Delizie locali che fanno sognare: il panuozzo

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Non tutti sanno che la pizza ha un temibilissimo rivale con cui dover fare i conti: il panuozzo, le cui origini si identificano nella graziosa cittadina campana di Gragnano, già in evidenza nel panorama enogastronomico grazie alla sua storica produzione di pasta e per il vino DOC.

La specialità, irradiandosi dall’area dei monti Lattari, è nata nel secondo dopoguerra come cibo semplice e sostanzioso, e a partire dal lancio commerciale avvenuto negli anni ’80 ha successivamente conquistato una crescente notorietà, tanto da diventare vero oggetto di venerazione per moltissimi appassionati, spingendoli a macinare ogni volta un bel po’ di chilometri pur di potersene deliziare.

Il panuozzo si presenta alla vista come un panino oversize, realizzato con del pane cotto nel forno a legna ma preparato con lo stesso impasto della pizza.
Ne esiste poi una seconda variante, leggermente meno diffusa, che prevede l’impiego del pane tipico napoletano detto “cafone“, dalla forma rotonda con una mollica alta e la crosta spessa.

Il cuore del panuozzo viene imbottito con mozzarella, provola o altri formaggi, salumi e affettati, uniti ad ortaggi freschissimi.
Rispetto alla “cugina” pizza, le regole del panuozzo contemplano una cottura suddivisa in due fasi: la prima – con temperatura prossima ai 400 gradi – è istantanea e permette all’impasto di gonfiarsi a mo’ di panzerotto formando una crepa da cui “sbuffa” il vapore accumulato, e di seguito alla farcitura ha poi luogo un secondo passaggio in forno della durata di circa due minuti, per far sì che gli ingredienti che costituiscono il ripieno si fondano armoniosamente con la gradevolezza del pane croccante.

Il tempo di realizzazione totale, con il forno già a temperatura e l’impasto pronto, è di circa 5-6 minuti.
Anche a causa della sua praticità, il panuozzo si pone oggi come uno degli alimenti più apprezzati nell’ambito del Fast Food di qualità che coinvolge l’intero territorio italiano, registrando gli immancabili tentativi d’imitazione.

Le interpretazioni create sono molteplici, considerate le variegate combinazioni di ripieni e condimenti possibili: pancetta, salsicce, friarielli, pomodoro, funghi e melanzane… non resta altro che provare e leccarsi i baffi!

 

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