Sviluppo economico: Internazionalizzare il sistema fieristico italiano

 

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Il sistema fieristico italiano risulta essere il principale motore nel processo di internazionalizzazione delle imprese italiane. Infatti rappresenta quasi l’unico strumento di promozione per il 75% delle imprese industriali e per l’88% delle piccole e medie imprese. Questi dati possono ben evidenziare quale sia lo scenario fieristico italiano e la relativa importanza  nel generare affari, che per inciso ha raggiunto i 60 miliardi di euro circa rappresentando il 10% dell’export nazionale.

Il mercato fieristico italiano, all’interno dell’UE, si conferma secondo solo alla Germania. Nonostante la crisi economica iniziata nel 2008, il giro di affari e di presenze rimane importante. Secondo un’indagine condotta dall’Istituto certificazione dati statistici fieristici, nel 2010 tra fiere svolte e in programma nei prossimi due mesi, in Italia si contano 210 manifestazioni internazionali, con un aumento del 5% rispetto al 2009.

Come affermato dal presidente dell’Associazione esposizioni e fiere italiane (Aefi), il settore fieristico italiano ha un andamento a due velocità. Mentre al centro – nord si ampliano i quartieri e i nuovi padiglioni, innovando le proposte espositive, al sud si registra una situazione stazionaria. Mancano piani programmatici per organizzare l’offerta fieristica e in molti casi le fiere rimangono ancorate a realtà locali.

A tal proposito l’Aefi, in concerto con il ministero dello Sviluppo Economico, ha raggiunto un accordo per la creazione di un desk per l’internazionalizzazione delle fiere, con un fondo di 2 milioni di euro. La nuova istituzione avrà il compito di risolvere i due principali problemi del sistema nazionale: la scarsa internazionalizzazione e la frammentazione dell’offerta.

L’ostacolo delle fiere italiane verso una proiezione internazionale risulta essere legato al contesto regionale. Ogni Regione gestisce le fiere con una logica di interesse locale, prediligendo la competizione locale – regionale piuttosto che quella internazionale. Il trasferimento delle competenze alle regioni perciò potrebbe aver causato quella mancanza di uniformità e di pianificazione strategica che impedisce una reale crescita.

Il fondo ministeriale perciò vuole essere un strumento in grado di coadiuvare le organizzazioni fieristiche italiane con una vocazione internazionale, cercando di portarle fuori dal campanilismo tipico italiano, attraverso una regolamentazione e una calendarizzazione adeguata alle finalità.

Nell’indagine dell’Aefi, relativa al primo trimestre del 2010, si registra un andamento positivo del comparto fieristico, con un incremento del numero di fiere, visitatori e espositori. Tra i principali trend di crescita ci sono: l’internazionalizzazione degli espositori, la riduzione degli spazi fieristici e la diffusione di nuovi mezzi di comunicazione, come i social network.

REDAZIONE EccellenzeItaliane

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