Architettura, la casa galleggiante italian style che colonizzerà le acque

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Sembra fuoriuscita direttamente da un film di fantascienza, ma questa volta non stiamo sognando di mondi futuribili alla “Star Wars”.
La casa galleggiante progettata dall’ italiano Giancarlo Zema per l’azienda londinese EcoFloLife è una solida realtà; energeticamente autosufficiente e realizzata al 100% con materiali riciclati e riciclabili, è un fiore all’occhiello dell’architettura del III millennio per la quale la preservazione del suolo e dell’ambiente sono assurti a un must.

L’elegante unità residenziale in legno laminato contiene su 100 mq, ripartiti in 12 m di diametro e 4 d’altezza, tutto lo spazio necessario per vivere comodamente (almeno due camere da letto, uno spazioso soggiorno, una cucina abitabile e due bagni) prefigurandosi come elemento base costitutivo di piccoli villaggi da installare su fiumi, laghi, baie o atolli marini.

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Raggiungibile dalla terraferma mediante una passerella in legno, la struttura è protetta da un guscio di alluminio mentre i terrazzi scorrono sul perimetro dotati di grandi finestre che assicurano, oltre all’ingresso di luce naturale, e una piacevole vista panoramica da godersi sul bacino idrico circostante.

Energia alternativa e benessere termoclimatico vanno a braccetto: i 60 mq di pannelli in silicio amorfo che avvolgono la copertura sono deputati ad erogare 4 kWp di energia elettrica, mentre un sistema sofisticato di micro-ventilazione interna abbina aria condizionata alla convezione naturale.

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L’innovativo modello abitativo, denominato WaterNest 100, in virtù della sua struttura circolare senza sostegni interni assicura ampia flessibilità nel design, in modo da adattarsi ad ogni specifica esigenza; qualora infatti il committente non intendesse più servirsi dell’unità come casa, potrebbe agevolmente trasformarla ad uso ufficio, ma anche in un lounge bar, ristorante, in un negozio oppure in un’area espositiva.

WaterNest 100 va incontro al suggerimento degli scienziati che, constatando a che ritmo la frazione abitabile di suolo del pianeta Terra stia procedendo verso la saturazione, ipotizzano per l’umanità la prossima impellente esigenza di dover colonizzare mari e specchi d’acqua.

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