La grande sfida di Alessandro da Lio, il giro del mondo su due ruote

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Un’ambiziosa e straordinaria sfida ai limiti delle capacita’ umane.
Il giro del mondo in bicicletta, 50.000 chilometri davanti a se’ da “macinare” in 28 mesi facendo affidamento sul vigore e la resistenza dei propri quadricipiti.
Col patrocinio importante di Expo Milano, l’esploratore veneziano Alessandro Da Lio e’ partito per la sua incredibile avventura che lo condurra’ sul percorso narratore dell’evolversi della vita sulla terra, dagli albori alle prime migrazioni dei nostri lontani progenitori, attraverso la culla delle civilta’ più remote.
Un viaggio fra dislivelli e a tutte le latitudini, fatto di solitudine, stanchezza e condizioni climatiche estreme dove il termometro oscillera’ dai più 40 ai meno 40 gradi.

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La pedalata dello start è stata calcata dal lembo estremo del continente africano, Capo di Buona Speranza.
Una partenza contrassegnata dal caldo tropicale, che nel giro di qualche mese, salendo progressivamente verso nord, svanira’ in un ricordo: la tappa successiva sara’ il Circolo Polare Artico, per poi passare alle gelide distese della Groenlandia e scendere dall’Alaska fino alla Terra del Fuoco, l’aspra regione argentina che esattamente tra 26 mesi – nell’autunno 2017 – accompagnera’ il ciclista-eroe verso la tappa conclusiva dell’Antartide.

Un’impresa che comunque non nasce sulla spinta di competizioni, né di record da infrangere.
Il progetto “Pangea, cycling on life’s origin” costituisce essenzialmente un’esplorazione ecosostenibile a 360 gradi atta a testimoniare la lotta per la sopravvivenza delle popolazioni stanziate nei vari angoli del pianeta.

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Cinquentasei anni, alto, fisico asciutto e temperamento d’acciaio. Alessandro Da Lio, sulla scorta dell’esperienza maturata in lunghi e durissimi training su e giù per il mondo fra Dolomiti e Deserto del Gobi, ha potuto coronare così il sogno di una vita.

Sara’ un incontro delle genti – ha sottolineato – e io saro’ un mouse puntato dal comitato scientifico sul mondo, andremo a vedere quello che abbiamo fatto di male e abbiamo fatto di bene sulla linea della longitudine terrestre”.

In linea con i dettami di Expo, una delle tematiche di Pangea concerne alimentazione e sfruttamento delle risorse planetarie, così durante il viaggio non mancheranno riflessioni sulla sostenibilita’ alimentare “con incursioni in cucine etniche alla scoperta di sapori nuovi e antichi”.

Acqua a volonta’, cibo disidratato e un po’ di benzina per scaldarsi saranno il viatico della pedalata, in aggiunta al Trike, un triciclo congegnato appositamente per superare le insidie delle sabbie del deserto e il ghiaccio dei poli.

Per seguire gli aggiornamenti lungo il viaggio: http://cyclingpangea.com/

 

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