
Anche la pizza merita di essere annoverata come un'eccellenza italiana. Sebbene la sua origine nasconda diverse difficoltà e si intrecci con la storia passata, risalente addirittura al secolo Sedicesimo: difatti la stessa parola “pizza” altro non è che una storpiatura di ciò che a Napoli in quel periodo veniva chiamata “pitta”, ovvero un tipo di pane schiacciato molto conosciuto e apprezzato al tempo.
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Sono diverse le risposte possibili a questa domanda: cominciamo dall'inizio.
Eccellere deriva dal latino “excello” e significa appunto “eccellere”, ma anche “distinguersi, spiccare”. Non per niente le Eccellenze Italiane vogliono riferirsi a qualcosa di prestigioso e valido, capace di garantire e meritarsi il titolo assegnatogli: non basta. Tutti questi verbi di eccellenza danno origine ad una competizione e ad un paragone che tutti i prodotti menzionati nelle Eccellenze Italiane hanno affrontato e superato brillantemente. E quali sarebbero questi prodotti, – o meglio ancora – questi Eccelsi? Sono intorno a voi, a partire dalle vostre tavole, dai vostri capi di abbigliamento, per arrivare ai paesaggi che osservate e le città in cui vivete.
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Un 'antica tradizione: L'Olio di Oliva
Le sue origini sono antichissime: si stima che già circa ottomila anni fa sulle coste di Creta e della Grecia si coltivasse l'ulivo, albero a cui molte popolazioni sono state devote. La sacralità dell'olio di oliva ha fatto sì che venisse utilizzato nei riti sacri ed iniziatici di molte popolazioni, in particolare quelle della “Mezza luna fertile” o Mesopotamia, Levante ed antico Egitto. Non solo: la tradizione odierna dell'olio utilizzato soprattutto nei massaggi e nella cosmetica deriva proprio dall'utilizzo ambivalente che ne facevano questi popoli. Sulle coste del Mediterraneo la coltivazione dell'ulivo ebbe inizio in Medio Oriente ed in Grecia appunto, ma fu con le conquiste del popolo Romano che si estese in tutto il Mediterraneo, diventandone un prodotto tipico apprezzato e prezioso.
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Alcuni paesi, alcuni luoghi sarebbero probabilmente rimasti anonimi o sconosciuti alla maggior parte della gente non fosse per la fortuna e il pregio di aver portato sulle tavole della tradizione italiana alcuni squisiti prodotti: è il caso del prosciutto di San Daniele del Friuli.
La storia di questo eccezionale prosciutto, famoso ormai in tutto il mondo, risale addirittura ad epoca pre-romana, quando ancora nello stesso luogo dove risiede oggi il paese si trovava un insediamento celtico, forte di trovarsi nei pressi di un importante passaggio a Nord-Est.
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Se qualcuno dovessi mai dirvi che la pasta non è un prodotto originario della nostra Penisola, ma bensì introdotto da Marco Polo una volta tornato dal suo viaggio in Oriente, non dategli retta.
Sebbene non è un compito facile stabilire una data di origine vera e propria già gli antichi romani si dilettavano nell'utilizzo sempre più avanzato e migliorato del grano e della farina: “ Ad porri et ciceris refero, laganique catinum” dirà Orazio in una delle sue satire, ovvero andare a casa a sedersi davanti una scodella di porri, ceci e lasagne. Proprio il termine Laganum deve la sua origine da una parola dialettale napoletana “laganatura”, che significa mattarello. Non è difficile associare questo termine alla sfoglia sottile che oggi si utilizza appunto per le lasagne. Sono inoltre numerose le testimonianze sull'utilizzo di quel cibo ottenuto dall'incontro della farina e acqua, benché certamente non si trattasse di qualcosa di quotidiano e scontato come ai giorni nostri. Poco prima del ritorno di Marco Polo la pasta era trattata come un bene prezioso: addirittura, tale Ponzio Bastone ne farà un lascito per i suoi cari. Sempre a Napoli la pasta trova terreno fertile tanto da fare aprire i primi pastifici nel 1700:
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Piatto nato per la cucina dei poveri, dei montanari, dei contadini, particolarmente tipica del settentrione, la polenta rappresenta ai giorni nostri una delle più popolari e variegate particolarità della tradizione culinaria italiana. La sua storia è millenaria, capace di muoversi parallelamente al cammino dell'uomo e di assumere passo passo forme e contenuti differenti. “ Puls” dal latino, è il lemma con il quale era conosciuta ai romani, che già ne facevano uso sebbene prodotta con il farro. Era difatti comune tra i legionari portare con sé un sacchetto di farina di farro da bollire con acqua calda e sale: un pasto semplice ma efficace.
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