Tempio del benessere, ma non solo. La farmacia come antica tradizione italiana
Le origini della farmacia si perdono nella notte dei tempi.
L'anelito umano di lenire o guarire le infermità o malanni del vivere quotidiano ha trovato istintivamente risposta, già dai primissimi passi mossi dai nostri avi, in quel patrimonio sconfinato che ha da offrirci Madre Natura, con le sue sorgenti cristalline, rocce e multiformi varietà di flora e fauna.
Dapprincipio indistinta da botanica, alchimia e magia, questa disciplina ha potuto tracciare nell'arco dei millenni il proprio cammino autonomo nel solco dei canoni del rigore scientifico.
Fra i precursori si ricordano Galeno, ambizioso conoscitore dell'anatomia d'origine greca che fu favorito per il suo talento come medico di corte presso più imperatori successivi dell'antica Roma.
Nel II secolo d.C. erano celebri i lunghi viaggi che era solito intraprendere attraverso il Mediterraneo alla scoperta delle droghe nei loro luoghi d'origine: egli denominava Myropolai, Pharmakopolai, Aromatarii coloro che le vendevano, distinguendo fra circulatores, se andavano offrendole di casa in casa, e sellularii quando il commercio avveniva in apposite botteghe situate ai piedi del colle Capitolino.
Gli stessi scavi pompeiani ci hanno restituito la quotidianità di numerosi oggetti risalenti all'arte farmaceutica di quei tempi.
Si dovette attendere però fino al secolo XIII per una prima regolamentazione ufficiale della materia, che vide la scissione fra la figura dello speziale e quella del medico, che sino a quel momento riuniva in sè entrambe le professioni, giacchè determinava la diagnosi dei pazienti, la successiva terapia e approntava i medicamenti necessari.
Proprio il grande sovrano illuminato Federico II di Svevia, passato alla storia come ''Stupor mundi'', nel corpus normativo noto come Costituzioni di Melfi, oltre a prescrivere il divieto dell'esercizio della professione medica a coloro che non avessero conseguito la Laurea presso la Scuola Medica di Salerno, stabiliva pene capitali per i ciarlatani che smerciavano medicamenti nocivi e capaci di ottenebrare le facoltà mentali.
La farmaceutica italiana è dunque una tradizione nobile e antica, che - nel susseguirsi ininterrotto della summa di saperi e ricette trasmesse fedelmente da maestri di bottega - merita di ricevere una piena valorizzazione come volano importante finalizzato non soltanto al pianeta salute/benessere, ma anche al turismo culturale: basti pensare agli oltre 300 esercizi pluricentenari tuttora attivi sul suolo nazionale.
Una miniera di testimonianze preziose che si accompagnano ad arredi, ornamenti esotici, erbari, attrezzi operativi e manoscritti medievali.
Nella tutela dei mestieri che costituiscono la memoria storica e l'ossatura del nostro Paese, Eccellenze Italiane vuole dedicare al mondo della Farmacia una vetrina che esprima innanzi tutto la bellezza e le virtù insite in questa professione, che prima di divenire fonte di business, è un servizio che vive di ascolto empatico e del contatto autentico con la gente che si affaccia con fiducia, e a volte un pizzico di timidezza, al di là del bancone.