Economia: governo vara nuovo decreto sviluppo

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Rinegoziazione dei mutui, riduzione dell’oppressione fiscale, nuovo piano casa per l’edilizia privata, interventi per favorire la ricerca, rilanciare il turismo e il sud. Il decreto legge sviluppo rimette in campo pezzi di vecchi provvedimenti chiusi nel cassetto, come alcune misure contenute nel ddl concorrenza, o norme entrate in vigore ma sfruttate solo in parte.

Tornano le misure per la rinegoziazione dei mutui per la casa, che ricalcheranno la convenzione già siglata con l’Abi, per il calmieramento del tasso variabile, in vista degli incrementi in arrivo del costo del denaro. I termini e il tipo di convenzione dovrebbero ricalcare l’accordo del 2008, e riguarderanno i prestiti fino a 150.000 euro concessi a persone che hanno un reddito annuo non superiore ai 30.000 euro.

In arrivo anche il nuovo piano casa, per ampliare l’abitazione con procedure semplici e veloci, che cerchera’ di superare i paletti messi dagli enti territoriali com’è accaduto in passato. Il primo tentativo dell’esecutivo, che risale al 2009, è infatti fallito perche’ la maggior parte delle regioni, a cui la Costituzione domanda le competenze in materia, non hanno applicato la normativa nazionale.

Il governo sta quindi mettendo a punto una norma che consente allo stato, spiegano a via XX settembre, ”di intervenire in prima persona, in modo che possa essere adottata direttamente” dai proprietari.In particolare, si sta studiando un modo per ”superare l’impasse delle regioni che dicono no alle iniziative dello stato”.

La precedente normativa, che dovrebbe ispirare quella nuova, prevedeva la possibilita’ di ampliare del 20% le abitazioni, percentuale che saliva al 35% per le case demolite e ricostruite. Secondo quanto previsto dal piano nazionale di riforme gli edifici dismessi, o in via di dismissione, potranno anche essere delocalizzati, e potrà esser cambiata la destinazione d’uso. Sempre sul fronte casa diventa più semplice anche la ristrutturazione e la riqualificazione energetica: non sarà infatti più necessario inviare la richiesta di avvio lavori all’Agenzia delle Entrate ma basterà una semplice comunicazione nella dichiarazione dei redditi.

Sarebbe confermato anche il meccanismo del silenzio-assenso, così come  per la “Scia”, la Segnalazione certificata di inizio attività. Salirebbe inoltre da 500.000 a 1 milione di euro la soglia per gli appalti di lavori pubblici senza bando di gara, che potrebbero così essere affidati con procedure negoziate. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha già annunciato che nel pacchetto saranno inseriti interventi per ”ridurre l’oppressione fiscale sulle imprese”. In particolare le misure dovrebbero semplificare le procedure inerenti gli studi di settore. Mentre per le famiglie non sarà più obbligatorio inviare il quadro dei familiari a carico ogni anno, procedura necessaria per poter accedere alle agevolazioni fiscali. Sempre sul fronte semplificazione fiscale, nel provvedimento dovrebbe trovare spazio la norma già annunciata dall’esecutivo, che eviterà ai commercianti di dover prendere nota dei pagamenti oltre i 3.600 euro anche quando vengono effettuati con carte di credito.

Nel provvedimento dovrebbero inoltre entrare, dietro la spinta del ministero dello Sviluppo economico, alcune misure contenute nel disegno di legge sulla concorrenza che è rimasto chiuso nel cassetto. In particolare si cerca di far inserire nel dl la riforma della rete dei carburanti prevista dal ddl concorrenza, che mira a superare i vincoli attuali sulla vendita di prodotti non oil e rilanciare il self service. Inoltre dovrebbe trovare spazio anche il riordino delle norme che riguardano l’amministrazione straordinaria delle imprese in crisi e la nascita dell’agenzia antifrode per il settore rc auto.

Per il rilancio del Sud sono in arrivo le prime misure che mirano a semplificare la burocrazia e introducono la fiscalità di vantaggio, su cui però occorre avere il via libera da Bruxelles. Dovrebbe tornare il credito d’imposta per le imprese che assumano lavoratori in aree svantaggiate del sud, misura già provata negli anni passati.

I provvedimenti che interessano la ricerca sono già stati illustrati dal titolare del dicastero di via XX settembre, in occasione della presentazione del Pnr: è previsto un finanziamento pubblico, operato attraverso il credito d’imposta al 90%, che andrà a sostegno della ricerca che le imprese faranno nelle università e negli istituti di ricerca. Sempre nella stessa occasione, Tremonti ha annunciato che nel provvedimento saranno inserite anche misure che riguardano le opere pubbliche e il turismo. In particolare, per rilanciare un settore fondamentale per l’economia del paese e’ prevista l’istituzione, lungo le coste balneari, dei distretti che potranno beneficiare della semplificazione burocratica ma in cambio dovranno assicurare una maggiore lealtà fiscale e l’incremento dell’occupazione.

Fonte: CONFCOMMERCIO

Eccellenzeitaliane.com

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