinvolgendo 1550 imprese e circa 600 enti di ricerca, con investimenti per 2 miliardi di euro.
“Il nostro lavoro nei confronti dell’attrazione di investimenti esteri – ha continuato il presidente della Fondazione Italia – Cina – sarà molto favorito dall’apertura della prima banca del mondo: nostro auspicio è che anche Icbc si iscriva alla Fondazione Italia Cina, che può gia’ godere del sostegno di tre colossi cinesi come Huawei, Haier e Zte”.
Il quartier generale europeo di Icbc è in Lussemburgo, dove ha sede la Icbc Luxemburg. La banca ha ora sedi in nove paesi europei, tra cui Germania, Lussemburgo, Regno Unito, Russia, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Italia e Spagna. Le nuove filiali, inclusa quella milanese, forniranno servizi finanziari universali a clienti europei e cinesi e lavoreranno “per promuovere le relazioni economiche, commerciali e di investimenti tra la Cina e l’Europa”.
La Icbc, la cui sede centrale è a Pechino, è presente in 28 paesi del mondo, con 203 sedi. Ha inoltre accordi con 1.453 banche in 132 Paesi e territori. Fuori dalla madrepatria impiega 4.700 dipendenti.

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